Viste sin dai primi anni '80 del secolo scorso da centinaia di persone fra valligiani, turisti e curiosi ma soprattutto da ricercatori, da scienziati e tecnologi, queste "luci" si presentano come sfere a volte paragonabili a poco più di un'emissione di luminosità di varie dimensioni e differenti tonalità di colore, d'intensità modesta o intensa, lente o saettanti... Caratteristiche che, unite all'imprevedibilità della comparsa, rendono difficile la comprensione della loro natura.
Monari ha partecipato ad una decina di missioni nella valle di Hessdalen, iniziate alla fine degli anni '90 con il protocollo di collaborazione italo-norvegese denominato EMBLA2000 instaurato fra il norvegese Østfold University College e l'Istituto di Radioastronomia del CNR di Bologna. Lo studioso è tuttora impegnato nella progettazione, realizzazione ed installazione della strumentazione messa in campo dal Project Hessdalen, animato da Erling Strand e da Bjørn Gitle Hauge (Østfold University College) e dal Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen.
L'incontro romano di Jader Monari precederà una conferenza-relazione pubblica che si svolgerà, sempre a cura di "L'angolo dell'avventura", sede di Bologna, a Borgo Panigale (BO) il 18 aprile, con inizio alle ore 21,00 presso la Sala Polivalente, che si trova in via Marco Emilio Lepido 25/3 - Quartiere Borgo Panigale.
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