martedì 22 aprile 2008

EGU 2008: PROPOSTE SUI FENOMENI LUMINOSI E NON, ASSOCIATI AI TERREMOTI E LUNAMOTI

Lo studioso Cristiano Fidani, dell'Istituto Nazionale Fisica Nucleare di Perugia, ha presentato al meeting di Vienna dell'European Geosciences Union, del 13 – 18 aprile 2008, tre proposte legate ai fenomeni dei terremoti e dei lunamoti.
Nella prima proposta "Tlp versus moonquakes to understand earthquake associated phenomena", Fidani parte dall'ipotesi che i Transient Lunar Phenomena sulla Luna siano simili a certi fenomeni pre-sismici della Terra.
Fidani suppone che l'osservazione dei TLP possa aiutare una migliore comprensione di quanto accade sulla Terra a seguito di osservazioni di ciò che succede sul nostro satellite: flashes, sfere di luce bluastra o rossastra, e oscuramenti locali della superficie lunare.
Certe particolari fuoriuscite di gas possono essere paragonabili a particolari tipi di nuvole terrestri osservate, prima dei terremoti, sopra gli epicentri. L'osservazione delle fuoriuscite di gas radon negli stessi luoghi TLP possono per analogia essere utili nel confronto con quelle osservate sulla Terra (vedi missioni Apollo).
D'altra parte anomalie radon sono state osservate anche sopra faglie attive in California.
Tuttavia sul nostro pianeta, a causa della presenza di acqua e di atmosfera è difficile provare una stretta relazione causa-effetto tra queste emissioni ed i terremoti.
Purtroppo lo stress mareale sulla Luna non è ben conosciuto, ma è stato calcolato essere assai maggiore di quello che si sviluppa sulla Terra.
Sulla Terra è stato osservato un legame statistico tra terremoti e marea oceanica che produce uno stress 10 volte più grande della marea sulla crosta solida, ma sulla Luna è stato calcolato uno stress di marea solida almeno 10 volte più grande di quello della crosta terrestre.
Mentre sulla Luna tale stress varia, in prima approssimazione, solo in ampiezza, sulla Terra varia anche in direzione a causa della sua rotazione e dello spostamento degli oceani.
Non avendo sulla Terra una direzione costante (a differenza dello stress mareale del nostro satellite) questo può aiutarci a considerare la Luna come un luogo di test "stabile" dove studiare le conseguenze delle deformazioni e la loro influenza sui terremoti: ovvero la Luna come un laborario naturale per l'analisi strumentale dei processi che legano scosse e diversi fenomeni di emissione.
La seconda proposta di C. Fidani, "A lunar spectrometer for Radon emanations linked to seismic activity" (con coautore R. Battiston), presenta il progetto di uno strumento di rilevamento di particelle alfa.
Questo scintillatore, fibre e SiPM (1), è stato studiato per il rilevamento di emissioni radon su corpi celesti dove è presente una atmosfera molto debole, sempre in funzione dello studio dei precursori sismici.
Sappiamo infatti che nelle precedenti missioni lunari, le particelle alfa del decadimento del radon sono state rilevate a centinaia di chilometri dal luogo di emissione.
La terza proposta, "Searching for correlation between NOAA particle data and seismic activity" (Fidani & Battiston), parte dal fatto che il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ed il National Aeronautics and Space Administration (NASA) hanno già dal 1978, satelliti in orbita che dispongono di strumenti per il monitoraggio delle particelle energetiche cariche elettricamente, sulla Terra (l'afflusso di ioni ed elettroni).
Da circa 10 anni questi rilevamenti del NOAA sono disponibili, ed offrono l'interessante opportunità di verificare la validità delle osservazioni degli effetti di eventi sismici sulla ionosfera e sulle fasce di Van Allen.
Da diversi anni sono stati fatti esperimenti spaziali che hanno rilevato un flusso anomalo di particelle che è stato correlato con il verificarsi di terremoti. Questi flussi anomali di particelle sono stati caratterizzati da un improvviso e brusco aumento del tasso di particelle ad alta energia, riferito come scoppio di particelle (PBs).
In questo articolo viene mostrata una corrispondenza tra i bursts registrati dai satelliti NOAA negli ultimi anni ed i più grandi terremoti verificatisi nella regione di Sumatra.
L'ipotesi fatta fatta per interpretare la correlazione tra scoppio di particelle (PBs) e terremoti (EQs), consiste di emissioni elettromagnetiche nel campo delle ULF/VLF e iterazione con le particelle intrappolate a questa frequenza (2), che potrebbero causare la precipitazione di elettroni e protoni delle fasce di Van Allen; l'altitudine a cui questa situazione avverrebbe sarebbe da valutare entro i 300 ed i 500 km, anche se per il momento l'evidenza di tale nuovo fenomeno non è dimostrata.
NOTE
1) Il rivelatore di gas radon è stato pensato essere costituito da fibre ottiche che convertono parte dell'energia delle particelle alfa, dell'emissione del gas, in luce.
Esse vengono chiamate fibre scintillanti. La debole luce prodotta dal passaggio delle particelle alfa nelle fibre viene convertita in corrente attraverso un nuovo tipo di fotodiodi
chiamati Silicon Photo Multipliers (SiPM).
2) Per quanto riguarda l'ipotesi essa consiste nel seguente processo:
a) prima di un forte terremoto vengono emesse radiazioni nella banda ULF dalla regione dell'ipocentro;
b) tali emissioni hanno la capacità di raggiungere la superficie, la ionosfera e le fascie di Van Allen;
c) le particelle cariche delle fasce di Van Allen vengono perturbate da tali radiazioni e assumono traiettorie che le porteranno nella ionosfera;
d) i satelliti NOAA sono in grado di rivelare tali particelle e di misurarne i parametri per capire se entreranno nell'atmosfera (cioè se stanno precipitando).
Quando una particella carica attraversa un campo elettrico o magnetico la traiettoria viene modificata perché sulla particella agisce la forza di Lorentz.
Se la particella è investita da un campo elettromagnetico variabile, l'entità della perturbazione della traiettoria dipenderà dalla frequenza dei campi elettrico e magnetico. La perturbazione è grande quando la frequenza è vicina a quella che caratterizza il movimento della particella. E' questo il caso delle ULF-ELF-VLF le cui frequenze coprono quella di rotazione delle particelle attorno alle linee di campo e di riflessione fra le regioni polari del nostro pianeta.

domenica 20 aprile 2008

NUOVI SPRITES DI PRIMAVERA

Nella notte fra il 18 e il 19 aprile un'area temporalesca era attiva fra l'Appennino tosco-romagnolo e la laguna veneta.

La parte superiore dell'area era nel campo inquadrato dalla stazione SOSO di San Lazzaro di Savena (BO); stazione che ha avuto modo di riprendere in 10 minuti a cavallo fra l'una e le due del 19 aprile (a cavallo della mezzanotte del 18 in tempo universale) ben 5 diversi eventi sprites.

18 aprile, 23h56m03s UTC
Gruppo di column sprites in due frames.


18 aprile, 23h57m38s UTC

Altro gruppo di column sprites


18 aprile, 23h59m23s UTC
Ancora column sprites
(probabilmente fra i più belli della serata),

anche in questo caso in due frames


19 aprile, 00h01m53s UTC
Column sprites e, forse, qualche altro tipo
di sprite non ben identificabile (due frames)



19 aprile, 00h04m55s UTC
L'ultimo evento della nottata, ancora un bel gruppo di column sprites.

sabato 12 aprile 2008

SOSO: REGISTRATO BOLIDE 11 APRILE 2008

Smart Optical Sensors Observatory ha registrato, dalla sua postazione in località Idice (San Lazzaro di Savena, Bologna) la sera di venerdì 11 aprile un bolide. Alle ore 23:17 (ora UTC) il bolide ha percorso a velocità relativamente ridotta alcuni gradi della volta celeste uscendo dalla zona inquadrata dalla telecamera automatica del sistema.
E' in corso la raccolta di dati e un report è previsto nei prossimi giorni.
Presentiamo una sequenza di tre immagini




NUBI SISMICHE: OSSERVAZIONI DI SCIENZIATI CINESI

Le manifestazioni di peculiari formazioni di nubi (EQC, Earthquake Clouds) o di nebbie (EQF, Earthquake Fogs) durante o subito prima lo scatenamento di alcuni eventi sismici costituiscono alcuni degli aspetti più sconcertanti dell'intero problema delle anomalie osservabili otticamente in connessione con i terremoti.

Nel numero 2615 dell'11 aprile 2008, il periodico inglese di divulgazione New Scientist ha pubblicato a pagina 12 un breve articolo di Lynn Dicks intitolato "Curious cloud formations linked to quakes". Lo potete leggere a questo link:

http://environment.newscientist.com/article/mg19826514.600-curious-cloud-formations-linked-to-quakes.html

Stando agli studi di alcuni geofisici cinesi sarebbe stato possibile individuare un particolare comportamento delle formazioni nuvolose presenti sopra una faglia attiva in Iran alla vigilia di due importanti scosse verificatesi in anni recenti in quel Paese.

Guangmeng Guo e Bin Wang, che lavorano alla Nanyang Normal University di Henan, hanno notato che la coltre nuvolosa presente sull'Iran nel dicembre 2004, coltre rilevata da satelliti meteorologici geostazionari, presentava dei "buchi" di alcune centinaia di chilometri sul sud del Paese. Queste "lacune" non sembravano spiegabili in termini di dinamica atmosferica ed erano rimaste visibili per parecchie ore immobili sugli stessi punti - lungo la faglia più importante di quella regione - sebbene le formazioni di nubi ad esse circostanti continuassero a muoversi.

Allo stesso tempo, le immagini termiche del suolo mostravano temperature assai più alte lungo le strutture tettoniche della faglia che rispetto alle aree circostanti.

Il 22 febbraio del 2005, ossia sessantanove giorni dopo, nella faglia si liberava un sisma di magnitudo 6,4 che provocava oltre seicento morti.

Il fenomeno anomalo si sarebbe ripetuto con caratteristiche simili il 25 dicembre 2005. In quest'occasione, sessantaquattro giorni dopo la regione sarebbe stata colpita da un terremoto di magnitudo 6,0.

La presentazione fatta da New Scientist non è altro che una sintesi del lavoro di Guo e Wang, che sotto il titolo "Cloud anomaly before Iran earthquake" è uscito alle pagine da 1921 a 1928 del vol. 29, n. 7 dell'aprile 2008 della rivista International Journal of Remote Sensing, periodico della "Remote Sensing and Photogrammetry Society", il cui abstract ed i cui riferimenti potete leggere alla pagina:

http://www.informaworld.com/smpp/content?content=10.1080/01431160701373762

Dopo aver ricordato che le prime anomalie termiche e nelle formazioni nuvolose in precedenza ai sismi erano state registrate da scienziati russi negli anni '80 del secolo scorso, gli Autori fanno notare che mentre sono stati fatti progressi nel primo ambito, le EQC sono state descritte assai di rado. Adesso, però, sarebbe possibile ipotizzare lo svolgimento di analisi combinate di dati derivanti da misurazioni geofisiche, da quelli del comportamento termico del suolo e della bassa atmosfera e dalla presenza di anomalie nella copertura nuvolosa, al punto da poter supporre che responsabili del fenomeno delle EQC possano essere emissioni di gas caldi dalle faglie che provocherebbero anomalie strutturali e chimiche delle nubi sovrastanti sino alla loro evaporazione.

Da parte sua, nella presentazione del lavoro dei geofisici cinesi il commentatore di New Scientist segnala come il modello degli ioni carichi positivamente, elaborato da Friedemann Freund, oggi presso l'Ames Research Center della NASA di Moffett Field, in California, modello assai dibattuto negli ultimi tre anni, appaia poco adatto a spiegare fenomeni come le EQC, visto che gli ioni di solito contribuiscono alla formazione delle nubi, non alla loro dissoluzione.

Studiosi come il geologo Mike Blanpied, del programma di studio sui rischi sismici dello US Geological Survey hanno commentato in modo scettico il lavoro dei due cinesi, accennando alla mancanza di un modello fisico in grado di spiegare perché "qualche cosa possa accadere d'improvviso due mesi prima di un terremoto per poi spegnersi e non verificarsi di nuovo".

Fra le numerosi reazioni telematiche da parte dei lettori dell'edizione on line di New Scientist, quella di un utente secondo il quale Guo e Wang avrebbero accumulato dei dati in realtà frutto del caso, "come fanno gli ufologi".

martedì 1 aprile 2008

10 MAGGIO 2008 AD OSTELLATO (FE) INCONTRO CON IL CIPH-SOSO

Il Gruppo Astrofili Columbia in collaborazione con la rivista di astronomia Coelum Astronomia e Unione Astronomica Italiana organizzano la XI edizione della manifestazione CielOstellato, in località Valli di Ostellato (FE), per i giorni 9, 10 e 11 maggio 2008.
Sabato 10 per la sessione Conferenze e approfondimenti, alle 10.30 si svolgerà un incontro/relazione con il team del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen - Smart Optical Sensors Observatory sul soggetto "TLE LTPA: dalle segnalazioni visuali alle osservazioni strumentali"

lunedì 31 marzo 2008

NANOPARTICELLE COME SPIEGAZIONE PER I BL?

Il 27 marzo 2008, con una rara incursione della stampa generalista in ambiti tanto specialistici, il settimanale inglese The Economist ha pubblicato nella sua rubrica di scienza e tecnologia un ampio resoconto circa alcuni fra i più recenti sviluppi della ricerca sui fulmini globulari (BL).

Potete leggere questo articolo, intitolato "Great Balls of Fire!" al link:

http://www.economist.com/science/displaystory.cfm?story_id=10918140&CFID=386383&CFTOKEN=29303400

Eli Jerby e Vladimir Dikhtyar, fisici dell'Università di Tel Aviv, si occupano di BL da diversi anni ed hanno al loro attivo un'importante pubblicazione scientifica sull'argomento, e cioè "Fireball Ejection from a Molten Hot Spot to air by Localized Microwaves", uscito sulla rivista Physical Review Letters, vol. 96, del 3 febbraio 2006.

Di recente, come seguito a questa pubblicazione, i due scienziati hanno proposto un modello che, per spiegare i BL, fa appello alle nanoparticelle, ossia a parti di materia di dimensioni dell'ordine dei milionesimi di millimetro.

Nel 2006 Jerby e Dikhtyar avevano descritto nel lavori sopra ricordati i loro esprimenti di creazione di BL in laboratorio, ottenuti bombardando con microonde silicio ed altri materiali solidi. L'estrazione dei materiali in fusione dalle cavità in cui era avvenuto il processo aveva generato colonne di fuoco che si staccavano dal materiale creando delle sfere luminose fluttuanti nell'aria.

In seguito, però, collaborando con Brian Mitchell, dell'Università di Rennes, e con altri colleghi che lavorano a Grenoble, in Francia, presso l'ESRF (European Synchrotron Radiation Facility), Jerby e Dikhtyar hanno fatti molti progressi nel tentativo di descrivere, grazie ai raggi X, la struttura di questi BL artificiali. La conclusione è che si tratta di conglomerati di particelle del diametro di circa 5o nm.

Le procedure per la produzione di questi BL sono descritte sul sito Internet dell'ESRF, a questa pagina:

http://www.esrf.eu/news/spotlight/spotlight56/fireballs

L'esito di queste nuove ricerche, condotte dai due scienziati dell'Università di Tel Aviv insieme ad altri studiosi, è apparso poco tempo fa ancora nella Physical Review Letters. Si tratta di:

Mitchell, J. B. A., LeGarrec, J. L., Sztucki, M., Narayanan, T., Dikhtyar, V., & Jerby, E., "Evidence for Nanoparticles in Microwave-Generated Fireballs Observed by Synchrotron X-Ray Scattering", apparso sul numero del 15 febbraio 2008 della rivista sopra citata, vol. 100, (6), 065001-1/4.
Potete scaricarne il testo integrale dal sito del dott. Jerby, alla pagina:

www.eng.tau.ac.il/~jerby/Fireballs.html

In esso, gli Autori sottolineano che il lavoro fatto sembra confortare la teoria presentata nel 2000 su Nature da John Abrahamson, ingegnere chimico dell'Università di Canterbury, in Nuova Zelanda, teoria secondo la quale i BL si formerebbero quando i fulmini lineari che toccano terra vaporizzano gli ossidi di carbonio e di silicio che si trovano nel suolo. Il carbonio strapperebbe l'ossigeno al silicio permettendone agli atomi che si raffreddano di raggrupparsi in nanoparticelle. Queste nanoparticelle si ossiderebbero a loro volta in ossidi di silicio prendendo ossigeno dall'aria. Nel farlo, però, emetterebbero calore e luce, ossia produrrebbero quel complesso di fenomeni noti come fulmini globulari.

Tuttavia, secondo l'anonimo commentatore dell'Economist, il lavoro in discorso presenterebbe diversi punti deboli. In primo luogo, i BL artificiali prodotti vivrebbero per soli 30 ms dopo che la fonte d'emissione delle microonde cessa di funzionare. Inoltre, questi BL da laboratorio diventerebbero luminosi per l'eccitazione degli atomi dei materiali vaporizzati piuttosto che per dei processi d'ossidazione.

Infine, il modello proposto, che prende le mosse dal lavoro di Abrahamson, non spiegherebbe come i BL possano penetrare attraverso vetri di finestre o altri oggetti solidi, come parecchi testimoni casuali riferiscono.

Chi ha scritto il pezzo per The Economist pare propendere semmai per qualche meccanismo di tipo laser. In particolare, è menzionata l'idea di Peter Handel, dell'Università del Missouri. Molecole di acqua presenti nell'aria ed eccitate emetterebbero microonde che stimolerebbero l'ulteriore produzione di microonde in quelle vicine. In circostanze adatte ciò porterebbe alla creazione di un'onda stazionaria di energia EM che farebbe diventare luminosa l'aria circostante. Il risultato finale, ancora una volta, sarebbe il fulmine globulare.

giovedì 27 marzo 2008

SPRITE DI PRIMAVERA!

Il 24 marzo intorno alle tre del mattino (01:58:45 UT) la postazione CIPH Smart Optical Sensors Observatory di San Lazzaro di Savena (BO) ha catturato il suo primo evento sprite di quest'anno, in prossimità del limite del suo campo di inquadratura, in direzione SSE.


Il gruppo di column sprites era presumibilmente legato alle celle temporalesche (purtroppo al di fuori del campo ripreso dalla videocamera) attive sull'Italia Centrale, che hanno portato a forti nevicate anche a bassa quota sulla Toscana Settentrionale.

il video

[Eurosprite ha segnalato, in inglese, questa osservazione sul proprio blog qui]

HESSDALEN A ROMA E A BOLOGNA: INCONTRI CON JADER MONARI

Presso l'associazione "L'angolo dell'avventura", Lungotevere Testaccio, 10, Roma - tel. 06 5754378, sabato 5 aprile, durante un incontro per la presentazione di un volume-reportage di Fabrizio Benigno, fotografo professionista, dedicato a IL SOLE DI MEZZANOTTE - NORVEGIA, Jader Monari, del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen, parlerà della piccola valle della Norvegia centrale famosa per le "luci" che vagherebbero nell'atmosfera, oltre che per la bellezza della sua natura.

Viste sin dai primi anni '80 del secolo scorso da centinaia di persone fra valligiani, turisti e curiosi ma soprattutto da ricercatori, da scienziati e tecnologi, queste "luci" si presentano come sfere a volte paragonabili a poco più di un'emissione di luminosità di varie dimensioni e differenti tonalità di colore, d'intensità modesta o intensa, lente o saettanti... Caratteristiche che, unite all'imprevedibilità della comparsa, rendono difficile la comprensione della loro natura.

Monari ha partecipato ad una decina di missioni nella valle di Hessdalen, iniziate alla fine degli anni '90 con il protocollo di collaborazione italo-norvegese denominato EMBLA2000 instaurato fra il norvegese Østfold University College e l'Istituto di Radioastronomia del CNR di Bologna. Lo studioso è tuttora impegnato nella progettazione, realizzazione ed installazione della strumentazione messa in campo dal Project Hessdalen, animato da Erling Strand e da Bjørn Gitle Hauge (Østfold University College) e dal Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen.

L'incontro romano di Jader Monari precederà una conferenza-relazione pubblica che si svolgerà, sempre a cura di "L'angolo dell'avventura", sede di Bologna, a Borgo Panigale (BO) il 18 aprile, con inizio alle ore 21,00 presso la Sala Polivalente, che si trova in via Marco Emilio Lepido 25/3 - Quartiere Borgo Panigale.

mercoledì 26 marzo 2008

LA TV FRANCESE CANAL+ SI OCCUPA DELLA RICERCA SUI FENOMENI DI HESSDALEN

Nel corso della trasmissione "INVESTIGATION" dell’emittente francese Canal+, andata in onda il 17 marzo 2008, con il servizio "Les militaires et les OVNIs", i giornalisti Patrice des Mazery e Michel Despratx hanno dedicato largo spazio al lavoro ed alla filosofia dell'ente pubblico francese GEIPAN, diretto da Jacques Patenet presso il "Centre National d’études spatiales" (CNES) di Tolosa ed alla ricerca italo-norvegese sul fenomeno delle luci di Hessdalen.
Il GEIPAN è l'unico ente statale in Europa ad occuparsi di ciò che i francesi chiamano PANs (Fenomeni Aerei Non-identificati), quelli che il pubblico conosce meglio come UFO.

Il Comitato di Controllo del GEIPAN, diretto da Yves Sillard, già all'inizio della trasmissione ha proposto - tra le altre cose - l'idea di collaborare in futuro con realtà di studio quali il Project Hessdalen.

Nonostante si sia trattato di una trasmissione incentrata sulle testimonianze di piloti e di militari, una gran parte di essa è stata dedicata ad un servizio realizzato ad Hessdalen in occasione del campo scientifico organizzato da Bjorn Gitle Hauge, tecnologo del Project Hessdalen, e da una missione italiana di manutenzione della cosiddetta “Blue Box”, missione svoltasi nel settembre 2007 e che è stata gestita da Jader Monari, tecnologo dei Radiotelescopi di Medicina (Bologna).

Nel servizio Erling Strand, fondatore del Project Hessdalen negli anni '80 del secolo scorso, ha mostrato le attrezzature che sono state collocate ad Hessdalen grazie al gruppo italiano di tecnologi coordinato da Stelio Montebugnoli, responsabile della Stazione Radioastronomica di Medicina, e dal CIPH.
Strand non ha fatto ipotesi sulle “luci” anche se a suo parere il fenomeno presenta diversi aspetti e non può essere ricondotto ad altri fenomeni come le aurore boreali o Northern Lights.
Dato che lo spettrogramma di una luce è stato rilevato proprio durante il campo scientifico dagli studenti dell'Østfold College coordinati da Hauge, la trasmissione ha presentato l'ipotesi secondo cui i dati raccolti dal radar costruito e installato dal gruppo di Stelio Montebugnoli sarebbero da ricondursi al fenomeno immortalato con foto in abbinamento con lo spettrogramma.

da sinistra: Erling Strand, Peder Skogaas e Bjørn Gitle Hauge


Ha fatto seguito un’intervista a Jader Monari realizzata presso i Radiotelescopi di Medicina. Monari ha insistito sull'importanza dell’approccio strumentale per definire meglio la ricerca scientifica sui fenomeni.

Jader Monari


Infine è stato intervistato l'astrofisico e divulgatore scientifico Massimo Teodorani, che partecipò alle prime missioni in Norvegia e che ha formulato l'ardita ipotesi secondo la quale le luci di Hessdalen sarebbero come delle “stelle in miniatura”.

Potete seguire il programma “Les militaires et les OVNIs” a questo link:
http://ovnis-usa.com/quand-larmee-enquete/

riferimento diretto ad Hessdalen

UN MODELLO GENERALE PER VARI TIPI DI FULMINI

Il 23 marzo 2008 la rivista Nature Geoscience ha pubblicato un lavoro intitolato Upward electrical discharges from thunderstorms. Esso è dovuto a Paul R. Krehbiel ed Harald E. Edens, del Dipartimento di Fisica della New Mexico Tech di Socorro, a Jeremy A. Riousset e Victor P. Pasko del CSSL Laboratory della Pennsylvania State University, a Ronald J. Thomas e William Rison, dell'Electrical Engineering Department ancora della New Mexico Tech e ad un altro studioso del Nuovo Messico, Mark A. Stanley.
L'abstract dell'articolo è accessibile all'url:
mentre una presentazione del lavoro è apparsa sul sito della rivista New Scientist alla pagina:
Nello studio, gli Autori focalizzano la loro attenzione sulle scariche elettriche atmosferiche di tipo ascendente, in particolare sui blue jets e sui gigantic jets. Causa e natura delle scariche ascendenti, al contrario di quanto avviene ormai per i vari tipi di scariche infranuvole e nuvole-suolo, rimangono un problema scientifico.
A tal proposito, viene dunque offerto un modello che combina risultati osservativi e modellazioni. Il modello indica due modi principali in cui si produrrebbero le scariche ascendenti.

Le modellazioni al computer fanno ritenere che i blue jets costituiscano il risultato di una scarica disruptiva fra le cariche superiori del temporale e le cariche filtrate attratte verso la sommità delle nubi. Il modello prevede che essi si verifichino non più di 10 secondi dopo che una scarica nube-suolo o una di tipo infranuvole abbia prodotto un improvviso sbilanciamento di carica nel temporale. A corredo del modello sono fornite delle osservazioni che lo sostengono.
I gigantic jets, invece, prenderebbero avvio come normali scariche infranuvole che si verificano tra cariche poste ad un'altezza media e cariche filtrate ed impoverite, poste più in alto, che continuerebbero a propagarsi sopra la sommità del temporale. Il sostegno a questo modello proveniente da dati osservativi si richiama alle somiglianze con le scariche "a ciel sereno" ed ai dati disponibili circa la polarità dei gigantic jets.
La conclusione è che le scariche ascendenti sarebbero un analogo dei fulmini nube-suolo.

Il punto, ha spiegato Jeremy Riousset, è che le teorie precedenti si trovavano in difficoltà nello spiegare come mai i fulmini possano fuoriuscire dalle nubi riuscendo a liberarsi dagli strati carichi che le caratterizzano. Il problema più grosso, sotto questo profilo, era costituito proprio dall'esistenza di quell'anomalia rappresentata dalle scariche di tipo ascendente.

Il modello di Riousset mostra che quando gli strati di cariche positive e negative presenti nella nuvola si ridistribuiscono, si creano le condizioni necessarie per la fuoriuscita dei fulmini da essa, grazie ad un'amplificazione della differenza di potenziale fra gli strati.

La "direzione" di questa fuga dipende dal modo in cui le cariche sono distribuite all'inizio nella nube, dalla loro intensità ed anche dal fatto che le cariche si muovono verso l'alto più liberamente di quanto non facciano verso il basso.

In realtà, gli stessi fulmini "a ciel sereno", assai più comuni di quanto non si pensi, sarebbero delle scariche ascendenti reinstradate verso il basso dalle cariche che si allineano lungo i lati delle nubi. Possono colpire il suolo sino a più di 40 km dal temporale in cui si generano.

Quanto ai meccanismi di redistribuzione delle cariche, uno fra essi sarebbe connaturato all'altezza rispetto al suolo in cui si trovano. Si ritiene infatti che le cariche si dissipino a ritmi differenti in funzione della loro quota. In più, i fulmini infranuvole spostano le cariche all'interno delle nubi e quelli nube-suolo le rimuovono conducendole verso la terra Tutti i meccanismi di ridistribuzione funzionano perciò come delle fonti di disturbo per le cariche, creando le condizioni per il generarsi delle curiose scariche ascendenti.
I modelli al computer presentati, infine, si propongono anche la possibilità di prevedere quali tipi di scariche un temporale genererà: nube-suolo, ascendenti, "a ciel sereno" e così via.

venerdì 21 marzo 2008

TLE: REGISTRATI EVENTI [SPRITE] IN ISRAELE

Il team della Imaging of Lightning And Nocturnal flashes, ILAN, dell'Università di Tel Aviv, Israele, diretto da Colin Price (Department of Geophysics and Planetary Science) e Yoav Yair (Center for Technology in Distance Education Open University of Israel) informa della registrazione di due eventi TLE (Transient Luminous Event, eventi luminosi transitori).
Roy Yaniv, Michael Ganot e Naama Reicher
alle ore 02:56:51.250 locali del 13 marzo 2008, documentavono un evento ELVE e lo stesso gruppo alle ore 04:04:46.093, sempre locale, un evento SPRITE. Eventi che sono seguiti a quelli registrati il mese scorso, l' 11 febbraio 2008.
Su queste pagine ci siamo poi occupati delle osservazioni del team ILAN nelle news del 26 dicembre scorso.

Il team israeliano ha iniziato la sua attività con un importante progetto denominato MEIDEX (Mediterranean Israeli Dust Experiment) che prevedeva tra l'altro l'uso di strumentazione nel campo ottico a bordo di uno Shuttle durante la missione Columbia. Responsabile della strumentazione a bordo del volo STS-107, iniziato 1l 16 gennaio 2003, come specialista del carico utile dell'Agenzia Spaziale Israeliana, era il colonnello Ilan Ramon il quale il giorno 19 gennaio, durante l'orbita numero 44 poteva registrare le immagini di un "elve" (folletto). A seguire verranno registrati vari "sprites" (spruzzi) che assieme agli "elves" rappresentavano i fenomeni elusivi dell'alta atmosfera documentati per la prima volta pochi anni prima.
Tra le varie immagini, una coinvolgeva anche lo spazio sopra il nord Italia durante l'orbita 239 della stazione spaziale.
I ricercatori potranno, dal quel momento, disporre un totale di circa 7 ore di video registrazioni con alcune decine di TLE registrati

Come si ricorderà la missione spaziale STS-107 ebbe un drammaticissmo epilogo il I° febbraio con la disintegrazione in fase di atterraggio del laboratorio spaziale e la morte dei sette componenti l'equipaggio. All'astronuata israeliano, il gruppo di ricerca dell'Università di Tel Aviv ha voluto dedicare le proprie ricerche ricordando nell'acronimo usato per denominare il team "
Imaging of Lightning And Nocturnal flashes", il nome dell'astronauta Ramon: Ilan.

ELVE e SPRITE: vedi scheda

lunedì 17 marzo 2008

AURORE DURANTE TUTTO L'ARCO DEL GIORNO

Lo scienziato Jim Spann, che sviluppa sistemi ad ultravioletti montati su satelliti presso il Marshall Space Flight Center della NASA, che si trova a Madison County, in Alabama, pochi giorni fa ha attirato l’attenzione sul fatto che le Aurore Boreali possono essere "viste" per tutto l’arco delle ventiquattr’ore, anche in pieno giorno, se le si cattura sulla giusta lunghezza d'onda.
Osservazioni dallo spazio verso la Terra hanno messo in rilievo che ciò è possibile con l’impiego di particolari filtri per radiazioni ultraviolette.
L'estensione del fenomeno era già stata rilevata dodici anni dalla NASA sopra la regione polare ad una distanza dalla Terra di 57.000 km. Fu allora che si ebbe la sorpresa di scoprire che attraverso filtri UV le aurore erano visibili praticamente senza interruzioni.
Ora cinque satelliti THEMIS equipaggiati con appositi sensori stanno tracciando una mappa del complesso flusso crescente e decrescente di particelle e di campi della magnetosfera terrestre.

[fonte: Phillips, Tony, Auroras in Broad Daylight, 6 marzo 2008, disponibile all'url:
http://science.nasa.gov/headlines/y2008/06mar_polar.htm?list1085368]

martedì 11 marzo 2008

ALTRI TESTIMONI DELLE PRESUNTE EQL INGLESI DEL 27 FEBBRAIO 2008

Il 4 marzo scorso su questo blog era stato pubblicato un post in cui si riferivano notizie di stampa circa presunti fenomeni aerei luminosi di tipo molto diverso fra loro visti da due abitanti della città inglese di Louth proprio durante la scossa sismica che ha colpito il Lincolnshire il 27 febbraio.
L'11 marzo, sotto il titolo "More Earthquake Light Sightings", come si può leggere all'url:
il giornalista Charles Ladbrook, del quotidiano locale Louth Leader, ha rese pubbliche altre due segnalazioni pervenute da lettori che ritengono di esser stati anche loro testimoni casuali delle supposte EQL, o luci sismiche.
A Manby, paesino situato circa otto chilometri ad est di Louth, una donna svegliatasi per la scossa avrebbe visto mentre ancora la terra tremava dei "lampi intensi come se qualcuno ammiccasse con gli abbaglianti dell'auto contro la sua finestra".
Un uomo di Sutton-in-Ashfield, cittadina che si trova molto più ad ovest, nella contea del Nottinghamshire, ha invece detto di aver visto tre lampi consecutivi, simili a quelli dei fulmini, pochi minuti dopo la scossa. I suoi vicini pensavano che si trattasse di qualche torcia elettrica, ma lui è convintissimo che fosse qualcosa di paragonabile a dei fulmini.

lunedì 10 marzo 2008

NUOVA STRUMENTAZIONE DI REGISTRAZIONE SEGNALI ELETTROMAGNETICI A BASSA FREQUENZA IN ATMOSFERA

Dal report di Cristiano Fidani inoltrato al CIPH-SOSO il 10 marzo 2008
Dal 12 febbraio di quest'anno è attivo anche a Perugia un sistema di registrazione di segnali elettromagnetici a bassa frequenza in atmosfera. Questa iniziativa è stata intrapresa dal dott. Cristiano Fidani (*), studioso della fisica dei terremoti, attualmente collaboratore dell'Università di Perugia nella ricerca degli effetti sulla ionosfera dei fenomeni tellurici.
L'iniziativa è stata motivata dalla mancanza di studi approfonditi dei molti fenomeni elettrici che avvengono in atmosfera e che sono stati osservati in concomitanza con i maggiori terremoti in ogni regione della terra. Obiettivo dell'iniziativa è determinare, se esistono, delle caratteristiche peculiari dei segnali elettrici associati ai fenomeni sismici.
Questo studio è assai antico e risale alla metà del diciottesimo secolo. Esso si sviluppò fortemente in Italia perché durate il 1700 il nostro paese fu ripetutamente colpito da terremoti catastrofici e furono registrate innumerevoli manifestazioni riconducibili all'elettricità atmosferica; d'altra parte l'ambiente scientifico italiano dopo la rivoluzione illuminista costituì un fertile terreno su cui queste ricerche poterono attecchire. Uno dei primissimi ad indagare i fenomeni elettrici in atmosfera, Padre Andrea Bina, fu anche l'ideatore del primo sismografo proprio a Perugia (info: qui).
Le ricerche moderne hanno messo in evidenza la difficoltà di spiegare tali fenomeni attraverso sorgenti elettromagnetiche poste nel sottosuolo. Infatti, le caratteristiche di forte assorbimento elettromagnetico della crosta terrestre sembrano impedire la trasmissione di campi elettromagnetici dalla zona ipocentrale alla superficie se non in particolari condizioni. Inoltre, recenti risultati nello studio di perturbazioni a bassisima frequenza, che dovrebbero essere poco attenuate dalla crosta terrestre, hanno rimesso in dubbio la registrazione che costituisce uno degli esempi più eclatanti di queste misure (info: qui).
Si sono sviluppate, parallelamente alle prime, delle ipotesi sul flusso di gas e cariche eletttriche migranti verso la superficie dalla regione ipocentrale, che offrono nuove possibilità di generazione di segnali elettromagnetici. Ad esempio, il gas Radon in atmosfera produce ionizzazione e questa può dar luogo a scariche elettriche e trasformarsi in una sorgente elettromagnetica su un ampio spettro di frequenze.
Da tali considerazioni sembra possibile ripensare ai fenomeni elettromagnetici associati ai terremoti come verificantesi anche in atmosfera, per questo può essere utile uno studio del campo elettrico su ampio spettro.
Lo strumento attivo a Perugia è capace di monitorare lo spettro elettromagnetico, con maggiore sensibilità sulla componente elettrica, fra 4Hz e 2700Hz. Esso registra su due canali l'ampiezza delle polarizzazioni del campo elettrico approssimativamente nelle direzioni est-ovest e nord sud, con una frequenza di campionamento di 5512Hz a 16bit e ne salva gli spettrogrammi in un hard disk.
La sua attivazione è seguita ad un periodo di circa tre mesi di sperimentazione nel sito di Perugia e in base all'esperienza maturata dall'autore con un altro strumento costruito nelle Marche e in funzione 24 ore su 24 da più di un anno nella zona di Fermo.

(*) Cristiano Fidani è l'autore del volume Ipotesi sulle anomalie elettromagnetiche associate ai terremoti (2005)

NUOVA TEORIA SUI TRANSIENT LUNAR PHENOMENA

La notizia è recente e risale al luglio dello scorso anno: l'astronomo Arlin Crotts, che svolge la sua attività presso la Columbia University, ha annunciato una soluzione per un mistero vecchio di secoli: i TLP.
Si tratta di strani lampi osservati otticamente sulla superficie lunare, spesso ripresi anche in fotografie astronomiche, che si presentano come rapidi cambi di luminosità e macchie colorate di dimensioni di qualche chilometro per una durata anche di diversi minuti.
Questi fenomeni sono stati oggetto di grandi discussioni, riguardo la loro stessa esistenza, prima ancora che sulle loro cause.
Crotts ha trovato una forte correlazione statistica tra TLP ed eventi di fuoriuscita di gas (outgassing), dalla superficie della Luna.
Uno dei fattori chiave di questo processo potrebbe essere il gas radon, riguardo al quale si annunciano come particolarmente interessanti nel futuro gli studi futuri circa le caratteristiche di questi gas lunari.
Per arrivare a questa ipotesi Crotts si è affidato ai dati di diverse missioni spaziali ( NASA Apollo 15 del 1971, Lunar Prospector 1998, ecc.) dalle cui analisi ha rilevato importanti somiglianze tra le caratteristiche delle fuoriuscite di gas ed i punti sulla Luna nei quali i TLP sono stati segnalati.
Assieme ai suoi collaboratori, i professori Paul Hickson e Thomas Pfrommer, recentemente Crotts ha costruito un videocamera automatizzata presso l'osservatorio di Cerro Tololo, che si trova a nord del Cile.
Questo strumento scandaglierà la superficie lunare per registrare i TLP e riprodurre una mappa della loro distribuzione, allo scopo di poter superare i limiti degli errori percettivi in fase di osservazione, la casualità delle osservazioni stesse e l'insufficienza di dati utili.

NOTE

Poratta David, "Columbia Astronomer Offers New Theory Into 400-year-old Lunar Mystery", 27 giugno 2007, disponibile all'URL http://www.columbia.edu/cu/news/07/06/lunar.html
A proposito degli studi di Arlin Crotts (e-mail: arlin@astro.columbia.edu) su TLP e fuoriuscite di gas vedi:
e anche

mercoledì 5 marzo 2008

01 03 2008: IMPORTANTE BOLIDE REGISTRATO SULL'ITALIA DEL NORD

Numerose segnalazioni di un evento luminoso di eccezionali proporzioni sono giunte dalle zone dell'Italia settentrionale a singoli ricercatori, alle associazioni astronomiche che si occupano di meteore, bolidi e superbolidi e su forum del WEB, la notte del I° marzo di quest'anno. Alle ore 22.45 (Tempo Universale, e qundi le 23.45 tempo locale) moltissime osservazioni oculari hanno riferito di un luminosissimo bolide di colore verde-blu con persistente scia bianca che con traittoria Sud-Est Nord-Ovest e posizionato in prossimità dello zenit per quanto riguarda la città di Milano, è andato a terminare la sua corsa in prossimità del confine svizzero, nelle vicinanze di Lugano. Nella fase finale sono stati osservati intensi e rapidi aumenti di luminosità (flare) documentati almeno ambientalmente da riprese di alcuni sistemi automatici di rilevamento, come SOSO (vedi immagini a fine testo) e (vedi filmato) FERRARA2008. che però non inquadravano la direzione dell'evento. Attualmente non sono conosciute documentazioni strumentali sull'evento bolidare, che secondo stime accettabili potrebbe essere andato anche oltre alla Mv= -17 ponendolo tra la categoria dei Super-Bolidi.
Alcune segnalazioni parlano di suoni e/o rumori elettrofonici (contemporanei alla osservazione visuale dell'evento e non ritardata dalla distanza evento-osservatore). L'area di visibilità è estesa alla Francia sud-occidentale, Svizzera, Germania meridionale e Austria.

E' disponibile un primo report di Albino Carbognani, ITAlian Superbolide Network (ITASN)

[SOSO] immagine della volta celeste precedente l'evento

[SOSO] l'immagine con flare
il diaframma automatico è però già in azione
per compensare l'aumentata luminosità


martedì 4 marzo 2008

EQL: LAMPO SISMICO E FULMINE GLOBULARE DURANTE UNA SCOSSA IN INGHILTERRA?

E' noto che l'arcipelago britannico gode di una stabilità tettonica assai elevata. I sismi d'intensità significativa, dunque, sono assai rari. Un'eccezione è stata rappresentata dalla scossa verificatasi il 27 febbraio del 2008, quando alle 00.56 e 45" GMT un terremoto d'intensità pari a 4,7 Richter ha avuto per epicentro una zona del Lincolnshire, nell'Inghilterra orientale, posta a 53,321° N e 0,314° O. Si sono avuti lievi danni ed un solo ferito.

Un episodio d'ordinaria amministrazione per il resto del mondo e peculiare solo per la zona in cui è insorto, se non fosse che in occasione della scossa principale sono stati segnalati da almeno due testimoni fenomeni luminosi che fanno ipotizzare il manifestarsi di luci sismiche, o EQL.

Il 29 febbraio, sotto il titolo "Mysterious 'lightning' spotted as 'quake hits Louth" ne ha parlato il Louth Leader, un giornale locale, come si può leggere all'url:

http://www.louthleader.co.uk/news/Mysterious-39lightning39-spotted-as-39quake.3831760.jp

Colpisce in modo speciale che si siano avuti resoconti di due generi diversi di fenomeni: uno paragonabile ad un fulmine globulare, l'altro ad un più comune lampo sismico.
Nel primo caso, una donna di Westgate, nei sobborghi di Louth, ha raccontato che proprio mentre la terra tremava ha visto all'interno del suo appartamento, posto al livello del suolo, una sfera luminosa delle dimensioni di un pompelmo attraversare la stanza e dirigersi verso di lei. Molto spaventata, l'ha vista spegnersi di colpo.
Un'altra testimone che si trovava nella vicina località di Tathwell, che è parte della città di Louth, mentre il sisma scuoteva il suolo ha invece visto il bagliore di un lampo sopra le colline note come Lincolnshire Wolds.

martedì 26 febbraio 2008

BOLIDE RIPRESO DAL SISTEMA SOSO IL 24 FEBBRAIO 2008

Alle 04:41,49 UTC (per ora locale: + 1) di domenica 24 febbraio, un bolide è entrato nella finestra osservativa del sistema Smart Optical Sensors Observatory collocato a Idice, frazione di San Lazzaro di Savena, Bologna, producendo un notevole flare finale con scia di plasma e gas ionizzati.
Pubblichiamo due fotogrammi dell'evento.

SOSO era puntato verso Ophiuchus. La stella più luminosa in alto al centro è la alfa, Ras Alhague di mag +2.1. Leggermente in basso a sinistra si vede anche la beta, Cheleb di mag 2.8. La Luna era a 65 gradi verso ovest (a destra nel filmato) con fase 0.9.
La magnitudine del bolide risulta di -10 ma è un valore che va preso con cautela perché l'immagine del bolide e della Luna sono entrambe saturate e sono state riprese in condizioni diverse.
(collaborazione di Albino Carbognani)

Non è stato possibile tracciare la traiettoria atmosferica, come nel bolide del 18 luglio 2007, poiché non ci sono altre osservazioni, né strumentali né oculari.

Il video-filmato è visibile sul sito web di CIPH-SOSO



giovedì 21 febbraio 2008

SCOMPARSO IL CHIMICO STANLEY SINGER, UNO DEI LEADERS MONDIALI DELLA RICERCA SUI FULMINI GLOBULARI

Soltanto con un certo ritardo è stata diffusa pubblicamente la notizia che il piccolo mondo della ricerca sui fulmini globulari ha subito un gravissimo lutto il 16 gennaio scorso, quando a causa delle complicanze di un intervento chirurgico è deceduto in California all'età di ottantadue anni il dott. Stanley Singer.

Nato a North Adams, nel Massachusetts, il 3 ottobre del 1925, ottenne nel 1950 il suo Ph.D. in chimica presso la University of California, Los Angeles (UCLA).

Fra il 1951 ed il 1958 lavorò presso la US Naval Test Station di China Lake, in California, tra il '68 e il '63 fu capo dipartimento presso la Divisione Aeronautica della Hughes Tool Company and Maremont Corporation e nel '64-'65 capo del settore fisica della Dynamic Science Corp.

Nel 1965 diede vita ad una società privata di ricerca, la Athenex Research Associates di Pasadena, California, che si occupa di fisica atmosferica, di fisica dello stato solido, di supeconduttività e dei processi di crescita delle particelle.

Interessato da sempre ai fulmini globulari, il suo primo saggio di rilievo sull'argomento fu pubblicato su Nature nel 1963. Pietra miliare per l'accettazione del problema nella comunità scientifica rimane il suo volume The Nature of Ball Lightning (Plenum Press, New York, 1971).

Malgrado fra le sue numerose pubblicazioni almeno quattordici concernano i fulmini globulari, il suo capolavoro rimane il fondamentale contributo dato alla creazione dell'International Committee on Ball Lightning (ICBL), che dalla seconda metà degli anni '80 del secolo scorso ha cambiato il volto delle conoscenze e degli approcci al fenomeno.

Al momento della morte era ancora attivissimo e stava lavorando a tempo pieno al discorso d'apertura dell'ISBL-08, l'International Symposium on Ball Lightning che si tiene ogni due anni e che questa volta avrà per teatro dall'8 al 12 luglio prossimi la città russa di Kaliningrad.

Singer lascia la moglie e due figli.

mercoledì 13 febbraio 2008

FUOCO DI SANT'ELMO FILMATO IN SVIZZERA

Atmospheric Phenomena è un blog molto interessante. Ad esso collaborano parecchi appassionati di meteorologia, soprattutto dell'Europa centrale.

Potete trovarlo all'url:

http://atmospherical.blogspot.com/

Il blog è destinato soprattutto a presentare osservazioni di fenomeni di ottica atmosferica o comunque rilevanti per la fisica atmosferica che siano ritenuti rari, insoliti o controversi. Tra quelli elencati a fini esplicativi in una pagina del blog, si indicano osservazioni del raggio verde in cui si manifesti come blu o forme insolite di esso, tramonti ed albe con sfumature rosse del cielo particolarmente accese, fulmini globulari o a rosario ma anche "fenomeni nuovi o rari" o quelli "la cui origine non è ancora nota".

Come si può constatare, una buona sovrapposizione rispetto agli oggetti che rientrano nella definizione di LTPA (Fenomeni luminosi transitori in atmosfera) di cui si occupa il CIPH.

Uno dei collaboratori del blog è lo studioso svizzero di meteorologia Mark Vornhusen, che gestisce una ditta specializzata nelle previsioni meteo, la Meteomedia.

Il 28 novembre 2007 Vornhusen ha postato la notizia, corredata da un'immagine, che il 14 novembre, fra le 18.05 e le 18.50 locali una camera ad alta sensibilità da lui gestita e piazzata su una torre metallica in cima al monte Gäbris (47° 38' N, 9° 47' E, 1241 m s.l.m.) durante una tempesta di neve aveva filmato a più riprese il manifestarsi di vari begli esemplari di Fuoco di Sant'Elmo o scarica a corona (il CIPH etichetta il fenomeno con la sigla SEF).

Ad integrazione di quanto scritto da Vornhusen è intervenuto un commento di Harald Edens, che lavora presso il Langmuir Laboratory for Atmospheric Research, che si trova nel Nuovo Messico. Edens ha fatto notare che dal 2006 presso quell'istituto lui osserva e fotografa con regolarità Fuochi di Sant'Elmo. Vornhusen, infatti, supponeva che le riprese del fenomeno al suolo (non da bordo di aerei in volo dentro temporali) fossero una novità, cosa che in realtà non è.

Una delle foto di Edens è reperibile alla pagina:

http://www.weatherscapes.com/photo.php?cat=photo_month&id=d-060821-corona

Sebbene i Fuochi di Sant'Elmo siano un fenomeno della fisica atmosferica che ormai mostra soltanto limitate aree d'incertezza, rimangono interessanti ai nostri occhi le descrizioni di SEF di grandi dimensioni o dall'aspetto bizzarro, che a volte sembrano rendere difficile distinguerli dai fulmini globulari.

Mark Vornhusen ha fra i suoi interessi anche quello dei fuochi fatui, di cui pure il CIPH si occupa in modo intenso.

martedì 5 febbraio 2008

LTPA: NUOVA POSTAZIONE AUTOMATICA OSSERVATIVA IN EMILIA-ROMAGNA


Ferruccio Zanotti e Masimiliano Di Giuseppe sono due astrofili del "Gruppo Astrofili Columbia", dove seguono particolarmente l’attività di un Planetario Mobile e l’organizzazione di vari eventi di turismo scientifico. In questa veste, nel 2003, hanno orgnanizzato, in collaborazione con il nostro comitato, una settimana di "turismo scientifico" ad Hessdalen sotto gli auspici della rivista di Astronomia Coelum.
Durante quel periodo hanno, tra l'altro, potuto documentare, assieme al fisico Romano Serra - Università di Bologna - numerosi eventi di "mini-flash" in atmosfera: un fenomeno particolarmente riferito da testimoni oculari nella valle norvegese. [vedi articolo sul sito web del CIPH ].

Dal 2006 Zanotti e Di Giuseppe collaborano attivamente anche allo Smart Optical Sensors Observatory, tanto da installare a Ferrara un sistema automatico di videomotion basato, in questa fase, sul software della giapponese SONOTACO, UFOcapture, software usato da molti astrofili e da astronomi nel campo della strumentazione automatica.

Zanotti e Di Giuseppe si occupano principalmente di meteore (hanno condotto alcune spedizioni all'estero per eventi astronomici e periodi di attività di sciami meteorici: Cina, Mogolia, Sud America, ecc) e di LTPA (Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere), i Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera.

Durante le prime osservazioni, la nuova postazione ferrarese e SOSO, in prossimità di Bologna, hanno registrato simultaneamente uno stesso evento meteorico il 28 gennaio 2008.
Una pagina sulle prime registrazioni della nuova postazione su "Ferrara2008", nel sito web di SOSO.

lunedì 28 gennaio 2008

RAPPORTO SULL'OSSERVAZIONE DI UN PRESUNTO UAP DA PARTE DI DUE PILOTI MILITARI E DI UN RADAR DELLA DIFESA AEREA SPAGNOLA

Vicente-Juan Ballester Olmos è uno dei migliori ufologi del mondo. Ha quarant'anni di esperienza negli sforzi di far avanzare la legittimazione scientifica del problema dei fenomeni tradizionalmente definiti "UFO" e dei quali lui si occupa nella prospettiva dell'approccio razionale che caratterizza il meglio di quel contraddittorio magma di appassionati e di studi che è appunto l'ufologia.

Ballester Olmos si è occupato a lungo dell'interesse che le Forze Armate del suo paese hanno avuto per l'argomento. Insieme ad un altro ufologo, Joan Plana, è stato il motore del processo di totale declassificazione del materiale raccolto in passato su queste osservazioni dall'Aeronautica militare spagnola.

In quest'ambito, le osservazioni di supposti UAP (Fenomeni aerei non identificati) fatte da equipaggi di velivoli militari e civili sono di particolare interesse.

Nel numero di dicembre 2007 della rivista spagnola dell'insolito Mas Allà de la Ciencia Ballester ha pubblicato un lungo articolo che nei giorni scorsi ha messo a disposizione di tutti all'indirizzo:

http://www.anomalia.org/redeye.pdf

Si tratta di un rapporto di elevata qualità - come si attende il CIPH nei suoi standard - intitolato "Un OVNI en el ejercicio Red-Eye" relativo a ciò che è stato possibile ricostruire circa l'osservazione visiva, sui radar di bordo e di uno militare della difesa aerea situato a terra di un presunto UAP. L'osservazione fu effettuata sul nord della Spagna fra le 10.40 e le 11.05 locali del 4 novembre 1970 ad opera dei piloti di due caccia intercettori monoposto F-86 F Sabre del 102° Squadrone di Difesa Aerea impegnati in un'esercitazione multiforze.

Osservato ad occhio nudo, l'UAP sembrava avere l'aspetto di un uovo metallico con una parte superiore simile ad una cresta, segnato pure da una fortissima ed improvvisa accelerazione ascensionale. Uno dei piloti ne stimò il diametro in 25 m. Potete comunque leggere tutti i dettagli riguardanti l'episodio all'url sopra citato.

Ballester ha formulato diverse ipotesi per tentare di spiegare in termini convenzionali quanto osservato (un'altra è in fase di valutazione proprio in questo periodo) ma al momento ritiene che il fenomeno rimanga non identificato.

giovedì 24 gennaio 2008

"MAKAR JYOTI": EARTH LIGHT (EL) PERIODICA PRESSO UN TEMPIO DEL KERALA

Fenomeni luminosi altamente localizzati che si ripetono nel tempo e le cui caratteristiche fenomenologiche sono simili a quelli delle EL (Earth Lights) sono descritti da lunghissimo tempo in associazione a contesti "religiosi". Esempi fra tutti potrebbero essere i fatti verificatisi in occasione di un "risveglio" (periodi di peculiare fervore di fede caratteristici della spiritualità protestante) che si sviluppò in Galles nel 1904-5, oppure gli accurati documenti rimastici sulle manifestazioni osservate intorno al convento dei frati cappuccini di San Remo fra il giugno e l'ottobre del 1627.

E' risaputo che le "luci" gallesi sono state collocate da vari studiosi delle Earth Lights nell'ambito delle teorie geodinamiche che pretendono di render conto di esse, ma è altrettanto evidente che questo tipo di episodi costituiscono in genere motivo di rigetto per le scienze naturali. In un quadro così frammentato, fragile e pochissimo esplorato quale è questo, come si può pretendere che queste discipline si occupino di osservazioni ammantate di un linguaggio e di un'emotività da cui esse sono lontanissime?

Questo grave problema e la frustrazione per l'apparente mancanza di studi attendibili si sono riproposti di recente a causa di una serie di notizie provenienti dall'India.

Il santuario induista di Sabarimala si trova nel distretto di Pathanamthita, nello stato meridionale del Kerala, lungo la parte occidentale delle montagne del Ghat, alle coordinate 9°15′36″N, 77°2′24″E. Il sito ufficiale del tempio si trova all'indirizzo:

www.sabarimala.org

Per una carta dettagliata del distretto potete consultare la pagina:

http://www.sabarimala.org/images/pathanamthittamap.jpg

Si tratta di un luogo vicino alla cittadina di Pampa (o Pamba) in cui è venerato Ayyappan, un avatar shivaita popolarissimo nell'India meridionale. Il tempio è accessibile solo in giorni particolari. Uno di questi è la festività del Makaravilakku, che cade il 14 gennaio di ogni anno.

Ebbene, il culmine di questa specifica festività è costituito dall'apparizione di un fenomeno luminoso all'orizzonte o nel cielo sopra le colline che circondano il tempio. Questo fenomeno ricorrente è chiamato Makar Jyoti.

Il 14 gennaio del 2008, secondo fonti giornalistiche indiane come questa dovuta all'agenzia di stampa IANS:

http://in.news.yahoo.com/indiaabroad/20080114/r_t_ians_nl_general/tnl-a-million-sabarimala-pilgrims-witnes-b9e311f.html

vi sarebbe stata un'affluenza record di un milione di persone, che alle 18.35 avrebbero constatato in massa il manifestarsi del fenomeno per tre volte nel giro di tre minuti.

A giudicare da servizi filmati trasmessi anche in diretta dalle televisioni del sud dell'India il fenomeno avrebbe caratteristiche simili a quelle generalmente attribuite alle EL. Potete andare ai seguenti link, che mostrano servizi trasmessi lo stesso 14 gennaio dalla stazione televisiva Tv9 e dall'emittente religiosa Jaya TV. La luce è visibile a secondo delle riprese sia appena sotto il crinale di un'altura, sia nel cielo, poco sopra l'orizzonte.

http://www.youtube.com/watch?v=PraUndZrHQ4

Data l'apparente mancanza di qualsiasi forma di controllo sulla dinamica degli avvenimenti il blog CIPH-SOSO fornisce notizie simili solo a titolo d'informazione generale, in attesa di eventuali fonti di più elevato contenuto analitico.

WORKSHOP INTERNAZIONALE SU TLEs e TGFs

Presso l'Université de Corse Pascal-Paoli di Corte, in Francia, si terrà, fra il 23 e il 27 giugno 2008, il Workshop on Coupling of Thunderstorms and Lightning Discharges to Near-Earth Space; dedicato fra l'altro ai Transient Luminous Events e ai Terrestrial Gamma-ray Flashes, sarà organizzato da quell'università e da diversi enti di ricerca europei e statunitensi. Si tratterà del secondo evento europeo del genere dopo quello tenutosi presso la stessa istituzione nel luglio 2004.

La deadline per la presentazione degli abstract è fissata per il 1 marzo p.v.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web del workshop

http://www.oma.be/TLE2008Workshop/

NUOVE OSSERVAZIONI EUROPEE DI TLEs

Il blog di Eurosprite annuncia (qui, con immagini) nuove osservazioni di TLEs realizzate, durante la seconda decade di gennaio, dalle strumentazioni di quel progetto situate sui Pirenei: in questo caso non sul Mediterraneo ma sull'Atlantico e specificatamente sul golfo di Biscaglia. Nella notte fra l'11 e il 12 gennaio ne sono stati ripresi 4 (fra elves e halos) mentre nella notte fra il 16 e il 17 gennaio la videocamera ha acquisito immagini di 9 elves e 7 sprites.


giovedì 17 gennaio 2008

LTPA: I FENOMENI D'INTERESSE PER IL CIPH

Il Comitato Italiano per il progetto Hessdalen è lieto di presentare l'articolo di Giuseppe Stilo "LTPA: l'area dei fenomeni d'interesse del CIPH", pubblicato all'indirizzo:

http://www.itacomm.net/PH

L’espressione LTPA (Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere) è un’etichetta creata per raggruppare le numerose manifestazioni che costituiscono l’oggetto d’interesse del Comitato.


Gli LTPA sono caratterizzati dal fatto di presentare ricadute potenziali più o meno elevate per l’insieme delle conoscenze finora acquisite dalle scienze naturali, ossia da gradi diversi e possibili di “anomalia scientifica”. L’elenco presentato non ha carattere esaustivo, trattandosi di un insieme aperto, ma già adesso include ventuno tipologie o aree di studio tutte segnate da una sigla convenzionale e definite in modo sommario nell’articolo.
Ecco la lista delle tipologie prese in considerazione:


AB: Aurora borealis (aurore polari)
AE: Atmospheric electricity (elettricità atmosferica)
BL: Ball lightning (fulmini globulari)
BR: Brontides (brontidi)
EL: Earth lights (luci telluriche o terrestri)
ELR: Enhanced luminosity of rocks (luminosità accresciuta delle rocce)
EQL: Earthquake lights (luci sismiche)
GP: Gorgons phenomena (luci vulcaniche)
HP: Hessdalen phenomena (fenomeni di Hessdalen)
IF: Ignes fatui (fuochi fatui)
IL: Ignes lambentes (fiamme lambenti)
LLP: Long-lived plasmas (plasmi a vita lunga)
MPL: Mountain peak luminosity (luminosità delle cime montane)
NLC: Noctilucent clouds (nubi nottilucenti o nubi mesosferiche)
SEF: Saint Elmo's fires (fuochi di Sant'Elmo)
SL: Speleolights (luci speleologiche)
SP: Seismic precursors (precursori sismici)
TLE: Transient luminous events (eventi luminosi transienti)
TLP: Transient Lunar phenomena (fenomeni lunari transienti)
TST: Tectonic strain theory (teoria dello stress tettonico)
UP: Unconventional plasmas (plasmi non convenzionali)

In conclusione l'Autore ricollega gli LTPA al più vasto e contraddittorio insieme degli UAP (Unidentified Aerial Phenomena), cui spesso sono stati assimilati quelli che da molto tempo sono noti col nome popolare di “UFO” ed a cui a volte sono stati associati addirittura parte degli LTPA. Anche se in modo sporadico e fra molte resistenze, in letteratura scientifica figurano parecchi esempi che suggeriscono l’interesse che gli UAP potrebbero rivestire per l’acquisizione di nuove conoscenze in vari ambiti specialistici.
Il sostegno alla ricerca dei possibili indicatori della presenza di fenomeni "nuovi" è la spinta principale che muove l'azione del CIPH.

lunedì 14 gennaio 2008

LUCI SISMICHE E PRECURSORI: UN'ANALISI DEGLI STUDI DI M. IKEYA

In un post di questo blog comparso il 13 gennaio scorso è stata annunciata la messa a disposizione sul sito di CIPH-SOSO della versione integrale italiana di tre lavori le cui sintesi erano apparse nei Proceedings dell'International Project Hessdalen Workshop tenutosi a Bologna nel 2006.

Per la sua portata, uno di essi richiede una presentazione più ampia. Si tratta di "Motoji Ikeya: Earthquake and Animals - Sintesi analitica", opera di Massimo Silvestri, membro del CIPH e responsabile della stazione sperimentale SOSO.
Lo scritto, scaricabile all'url:

http://www.itacomm.net/ph/2008_Silvestri.pdf

contiene un'ampia disamina del libro del sismologo giapponese Motoji Ikeya, scomparso nel 2006 ed i cui estremi di pubblicazione figurano nel saggio di Silvestri.
Silvestri tiene a sottolineare come il titolo del libro, uscito nel 2004, possa risultare ingannevole. Esso infatti va ben al di là della sfera del comportamento animale connesso ai sismi, elaborando una serie di modelli interpretativi di tutti i fatti di nostro interesse. Non a caso la prima parte della sinossi di Silvestri è una lunga carrellata dei fenomeni anomali connessi ai sismi presi in considerazione da Ikeya: dalle EQL alle EQC (Earthquake Clouds, nubi sismiche) alle EQF (Earthquake Fogs, nebbie sismiche), alle peculiarità del comportamento animale, alle perdite delle proprietà di materiali magnetici, ai disturbi psico-fisici delle persone, alle anomalie elettromagnetiche e meteorologiche sino alle stranezze che si manifestano nel regno animale e così via.

Per questo panorama Ikeya ha preso in considerazione in modo speciale quattro serie sismiche asiatiche abbastanza recenti che presentano testimonianze e registrazioni strumentali di grande interesse: quella giapponese di Kobe del 1995, quella turca di Izmit del 1999, quella taiwanese ancora del 1999 ed infine quella indiana del Bhuj Gujarat del 2001.

Ikeya passa poi ad alcune ipotesi per spiegare il comportamento animale: capacità uditiva di percepire emissioni subsoniche (meno di 15 Hz) generate dalle onde sismiche, capacità olfattiva di sentire odori di polveri o di gas (metano, radon, solfuri ecc.) veicolati dalle crepe che si aprono nel terreno, con particolare enfasi posta sulle emissioni di radon, presenza di aerosol ionizzati - carichi in modo positivo o negativo - che potrebbero interferire con i livelli di produzione ormonale dei soggetti esposti, in specie di quelli di serotonina, capacità di percepire il calore prodotto dalle emissioni IR dovuti agli sforzi elevati cui sono sottoposte faglie e masse tettoniche prima dei sismi e così via.

Tuttavia, Ikeya ha approfondito in maniera speciale il problema delle possibili interazioni fra comportanti insoliti di animali, umani e piante e SEMS (Seismo Electro-Magnetic Signals) emessi prima e durante il verificarsi dei terremoti.
Ikeya ha portato la complessa questione del legame fra SEMS ed anomalie pre-sismiche in laboratorio. Ha ottenuto risultati promettenti dapprima utilizzando dei campi elettrici ed ipotizzando che siano gli aerosol carichi da un lato a modificare il metabolismo degli esseri viventi, dall'altro - interferendo sulla conducibilità elettrica dell'aria atmosferica - a stimolare l'insorgere di EQL, EQC ed EQF. In questi casi Ikeya ha utilizzato sia un campo statico creato da una serie di batterie sia uno impulsivo dovuto ad un generatore di van de Graaff.
Un'altra serie di esperimenti ha comportato la compressione di campioni di rocce di vario tipo con registrazione delle anomalie di comportamento di animali di varie specie posti nelle vicinanze. Stavolta è stata impiegata una pressa in grado di creare pressioni sino a 1000 tonnellate.

I risultati confermerebbero il legame tra comportamento animale ed eventi pre-sismici di tipo sonoro ed elettromagnetico.

Ikeya ha poi raffinato in modo ulteriore i suoi esperimenti in cui utilizza campi elettrici. Ha infatti lavorato con un gruppo di veterinari per misurare le variazioni di cinque ormoni (adrenalina, noradrenalina, serotonina, dopamina e GABA) negli esemplari impiegati. Pressioni sulle rocce, emissioni radio, emissioni acustiche e comportamento animale sono risultati strettamente connessi. Ulteriori conferme del tipo di variazioni (aumenti o diminuzioni nel sangue e nel liquor cerebrospinale) sono giunti dall'esposizione ad onde EM e ad aerosol carichi in modo positivo o negativo. I risultati tuttavia presentano ulteriori problemi, nel senso che - ad esempio - sembrano smentire che nelle fasi pre-sismiche, come ipotizzato negli anni '70 del secolo scorso dal geologo Helmut Tributsch, via sia un aumento dei livelli di serotonina.

Altre osservazioni fatte in modo fortuito su topolini utilizzati nell'Istituto di ricerca sulle proteine di Osaka subito prima del sisma di Kobe del 1995 ed una serie di questionari somministrati agli studenti della regione per valutarne eventuali risvegli precoci la mattina della scossa principale, valutati secondo criteri statistici avanzati, hanno mostrato ulteriori elementi a favore del legame fra comportamento umano/animale e segnali EM generati precocemente dai sismi.

Poi Ikeya passa alla parte di più immediato interesse per i Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera: quella dei precursori sismici atmosferici. Nell'ampia analisi della casistica fatta dal geofisico scomparso si ricordano qui il ruolo speciale avuto dal geologo giapponese Yutaka Yasui, che tra il 1968 ed il 1973 riuscì finalmente ad imporre all'attenzione dei suoi colleghi il fenomeno delle EQL ed eventi come la registrazione filmata, ovviamente fortuita, di un evento analogo ottenuta nell'aprile dal 2001 grazie ad una telecamera fissa della tv pubblica giapponese NHK in occasione del sisma di Shizuoko.

Dopo aver esaminato pregi storici e limiti delle ipotesi della triboluminescenza e della termoluminescenza per spiegare le EQL - renderne conto in termini di liberazione di aerosol, radon e metano non permette di capire i fenomeni che paiono svilupparsi ad alta quota - Ikeya esamina con interesse i meccanismi della sonoluminescenza per spiegare eventi come quelli descritti in occasione del sisma turco di Izmit del 1999 ("palle di luce" che uscivano dal mare) ipotizzando però pure che essi possano dipendere da ricombinazioni fra idrogeno dovuto all'instaurarsi di processi elettrolitici nell'acqua ed ossigeno atmosferico.

Particolarmente intrigante la formazione durante alcuni sismi di vere e proprie sfere luminose in atmosfera, in apparente analogia con i fulmini globulari (BL). Anche stavolta Ikeya lavora nell'ambito dei possibili meccanismi dovuti ai SEMS.

Quanto ad un altro meccanismo tradizionalmente invocato per le EQL, quello della piezoelettricità, ad avviso di Ikeya esso conserverebbe tuttora un notevole interesse, sia perché può essere generata da molti tipi di rocce e non solo da quarzi, sia perché i livelli di campo elettrico più elevati si ottengono in questi materiali quando la compressione e la fratturazione avvengono in modo lento e localizzato (ossia, nel nostro caso, nella fase di accumulo pre-sismico) piuttosto che durante il rilascio della scossa principale.

Usando alcuni modelli matematici Ikeya ed il suo collega S. Takaki hanno messo a punto delle simulazioni che confermano la maggior elevazione del campo elettrico (dell'ordine di 4000 V/m per una faglia di 10 km di lunghezza percorsa da onde S nel tempo di un 1 sec) nella fase pre-sismica piuttosto che in quello del rilascio energetico del parossismo tellurico.

E' ciò che Ikeya e Takaki hanno poi inquadrato nel Dark Discharge Model (modello della scarica scura).

Si tratta di un meccanismo in cui gli elettroni liberi presenti nell'aria, in presenza di un campo elettrico d'intensità ottimale sarebbero accelerati dai segnali EM transitori prodotti nelle fasi pre-sismiche. Si creerebbe così una scarica a valanga con emissioni luminose anche di notevole intensità. D'altro canto, parte della radiazione luminosa sarebbe di tipo UV: essa ionizzerebbe altre molecole di gas neutro aumentando ancora la quantità totale di elettroni liberi.

I calcoli fatti da Ikeya e Takaki indicano che le luminosità dovute alle dark discharges assumerebbero soprattutto due forme: emisferica, con espansione puntiforme dal terreno verso una fase finale più in alto, oppure sferica.

I tipi di gas potenzialmente disponibili in questo meccanismo, tuttavia, non rendono semplice spiegare le colorazioni rossastre delle EQL spesso segnalate. L'ipotesi presentata è quella che il colore rosso sia dovuto ad un'interazione fra particelle di argon con quelle derivanti dal decadimento del radon.
Oltre alle EQL, tuttavia, i fenomeni atmosferici anomali pre-sismici comprendono pure le EQC e le EQF. Lo studioso giapponese C. Kagito nel 1980 dedicò un intero libro all'argomento delle nubi sismiche.
Anche in questo caso il modello proposto è quello degli aerosol carichi elettricamente, che giunti in atmosfera agirebbero come nuclei di aggregazione per le molecole di vapore. Un processo simile potrebbe essere mediato dai SEMS, che hanno la capacità di elettrificare e di aggregare polveri e vapore acqueo.
Ikeya ha testato il suo modello per le EQC in laboratorio (la procedura è descritta nella disamina di Silvestri) ottenendo buoni risultati, ma ahimé usando campi assai più intensi di quelli attesi in occasione di un terremoto.
Infine, molti altri fenomeni anomali pre-sismici - dai suoni a bassa frequenza uditi prima dell'arrivo della scossa, a difficoltà ad accendere delle candele, a difetti di funzionamento di termometri a mercurio, a smagnetizzazione temporanee di materiali magnetici, ad accensioni di lampade fluorescenti e di vari tipi di elettrodomestici, a disturbi nella ricezione radio-televisiva, parlano tutti con evidenza più o meno grande della presenza di forti campi elettrici.
La sintesi di Silvestri si conclude con uno stato dell'arte dell'impiego in Giappone di vari tipi di animali quali sentinelle anti-sismiche. Una disciplina ancora giovane e dai risultati contraddittori.
E' ormai assodato che prima e durante gli eventi sismici ci sono variazioni minime del campo magnetico terrestre locale ma pure - assai più intense - di quello elettrico. Il problema più grave di tutta la questione è costituito dalla comprensione dei meccanismi, forse concorrenti tra loro, che permettono l'instaurarsi dei SEMS. La strada più promettente, visto che le variazioni pre-sismiche di campo magnetico sono trascurabili è quella legata alle variazioni del campo elettrico.
Il monitoraggio dello spettro EM ha permesso di capire che i prodromi del terremoto generano disturbi dalle ELF sino alle VHF, ma per ora lo stato delle conoscenze non consente di discernere le inteferenze EM di questo tipo da quelle dovute ad esempio a fronti temporaleschi o ad eventi di altro tipo.
In altri termini, per ora latitano i "marcatori" in grado di permettere un riconoscimento di questo genere.

domenica 13 gennaio 2008

AGGIORNATO IL SITO WEB DEL COMITATO ITALIANO PER IL PROGETTO HESSDALEN

Con la pubblicazione di tre lavori è stato aggiornato il sito web del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen

http://www.itacomm.net/PH

Massimiliano Di Giuseppe, Ferruccio Zanotti e Romano Serra
HESSDALEN 2003: LUCI MISTERIOSE IN NORVEGIA
Abstract: Nel settembre 2003 un gruppo di astrofili di Ferrara unitamante a Romano Serra, Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, raggiungono la valle norvegese di Hessdalen, dove da alcuni anni già opera il Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen in stretta collaborazione con il Project Hessdalen di Erling Strand e Bjørn Gitle Hauge. Il gruppo ha modo di compiere varie serate di osservazione sia oculare, sia fotografica e con videocamere. Il risultato è una serie di osservazioni e documentazione video fotografica in particolar modo dei cosiddetti "mini flash", attestati anche da vari racconti testimoniali

Andrea Zucchini
CONSIDERAZIONI SULLE ORIGINI DEI FENOMENI ELETTROMAGNETICI IN ATMOSFERA
Abstract: L’articolo analizza sinteticamente campo magnetico terrestre, campo magnetico interplanetario, vento solare e conducibilità anomala legata alla struttura tettonica terrestre e propone che l’interazione di alcuni di questi elementi possa costituire una possibile sorgente d’energia per i fenomeni elettromagnetici anomali in atmosfera.
Una breve considerazione conclusiva è dedicata all’aspetto statistico per il quale è necessario ripristinare un’acquisizione sistematica dei dati e una loro pubblicazione e viene proposto un metodo d’analisi di nome Paradigma Hessdalen

Massimo Silvestri
MOTOJI IKEYA: EARTHQUAKES AND ANIMALS
SINTESI ANALITICA
Abstract: Contrariamente a quanto si potrebbe desumere dal titolo, Ikeya non analizza solamente il legame che intercorre fra inquietudine animale e terremoti, ma tenta di esplorare e di comprendere tutti quei fenomeni geofisici e mutamenti ambientali che si suppone legati all’arrivo di un sisma.
Earthquakes and animals” fornisce una visione sullo stato attuale di conoscenza nei confronti dei precursori sismici e rappresenta inoltre una valida lettura per chi si interessa di Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera.

I tre lavori sono la versione integrale in italiano dei lavori pubblicati sui Proceedings dell'International Project Hessdalen Workshop 2006

http://www.ciph-soso.net/SOSO/IPHW2006.html

FERRUCCIO ZANOTTI, MASSIMILIANO DI GIUSEPPE AND ROMANO SERRA
MINI FLASH-LIGHTS DURING HESSDALEN MISSION (pp.142-143)

ANDREA ZUCCHINI
CONSIDERATIONS ON THE ORIGINS OF THE ANOMALOUS ELECTROMAGNETIC PHENOMENA IN ENVIROMENT (p. 96)

MASSIMO SILVESTRI
EARTHQUAKES AND ANIMALS: FROM FOLK LEGENDS TO SCIENCE, BY MOTOJI IKEYA (pp. 138-141)