mercoledì 1 luglio 2009

FOTOGRAFIA A COLORI DI SPRITE SULL'AUSTRIA

L'astrofila ungherese Mónika Landy-Gyebnár, intenta a riprendere fotograficamente nubi nottilucenti la notte del 19 giugno, ha scattato alcune immagini di una turbolenza temporalesca in distanza, direzione Austria. In un secondo tempo, all'esame delle immagini, ha potuto rilevare la presenza di SPRITE.

Interessanti sono i dati tecnici di ripresa. Pellicola, ISO400 (quindi non rapidissima); la fotocamera una Konica-Minolta Dynax 5D DSLR; l'obiettivo: Sigma 20 millimetri, F1.8.
Il valore F al momento dello scatto era F2,8 e il tempo di posa 13 secondi.

Fonte con dettagli e immagini: EUROSPRITE
http://eurosprite.blogspot.com/

Versione in ungherese
http://hirek.csillagaszat.hu/a_het_csillagaszati_kepe/20090628-hetkepe.html

Credit: József Bór (EUROSPRITE)

lunedì 22 giugno 2009

FIREBALL & SPRITE

La postazione video IMTN (Italian Meteor and TLE Network) gestita da Ferruccio Zanotti, di Ferrara, il 20 Giugno alle 21:10 UT ( 23:10 ora locale ), ha registrato un importante bolide i cui lampi finali probabilmente sono arrivati alla magnitudine -20


Chi dovesse averlo osservato può inserire sul sito IMTN commenti, impressioni o eventuali riprese video-cine-fotografiche.
Qui il filmato IMTN

In particolare sarebbero utili stime di luminosità, luogo d'osservazione, durata, colore, caratteristiche varie, frammentazioni, ecc... Sarebbero graditi anche disegni, schizzi dell'evento e della volta celeste al momento del fenomeno

Durante l'evento bolidare, sono stare registrate anche alcune formazioni SPRITE, ed un report preliminare è visibile qui

Aggiornamento del 24 giugno.
Ferruccio Zanotti ha stilato un report pubblicato sull'Italian Meteor and TLE Network. Nuovi filmati dalla stazione di Ferrara il 20 giugno e del giorno seguente.


La stazione SOSO di Idice non aveva al momento dell'evento bolidare idonee condizione di visibilità, ma ha comunque potuto registrare i flash luminosi finali

martedì 16 giugno 2009

TLE: REPORT SU AGU CHAPMAN CONFERENCE

Dal 10 al 14 maggio scorso si è svolto in Pennsylvania, USA, l' AGU Chapman Conference on Effects of Thunderstorms and Lightning in the Upper Atmosphere
Tra i relatori l'italiano Enrico Arnone (EUROSPRITE) che ci ha inviato un suo report, scaribile qui.
Nella stessa pagina il link verso il programma della Conferenza che contiene anche gli abstract degli interventi.

Ringraziamo Enrico Arnone per la collaborazione



lunedì 15 giugno 2009

OLTRE 50 SPRITES NELLA NOTTE FRA IL 27 E IL 28 MAGGIO

Nella notte fra il 27 e il 28 maggio 2009 sull'Adriatico settentrionale era presente un'area temporalesca in spostamento verso i Balcani.

Animazione MET9
(Met-9, 27-28 maggio 2009, 21h00m UT/03h00m UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

Animazione densità fulmini
(Densità delle scariche rilevate dal network Blitzortung.org fra le 21h00m e le 03h00m UT del 27/28 maggio 2009. Copyright 2009 www.blitzortung.org)

La localizzazione era ideale per la stazione automatica di ripresa di Ferrara dell'Italian Meteor and TLE Network, gestita da Ferruccio Zanotti. Il sistema di cattura è stato attivato per oltre 5o volte fra le 21h10m del 27 maggio e le 02h18m UT del 28 maggio. Il numero di sprites totali raccolti non è stato ancora determinato, ma nel mentre è possibile avere un'idea di quanto avvenuto quella notte attraverso il filmato "somma" prodotto da Zanotti (purtroppo, a causa di un temporaneo problema nel setup della strumentazione, le immagini presentano una fortissima sfocatura).

Da notare il fatto che alle 22h41m23s il sistema ha anche ripreso un bolide di Mv=-5.

Purtroppo non risultano registrazioni dall'altro lato dell'Adriatico, dove lo scorso 22 novembre, nel corso della ricca stagione autunnale sull'area adriatica, due stazioni del Croatian Meteor Network (CMN) erano invece riuscite a documentare alcuni sprites.

(Si ringrazia Ferruccio Zanotti per aver comunicato le osservazioni al CIPH e all'Italian Meteor and TLE Network)

sabato 13 giugno 2009

BOLIDI E METEORE SULL'ITALIA MERIDIONALE

Le molteplici segnalazioni provenienti da una larga fascia delle regioni meridionali il 12 giugno alle ore locali 20.25, inducono a ritenere sia entrato in atmosfera un meteoroide che ha originato un luminoso bolide frammentatosi quasi immediatamente provocando numerosi altri oggetti luminosi.

Questo ha indotto la Sezione Meteore dell'Unione Astrofili Italiani, ad un appello agli osservatori a compilare una scheda scaricabile nel sito http://meteore.uai.it/bolidi.htm e rispedirla all'UAI.

Ricordiamo inoltre che è possibile comunicare informazioni all' Italian Meteor and TLE Network, il forum particolarmente dedito alle osservazioni strumentali ma interessato anche alle osservazioni oculari e alle possibili documentazioni video-fotografiche.

lo staff di CIPH-SOSO NEWS

venerdì 12 giugno 2009

10 GIUGNO 2009: SPRITE OSSERVATI DALL'UNGHERIA

Da Sopron, Ungheria, József Bór (EUROSPRITE) segnala la registrazione di numerosi TLE il 10 giugno scorso.
Vi è stato un forte sistema temporalesco sopra la Romania che ha prodotto eventi SPRITE (Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification) per tutta la notte. Il sistema di cattura e videoregistrazione automatica è stato attivato 111 volte nel corso della notte, partendo dalle 21:02 UTC. Ancora non è stato completato il conteggio dei singoli eventi.
Sul sito EUROSPRITE documenti fotografici e l'augurio di ripetere osservazioni anche nelle prossime nottate, vista la previsione di temporali su vaste zone dell'Europa orientale.

Il ricercatore ungherese informa inoltre sulla assemblea IAGA che si svolgerà a Sopron il prossimo agosto, dove si terrà anche una ricca sessione sui Transient Luminous Events


mercoledì 10 giugno 2009

SPRITE & .... UFO

Sulle pagine del Corriere della Sera di SCIENZE di martedì 9 giugno, Giovanni Caprara, responsabile della redazione scientifica del quotidiano nazionale, pubblica un articolo dal titolo: "Formazioni luminose nei cieli d’Europa: si tratta degli «Sprites». Assomigliano a nubi luminose e talvolta vengono scambiati per UFO".
L'articolo, probabilmente inspirato da quanto pubblicato il 7 giugno sul sito Spaceweather.com sotto al titolo "strani fulmini", è dedicato agli SPRITE (
Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification), meglio ancora alla famiglia dei TLE (Transient Luminous Events), ai quali va da tempo il nostro interesse di osservatori, e con particolare riferimento all'impegno di ricerca di Oscar van der Velde, il ricercatore olandese che vive e lavora in Spagna e che con vari colleghi internazionali si occupa da qualche tempo di questi fenomeni dell'alta atmosfera e fa parte di EUROSPRITE.

Anche se l'accostamento del termine SPRITE a quello degli Oggetti Volanti non Identificati (UFO) risulta scomodo e onestamente troppo forzato, a chi si occupa di osservare e studiare gli SPRITE poiché di UFO se ne parla da sessant'anni ma se ne sparla da almeno tre decenni, e risulta un argomento fortemente degradato da un notevole apporto di "ricerche" che spesso poco o nulla hanno a che fare con le basi scientifiche e metodologiche necessarie a compiere ricerca... Ci pare quindi evidente che Caprara tenti di mettere una giusta separazione tra i due argomenti.
Vogliamo qui appoggiare questo suo tentativo ricordando che con tempi di vita di 1 ms, gli SPRITE non hanno grandi chance di essere osservati ocularmente... e scambiati per UFO. E viceversa.

martedì 9 giugno 2009

NUOVO VOLUME SU TERREMOTI APPENNINICI

Marcello Poggi ha dato alle stampe un volume dedicato all'attività sismica intitolato I TERREMOTI DEL NOSTRO APPENNINO. L'Autore lo ha voluto dedicare alla memoria di Mario Baratta (*), sismologo e geografo che a cavallo del XIX e XX secolo svolse una importante attività non solo in campo accademico (alla prestigiosa università di Pavia, dove fu professore di geografia, dal 1911 al 1935) ma anche della "ricerca sul campo" con un particolare interesse per la ricerca storica sui terremoti tanto da essere considerato uno dei fondatori della Sismologia Storica. E, oltre alla dedica, Poggi evidentemente abbraccia questo interesse dedicando una ricostruzione storica dei sismi nel triangolo incuneato tra Piemonte, Liguria e alta Emilia. Non dimenticandosi, però, di essere soprattutto impegnato nel campo professionale della divulgazione.
Laureato in Scienze Ambientali, con master in Meteorologia, l'Autore suggerisce, in pagine leggibilissime, un approfondimento per ogni argomento affrontato fornendo così le indispensabili basi per seguire al meglio l'esposizione dell'intera monografia. Un capitolo è dedicato ai fenomeni luminosi registrati nel terremoto nell'Oltrepò Pavese del 1828 e riportati anche nei lavori di Baratta.
Il volume e acquistabile contattando l'autore



Poggi, Marcello (2009)
I TERREMOTI DEL NOSTRO APPENNINO
La storia, i rischi attuali, la prevenzione
Voghera (PV): CEO - Cooperativa Editoriale Oltrepò
78 pagine, € 10,00

(*) Di Mario Baratta segnaliamo un lavoro dedicato al fenomeno "brontidi" pubblicato nella sessione LTPA del sito web del CIPH sotto il titolo
"Fenomeni acustici in atmosfera conosciuti anche come mistpoeffers scritti di: Adolfo Cancani (1900), Tito Alippi (1904-1911), Mario Baratta (1901), Ulderico Botti (1902), Umberto Pagani (1906) e Luigi Palazzo (1907)"

martedì 2 giugno 2009

ANCORA SULLO SPRITE DEL 10 APRILE

Come forse i lettori di questo blog ricorderanno (vedi post), lo scorso 10 aprile le stazioni automatiche di ripresa dell'Italian Meteor and TLE Network (IMTN) di Ferrara (gestita da Ferruccio Zanotti) e San Lazzaro di Savena (provincia di Bologna, gestita dal Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen - CIPH) avevano ripreso in contemporanea un column sprite alle 18h56m27s UT (video Ferrara; video San Lazzaro di Savena).



(Lo sprite dalla stazione di Ferrara (due frames). Copyright 2009, Ferruccio Zanotti)


(Lo sprite dalla stazione di San Lazzaro di Savena. Copyright 2009, CIPH)


Diego Valeri (ITA.TOR./IMTN) sta sviluppando in questo periodo un software, ora in versione beta, denominato ITA.SPRITES dedicato appunto agli sprites. L'applicativo triangola da due o più posizioni, individuando e dimensionando il sistema-oggetto ripreso, senza fornire, al momento, stime sulle energie, ma solo sulle distanze e dimensioni. Con l'aiuto di tale software, Valeri ha ora prodotto un'analisi, che si riassume nella tabella riportata di seguito, relativa all'evento ripreso quella sera, il primo ad essere catturato da due stazioni sul suolo italiano.

(Tabella riassuntiva analisi Valeri. Copyright 2009, Diego Valeri. In viola i valori da non considerare in successive analisi: vedi nota 1 e N.B.)

A corredo della sua analisi, Valeri fa notare che, pur tenendo conto dei valori di Ferrara, è "interessante notare come lo sprite presenti una leggera inclinazione rispetto alla verticale e sia apparso a quota sensibilmente più elevate rispetto al valore medio".

La situazione meteorologica sull'Italia di quella sera è suggerita dalla seguente immagine ripresa dal satellite NOAA 17 circa un'ora ed un quarto più tardi rispetto allo sprite catturato.


(NOAA 17, 10 aprile 2009, 20h12m UT. Immagine nel canale 10,8 μm. Copyright 2009 NERC Satellite Receiving Station, Dundee University, Dundee, UK)

Non è stato per ora possibile identificare il parent lightning, la scarica - ben visibile nel filmato di Ferrara, presumibilmente dovuta ad un sistema temporalesco multi-cluster - che ha dato origine al fenomeno nell'alta atmosfera. La rete privata Blitzortung.org, con la quale collabora il CIPH, ha infatti rilevato una sola scarica nel periodo ± 1 s rispetto all'orario dello sprite che risulta dalle registrazioni video: quella delle 18h56m27s,574999 UT alle coordinate 11,944945 43,226150, non compatibile con quanto risulta dall'analisi di Valeri. Ciò è probabilmente dovuto alla non completa copertura dell'area italiana da parte di tale rete.

(Scariche rilevate dal network Blitzortung.org fra le 18h00m e le 19h00m UT del 10 aprile 2009. Copyright 2009 www.blitzortung.org)

Sono in corso tentativi per acquisire i dati delle scariche rilevate dal consorzio EUCLID (EUropean Cooperation for Lightning Detection), rappresentato in Italia dal SIRF (Sistema Italiano di Rilevamento Fulmini) del Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) oppure dalla rete LAMPINET del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana.

(Si ringrazia Ferruccio Zanotti per aver comunicato l'osservazione e per aver autorizzato la pubblicazione delle immagini e del video; Diego Valeri per l'analisi e per averne autorizzato la pubblicazione; Enrico Arnone e Anna Odzimek (EUROSPRITE) per i pareri e la collaborazione prestata).

domenica 31 maggio 2009

TWIN EARTHQUAKE (TERREMOTI GEMELLI): UN MODELLO PREVISIONALE DEI SISMI?

Il tragico terremoto abruzzese all'inizio di aprile di quest'anno, ha sicuramente ridato enfasi al dibattito sulla possibilità di previsione dei sismi.
Un argomento complesso questo e che dovrebbe trovare i suoi momenti di approfondimento non come avviene ora solo a livello mediatico tra un sisma e l'altro, ma con una continuità gestita dai ricercatori e con qualche più possibilità di accedere a maggiori fondi per la ricerca.
Noi possiamo solamente contribuire alla diffusione delle informazioni offerte dalla letteratura scientifica internazionale che abbiano una certa consistenza e soprattutto garantiscano la verifica dei dati e la loro discussione. Ma anche, e soprattutto, dovrebbe allargarsi - su basi almeno regionali, per quanto riguarda l'Italia, nazione a rilevanza sismica - l'installazione di strumentazione per meglio monitorare l'attività sismica, in particolare per le scosse a bassa magnitudo.
Questa nostra opinione pare essere condivisa dal geologo Valentino Straser, di Parma. Straser, che da anni sostiene esservi correlazione tra particolari configurazioni di orbite planetarie nel nostro sistema solare e quelli che sono definiti in letteratura scientifica "Twin Earthquake", "terremoti gemelli": tecnicamente TE, auspica un aumento e una distribuzione capillare di strumenti per la rilevazione dei sismi anche di bassa magintudo
L'ipotesi di Straser, infatti, assume come punto base di partenza che i TE che si ripetono con un intervallo regolare di circa 300 giorni, in coincidenza con particolari configurazioni di orbite planetarie e la loro relativa regolarità permettano, con un margine limitato di errore, di fare previsioni attendibili in termini di latitudine e longitudine dell'epicentro.
Terremoti a bassa magnitudo nell' Appennino emiliano, assicura Straser, sono stati previsti con successo nel periodo dal 2006 al 2008. Le ultime due previsioni, eseguite con successo lo scorso dicembre, hanno riguardato due sismi avvenuti nella zona interessata dalla faglia di San Andreas, in California.

http://www.ncgt.org/newsletter.php
Vedi:
Issue 46 March 2008 (6486 KB)
Straser, Valentino. PLANETARY PERTURBATIONS AND ‘TWIN EARTHQUAKES’: A MODEL FOR THE LONG-TERM PREDICTION OF EARTHQUAKES, p. 35

Issue 48 September 2008 (7,985 KB)
Letters to the Editor Planetary alignment and earthquakes, Valentino STRASER and Martin KOKUS. p.3

mercoledì 27 maggio 2009

FOCUS n° 200 "LE LUCI DEL TERREMOTO"

Il numero 200 della rivista FOCUS, dedica all'argomento "luci sismiche" un lungo articolo di Cristiano Fidani e Andrea Parlangeli.

Partendo dal concetto che la scossa di terremoto è solo una parte del fenomeno terremoto e che prima, durante e dopo l'evento parossistico avvengono sottoterra una complicata serie di fenomeni elettrici e magnetici che incidono anche sulla normale situazione del terreno, dell'acqua e dei gas, i due autori, il primo, fisico e autore anche di un volume sulle anomalie elettromagnetiche associate ai terremoti, il secondo giornalista, caposervizio del suddetto mensile divulgativo del gruppo Mondadori, ma anche fisico laureato alla Normale di Pisa, passano in rassegna in particolar modo tutti i fenomeni associati ai sismi che cadono nel dominio della percezione sensoriale umana: rombi, fenomeni luminosi, comportamenti anomali degli uomini e degli animali, ecc. Racconti ed esperienze che necessariamente vengono alla luce spesso dopo un po' di tempo dal sisma, anche perché le emergenze causate dal terremoto, che spesso, purtroppo, causano vittime e distruzioni, portano su altri aspetti drammatici l'attenzione anche dei ricercatori.
Ma esiste una ricerca internazionale su questi eventi che produce letteratura scientifica, sperimentazione, teorizzazione e ipotesi. Una ricerca che spesso individua qualche interessante ipotesi da verificare anche nel campo dei precursori sismici, e quindi della possibilità, in linea teorica, di creare modelli di predizione degli eventi. Come sempre FOCUS dedica alcuni box sui personaggi principali di queste ricerche (Friedemann Freund, della NASA, ad esempio) e su argomenti che paiono al momento in un qualche modo contigui, se non sovrapponibili, alle cosiddette EQL, o "luci sismiche": fulmini globulari, nubi iridescenti, lampi, fiammelle vaganti ed altre anomalie.

Ringraziamo la rivista FOCUS per aver indicato tra le fonti di rilievo su questi argomenti il nostro sito web

sabato 16 maggio 2009

BIBLIOGRAFIA CRONOLOGICA SU "FUOCHI DI S.ELMO", "FUOCHI FATUI" E "EARTH LIGHTS"

Alla data del 15 maggio 2009 la "Chronological Bibliography on Saint Elmo's Fires, Ignes Fatui and Earth Lights", redatta in inglese da Giuseppe Stilo, coordinatore del progetto CISU "Progetto Earth Lights" e da Roberto Labanti, conta ben 2061 entrate di fonti internazionali in tredici lingue differenti, ordinate in senso cronologico ed in larga misura accompagnate da un breve commento.
Il repertorio bibliografico, che auspichiamo presto sia reso fruibile ai ricercatori di questo vasto soggetto LTPA, copre un lungo arco temporale compreso fra il 1497 ed il 2009.

martedì 12 maggio 2009

2008-2009: UN ANNO DI BIBLIOGRAFIA LTPA ONLINE



Il 12 maggio 2008 iniziava la pubblicazione online della Bibliografia Internazionale su Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera.
A tutt'oggi quasi 5000 entrate coprono i riferimenti bibliografici dei più noti soggetti di questo argomento:
BL: Ball lightning (fulmini globulari)
EF: Electrophonics (suoni elettrofonici)
EL: Earth lights (luci telluriche o terrestri)
EQL: Earthquake lights (luci sismiche)
HP: Hessdalen phenomena (fenomeni di Hessdalen)
SP: Seismic precursors (precursori sismici)
TLE: Transient luminous events (eventi luminosi transienti)
TST: Tectonic strain theory (teoria dello stress tettonico).

La banca dati è stata fino ad oggi interrogata da circa 4300 visitatori e tra questi circa 300 sono visitatori tornati altre volte a cercare fonti bibliografiche. I visitatori, attualmente, provengono da 35 diversi paesi del mondo (ai primi posti USA, Francia, Russia, Giappone...).
Interessante la permanenza dei visitatori sul data base con il 38% che interroga per tempi che vanno dai 5 minuti a oltre un'ora e, a nostro avviso particolarmente interessante, con un 12.1 % del totale per oltre un'ora.

Dobbiamo ricordare, infine, che il data base è pubblicizzato solo nei nostri siti web. Ricercando , però, su motori di ricerca (Google, ad esempio) con il titolo della fonte che vogliamo trovare, spesso appare indicizzato nelle prime posizioni proprio l'URL del nostro database:



Il sito è dedicato a Stanley Singer (1925-2008) che dedicò ad uno dei soggetti del vasto campo dei Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere, quello dei Ball Lightning, i Fulmini Globulari, gran parte della sua vita e della sua scienza.

Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen
Smart Optical Sensors Observatory





lunedì 11 maggio 2009

10-14 MAGGIO 2009, AGU CHAPMAN CONFERENCE SU TLE IN PENNSYLVANIA

Si è aperto ieri 10 maggio questo importante meeting internazionale.
Puntando qui è possibile scaricare il file pdf del programma definitivo e completo degli abstract dei lavori presentati.

sabato 9 maggio 2009

SPRITE LUGANESE DEL 4 MAGGIO

La Confederazione Svizzera non è nuova a riprese di sprites. Nell'ultimo decennio, l'astrofilo e studioso di ottica atmosferica Mark Vornhusen ha infatti all'attivo diverse catture effettuate attraverso la sua stazione automatica di ripresa (a Gais nel Canton Appenzello Esterno) o attraverso la sua fotocamera digitale (alcune immagini sono visibili qui).

Si aggiunge ora agli osservatori elvetici un altro astrofilo, Ivaldo Cervini, nuovo partecipante al network IMTN, con la sua Stazione Automatica di Rilevazione delle Meteore di Breganzona (SARM_BR), attiva dal 17 aprile scorso a Lugano (Canton Ticino) ed equipaggiata con videocamera Mintron MTV-12V6HC-EX e software UfoCapture; la stazione ha un field of view che copre buona parte dell'Italia settentrionale.

(SARM-BR, field of view della camera M1. Elaborazione di Ivaldo Cervini su base Ufocapture. Copyright Ivaldo Cervini, 2009)

Cervini ha infatti ripreso un cluster di column sprites, probabilmente legato all'attività temporalesca che il radar meteorologico dell'Office fédéral de météorologie et de climatologie MétéoSuisse mostrava essere presente sulla Lombardia, alle 19h55m50s UT (21h55m CEST) dello scorso lunedì 4 maggio.

(Copyright Ivaldo Cervini, 2009)

(Met-9, 04 maggio 2009, 20.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

Complimenti all'Autore per questa sua prima cattura, benvenuto nella comunità di osservatori non professionisti di eventi luminosi transienti e auguri alla sua nuova stazione!

(Si ringrazia Ivaldo Cervini per aver comunicato l'osservazione e per aver autorizzato la pubblicazione dell' immagine)

venerdì 8 maggio 2009

PRIMI SPRITES DI MAGGIO RIPRESI DA SOSO?

Nella notte fra il 2 e il 3 maggio, quando diversi nuclei temporaleschi, con forte attività elettrica, erano presenti sull'Italia centrale, la nostra stazione automatica SOSO di San Lazzaro di Savena (CIPH, aderente all'Italian Meteor and TLE Network) ha ripreso due possibili eventi sprites fra le 22h58 e le 23h20m UT.


(Met-9, 02 maggio 2009, 22.00/23.00 UT. Immagini nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

22h58m02s UT del 02.05.2009 (00h58 CEST del 03.05.2009) (video)

Possibile column sprite a bordo campo.


23h20m32s UT del 02.05.2009 (01h20m CEST del 03.05.2009) (video)

Altro probabile cluster di column sprites sempre a bordo campo, visibile in due frames.




Il fatto che i supposti transient luminous events siano collocati in quella posizione del campo di ripresa non permette di escludere che quanto registrato sia dovuto piuttosto ad un riflesso interno all'obiettivo dovuto ad un fulmine fuori campo. Il secondo evento ha comunque le caratteristiche che ci si aspetterebbe di trovare in presenza di sprites e l'analoga collocazione apparente rispetto al primo, parziale, spinge per quest'ipotesi anche per quello.

mercoledì 29 aprile 2009

10 ANNI DEL CIPH E PRIMI 2 ANNI DEL PROGETTO CIPH-SOSO

Si sono conclusi in questi giorni i primi due anni di attività del Progetto SOSO, Smart Optical Sensors Observatory, (2007-2009) e iniziato il decimo anno di quella del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen, CIPH, (2000-2009).
Per SOSO, 730 giorni di attività (anzi 731... Il 2008 era bisestile..) per oltre 8770 ore di monitoraggio. Oltre 2000 tra meteore e bolidi registrati, molti di questi in contemporanea con altre stazioni con possibilità di triangolazione e ricostruzione della traiattoria e dell'orbita del meteoroide generatore, con anche articoli pubblicati su riviste di divulgazione astronomica.
E ancora: un centinaio di registrazioni di SPRITE (Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification) e ben metà di queste riprese da tre postazioni diverse più una stazione mobile (FE2008, occasionalmente in Sardegna) collegate in rete con SOSO, con report apparsi su EUROSPRITE. Una di queste osservazioni in simultanea su due differenti stazioni con possibilità a triangolare questi rari eventi (Transient Luminous Events, TLE) praticamente mai registrati prima del 2007 in Italia.


Vanno conteggiate, per il testaggio delle risorse della stazione, anche decine di riprese di satelliti artificiali e della stazione internazionale ISS.
Grazie alla creazione del network Italian Meteor and TLE Network, IMTN, alla quale ha contribuito il CIPH-SOSO, attualmente utilizziamo due piattoforme operataive diverse (LINUX e WINDOWS).


Oltre alle risorse strumentali in campo ottico, SOSO e SOSO PH2009 - Progetto He.R.A,. (Hessdalen Research Association) un container - shelter - per l'alloggiamento della strumentazione, in fase di completamento. è già attivo un sistema di rilevamento fulmini, operante nella rete BLITZORTUNG collocato sempre a Idice, ed entro l'anno contiamo nell'operatività di un sistema VLF e uno per la rilevazione di segnali infrasonici e probabilmente una rete sismologica se saranno risolti i problemi di collocazione idonea.

Nel frattemo sono attivi il sito web ufficiale del CIPH , quello dedicato a CIPH-SOSO, con due telecamere on-line, una "paesaggistica" per la visualizzazione anche climatica della località da dove opera SOSO e l'altra con funzione di vero monitoraggio in videomotion; il sito della Bibliografia Internazionale su LTPA, con circa 5000 entrate e il CIPHnewsBLOG, con circa 120 news. Complessivamente i siti pubblicano e hanno in archivio centinaia di pagine di report, articoli, relazioni, e news con decine di link verso altre risorse. Il CIPH ha inoltre quattro ML, due pubbliche, una per le notizie del Comitato e l'altra di annuncio di news, e due interne.

Nei dieci anni di attività del CIPH sono state realizzate una decina di missioni in Norvegia con circa una ventina di persone coinvolte. E' stato realizzato un workshop, International Project Hessdalen Workshop 2006, IPHW2006, e pubblicati i proceeding (190 pagine, 25 contributi da 36 autori).


Ottime anche le sinergie con ambienti scientifici e universitari per argomenti non legati ai soggetti di nostro interesse come ad esempio quella con l'Università della Tuscia, dip. Di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile di Viterbo per la caratterizzazone molecolare di funghi melanizzati in rocce provenienti da ambienti estremi con la raccolta di campioni di rocce prelevati al 62 parallelo, nella valle di Hessdalen. Collaborazione referenziata in articoli e poster presentati a convegni e in una tesi di laurea.
Il CIPH ha contribuito anche alla realizzazione di documentari video, ha partecipato a conferenze e prodotto articoli anche di divulgazione, partecipato a meeting internazionali. Ha, inoltre, partecipato concretamente alla realizzazione di strumentazione che ha costituito l'argomento di tre tesi di laurea.

ARTICOLO SU HESSDALEN SULLA RIVISTA NUOVO ORIONE

Sul numero attualmente in edicola del mensile di informazioni astronomiche e spaziali Nuovo ORIONE - maggio 2009 - un lungo e dettagliato articolo di Antonio Lo Campo dal titolo "Le sfere di Luce di Hessdalen". In 6 pagine con molte immagini, l'autore illustra gli oltre dieci anni di attenzione di ricercatori italiani sui fenomeni luminosi in atmosfera riferiti in decenni di cronache e report dalla valle norvegese e alla base della nascita e del Project Hessdalen.
Interviste ai protagonisti di questa impegnativa ricerca ed illustrazione delle ipotesi sulla natura dei fenomeni di Hessdalen introducono il lettore alla necessità di una prospettiva di continuità nella ricerca che vede il Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen protagonista dal 2000 ad oggi.

lunedì 20 aprile 2009

LUCI SISMICHE A L'AQUILA? NON SOLO...

Dal comportamento degli animali alla sensazione di odori di gas e zolfo, molte interessanti testimonianze sono state raccolte dal fisico Cristiano Fidani, esperto di anomalie elettromagnetiche associate ai fenomeni sismici, nella regione del terremoto nell'aquilano.
Più impressionante è l'osservazione riferita dall'Aquila con la segnalazione di fulmini, lampi e bagliori (luci sismiche?), ma anche vere e proprio fiamme e fuochi in una zona tra L'Aquila e Paganica durante la scossa principale.
Ma le persone testimoni dirette degli eventi e coinvolti in prima persona dichiarano anche forti mal di testa e riportano l'abbaiare dei cani, un abbaiare addirittura ad intervalli molto regolari.

Dalle 03:23 di quel 6 aprile a L'Aquila questi fatti aneddotici divengono testimonianze da raccogliere "L'importanza della raccolta di queste testimonianze risiede nello sforzo di comprendere meglio che cos'è il terremoto e quali sono le grandezze fisiche che vi prendono parte", sottolinea Cristiano Fidani e aggiunge "... a cento anni dal catastrofico terremoto di Reggio Calabria e Messina, in occasione del quale osservazioni simili furono raccolte dagli scienziati italiani che si recarono nelle zone colpite, ci si domanda se questi fenomeni sono stati dimenticati dalla scienza".
Forse sono solo stati superati dalle urgenze del momento: i soccorsi alle vittime, la logistica della sistemazione degli sfollati, l'organizzazione del "dopo terremoto".
Ed è relegata al "dopo terremoto" la necessita' evidente di non perdere queste informazioni sulle "luci simiche" (EarthQuake Lights, per gli addetti ai lavori, EQL nell'acronimo ormai accettato e su fenomeni anomali che hanno interessato la zona del sisma.

Il nostro blog è impegnato nella raccolta di questi dati

Richiedere il semplice questionario a info@itacomm.net





sabato 18 aprile 2009

TLE REGISTRATI IN ISRAELE DA ILAN SCIENCE TEAM

Tre eventi SPRITE sono stati registrati dagli strumenti del team dell'Università di Tel Aviv lo scorso 8 aprile. Presente, in quel momento, un sistema di bassa pressione atmosferica sull'isola di Cipro
http://ilan-tle.blogspot.com/2009/04/passover-sprites.html

sabato 11 aprile 2009

ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK: PRIMO CONCRETO RISULTATO SU MONITORAGGIO TLE

Questo flash informativo, in attesa del consueto report, per informare che le stazioni di Ferrara [lat. 44.8181 N long. 11.6167 E], gestita da Ferruccio Zanotti e la stazione SOSO (Smart Oprical Sensors Observatory) di Idice di San Lazzaro di Savena [lat. 44.454720 N long. 11.447780 E], Bologna, ambedue afferenti all'Italian Meteor and TLE Network, hanno registrato la sera del 10 aprile un TLE (Transient Luminous Events) in contemporanea alle ore 18,56 (UT). La prima osservazione simultanea di più strumenti in ambito italiano di un column SPRITE.

Questa le immagini:

SOSO, Idice, San Lazzaro di Savena, Bologna
il filmato VIDEO

Ferruccio Zanotti, Ferrara
il filmato VIDEO






giovedì 26 marzo 2009

SPAZZATURA SPAZIALE: MONITORAGGIO DA TERRA

Comunicato stampa congiunto INAF-ASI: i radioastronomi dell'INAF, nell'ambito di un progetto finanziato dall'ASI, sono riusciti a individuare alcuni frammenti dei satelliti distrutti in orbita qualche tempo fa. 25 marzo 2009

Un "super radar" per la spazzatura spaziale


L’impatto avvenuto nello spazio lo scorso febbraio fra un satellite americano e uno russo ha lasciato in orbita una scia di detriti. Ora i radioastronomi dell’INAF, nell’ambito di un progetto finanziato dall’ASI, sono riusciti a individuarne alcuni frammenti grazie a una sorta di «super-radar»: due radiotelescopi, uno in Ucraina e uno in Italia, utilizzati rispettivamente come trasmettitore e come ricevitore.

Hanno perlustrato per ben due ore il luogo dell’incidente alla ricerca di sei frammenti, fino a che non sono riusciti a rinvenirli tutti. Questa volta, però, non si tratta della Polstrada, bensì dei ricercatori dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna e dell’Osservatorio Astronomico di Torino, entrambe strutture dell’INAF (l’Istituto Nazionale di Astrofisica). E il «sinistro» che hanno osservato non ha avuto luogo qui sulla Terra: è quello avvenuto il 10 febbraio scorso, a 800 chilometri sopra le nostre teste, quando il satellite americano Iridium 33 e quello russo Cosmos 2251 sono entrati in collisione. Dando origine al primo «scontro spaziale» tra due satelliti artificiali documentato, nonché a una pericolosissima scia di frammenti di svariate dimensioni.

L’occasione ideale per mettere a punto un progetto italiano per il monitoraggio dei detriti spaziali, finanziato dall’ASI (l’Agenzia Spaziale Italiana), basato sull’utilizzo di due radiotelescopi, strumenti dedicati di solito alla ricerca astrofisica, come se fossero un cosiddetto «radar bistatico»: costituito cioè da un trasmettitore e un ricevitore indipendenti.

«Come trasmettitore abbiamo usato il radiotelescopio di Evpatoria, in Ucraina, e come ricevitore la parabola da 32 metri di Medicina, nei pressi di Bologna», spiega Stelio Montebugnoli, responsabile della Stazione radioastronomica INAF di Medicina. Il test, condotto nel tardo pomeriggio del 23 marzo scorso, ha avuto pieno successo. «Tutti e i sei i detriti da noi scelti», conferma Emma Salerno, ricercatrice presso l’Istituto di Radioastronomia, «sono stati registrati con rapporti segnale/rumore molto elevati. Tutti piccoli frammenti che viaggiano a velocità elevatissime, attorno ai 25mila chilometri all’ora».

«Il problema della spazzatura spaziale è sempre più pressante, come ha dimostrato anche l’episodio avvenuto il 12 marzo scorso, quando il rischio di una collisione ha costretto a evacuare d’emergenza per alcuni minuti la Stazione spaziale internazionale», commenta Claudio Portelli, responsabile del progetto per l’Agenzia Spaziale Italiana. «L’esperimento di Medicina dimostra che i radiotelescopi possono essere un valido aiuto per monitorare i detriti in orbita, destinati a essere sempre più numerosi».

Proprio in questi giorni, tra l’altro, è in corso a Darmstadt, in Germania, la riunione dell’Inter Agency Space Debris Coordination Commitee, che vede riunite 11 agenzie spaziali di tutto il mondo, tra cui l’ASI, per elaborare soluzioni per il problema di detriti spaziali.

Immagini e informazioni sui detriti spaziali

http://www.asi.it/it/news/detriti_spaziali_che_fare

Alcuni membri del team. In piedi da sinistra: Marco Bartolini, Giuseppe Pupillo, Luca Zoni, Salvatore Pluchino. Accovacciati da sinistra: Lorenza Parlante, Stelio Montebugnoli, Emma Salerno

venerdì 20 marzo 2009

SPRITE-SAT, UN SATELLITE GIAPPONESE IN ORBITA PER I TLE-SPRITE

SPRITE-SAT è stato lanciato con successo dal giapponese Tanegashima Space Center il 23 gennaio scorso. Il satellite è stato inserito correttamente in orbita e i segnali radio dal satellite sono ricevuti presso la stazione a terra di Tohoku.

Sequenza lancio qui

SPRITE-SAT è un micro-satellite di peso inferiore a 50 kg, sviluppato dalla Tohoku University. Il satellite ha per compito l'osservazione di emissioni luminose in atmosfera chiamate "SPRITE" (letteralmente “spiritello”, un acronimo dalle parole Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification) Gli "SPRITE" sono un tipo di TLE /Transient Luminous Event -evento luminoso transitorio- osservati in atmosfera (di solito 40-90 km di altitudine, dalla stratosfera superiore alla mesosfera), scoperte per la prima volta nel 1989.
Il satellite è conosciuto anche con il nikname RISING, un sopranome che gioca sull’assonanza con RAIJIN, il dio della mitologia giapponese del tuono e del fulmine.


Si ritiene che i temporali di grandi dimensioni siano in grado di produrre tali eventi, ma un vero e proprio meccanismo è ancora sottoposto ad intense verifiche e non ha ancora concesso certezze, e questo sebbene ampi studi siano stati effettuati in questi anni. Ad esempio non è ancora chiaro a quale modello si riferisca la loro struttura orizzontale, e questo anche perché è difficile da cogliere da terra con gli strumenti di monitoraggio video come il nostro Smart Optical Sensors Observatory.
SPRITE-SAT potrà, dalla sua orbita polare a 660 km di altezza, individuare la struttura orizzontale e i rapporti fisici tra SPRITE e i lampi nube-terra (CG, Cloud-to-Ground). Il satellite inoltre fornirà una chiara mappatura della distribuzione globale dei TLE.

Oltre al primario obiettivo SPRITE, il piccolo satellite giapponese è incaricato anche dell’osservazione di brevi esplosioni di raggi gamma provenienti dallo spazio osservate dal 1960. Recenti osservazioni suggeriscono, però, che brevi lampi di raggi gamma si verificano anche nell'atmosfera terrestre. Tali esplosioni, chiamate Flashes Gamma-ray Terrestri (TGF), sono considerati generati da fotoni ad alta energia in atmosfera e si suppone possano avere un forte rapporto con gli Eventi Luminosi Transitori (TLE), e tra questi gli SPRITE.
SPRITE-SAT ha sensori adatti anche per osservare e registrare i TGF. Al verificarsi di una osservazione simultanea di TLE e TGF, grazie alla massima precisione nei tempi registrati dagli strumenti, di questi eventi, si potranno rilevare e proporre nuovi modelli per descrivere il rapporto tra questi fenomeni.

INFO DETTAGLIATE

giovedì 12 marzo 2009

AGU CHAPMAN CONFERENCE SU TLE IN PENNSYLVANIA, 10-14 maggio 2009


Cresce l'interesse per "AGU Chapman Conference on Effects of Thunderstorms and Lightning in the Upper Atmosphere" che si svolgerà a metà maggio presso la Pennsylvania State University.
Questo il programma annunciato:

Monday, 11 May

Observations of Transient Luminous Events: Recent Advances and Future Prospects

(Field and satellite experiments, optical/infrared/UV, FUV, morphology, infrasound, etc.)

Tuesday, 12 May

Theory of Transient Luminous Events: Recent Advances and Future Prospects
(Optical/infrared/UV/FUV emissions, streamers, chemical effects)

Wednesday, 13 May

ELF/VLF Effects of Lightning and Transient Luminous Events
(Observations and Theory)

Thursday, 14 May

Energetic Radiation From Lightning, and Terrestrial Gamma-ray Flashes
(Observations and Theory)


TLE REGISTRATI IN ISRAELE DA ILAN SCIENCE TEAM - IMAGING OF LIGHTNING AND NOCTURNAL FLASH

Sul blog-news dell' ILAN Science Team la registrazione di numerosi TLE (5 sprites, 1 halo e 4 elves) nella notte tra il 25 e il 26 febbraio nella finestra osservativa in direzione dell'isola di Cipro.

mercoledì 11 marzo 2009

ANCORA SULLE LUCI SISMICHE DEL TERREMOTO DI REGGIO C. E MESSINA (1908)

Lo studioso Cristiano Fidani sta raccogliendo le notizie riguardanti i fenomeni elettromagnetici associati al catastrofico terremoto di Messina del 1908. Tutta la regione Calabria fu da sempre caratterizzata da innumerevoli fenomeni luminosi ed elettrici associati ai molti terremoti che si sono succeduti nei secoli.
Perret nel 1908 raccolse le notizie dell'avvistamento dalla zona di Taormina di un lampo di luce sul mare al momento del terremoto. Poiché nessuno sembra aver visto tale luce da Messina essa fu attribuita al riflesso del mare agitato dal terremoto. Tuttavia, avvistamenti anche dall'isola di Malta sembrano confermare l'apparizione di fenomeni luminosi pochi minuti prima del terremoto (video Tg2 Punto di vista - Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908. Puntata del 19/12/2008) e rimettono in discussione le conclusioni di Perret.
D'altra parte negli stessi anni precedenti la scossa del 1908 vi furono altri terremoti rovinosi in Calabria e contemporaneamente l'osservazione del fenomeno "Fata Morgana" (vedi WIKIPEDIA) proprio sullo stretto. In questo tipo di miraggio le costruzioni di Messina apparivano sfumate, ingrandite e sospese sul mare. E' questa un'altra manifestazione delle fasi preparatorie dei terremoti?
Lo studio di questi fenomeni può aiutarci a capire meglio che cosa è il terremoto?

a cura del CIPH, due contributi di Cristiano Fidani

martedì 3 marzo 2009

RIVISTA COELUM SU ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK


La rivista di divulgazione astronomica COELUM dedica all' IMTN, il network costituitosi all'inizio di quest'anno che si occupa di meteore, bolidi e TLE (Transient Luminous Events), un lungo articolo sul numero in edicola firmato da Diego Valeri, Nico Montigiani, Ferruccio Zanotti e da team CIPH-SOSO. Qui il sommario


domenica 1 marzo 2009

ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK SUL CAMPO. IL SUPERBOLIDE DEL 13 FEBBRAIO 2009: ALLA RICERCA DI PROBABILI METEORITI

Notte fra il 13 e il 14 febbraio 2009 . Le stazioni di monitoraggio automatico di Ferrara e Rieti della Italian Meteor and TLE Network registrano l'entrata e il veloce passaggio in atmosfera di alcuni bolidi, alle ore locali 21.03, 21.26, 22.52 e 06.16 del 14.
Verranno di seguito raccolte altre segnalazioni, perlopiù di astrofili, che renderanno quella notte, per il momento limitatamente ai primi mesi dell'anno, la "Notte dei bolidi"... Ma anche del "superbolide"!
Più precisamente quello delle 21.03 (ora esatta UTC: 20h.03m.29s±1).

REGISTRAZIONE POSTAZIONE RIETI
video



foto Diego Valeri 2009

Per "superbolide" s'intenda un bolide molto luminoso, nel nostro caso valutato a magnitudine -16.9±2.7 [la magnitudine si esprime su base logaritmica e in senso inverso a quello che la logica delle misure imporrebbe, ovvero più l'oggetto è luminoso più il valore espresso è minore, e così i corpi misurati hanno un valore negativo se luminosi (la Luna è magnitudine m-12,5, Venere al massimo del suo splendore m-4,5, il Sole m-26 e la Stella Polare, tanto decantata come punto di riferimento per viandanti notturni, assai meno luminosa di Sirio (m-1,47) con il suo valore positivo di m2].
A poche ore dalle osservazioni, e, grazie anche ad osservazioni strumentali simultanee, saranno disponibili i primi calcoli e rapidamente disponibili anche la formulazione di una traiettoria con la conseguente ipotesi di un punto d'impatto a terra.
Sarà' quindi possibile disegnare un'area di ipotetico impatto e vista la situazione meteo non negativa, progettare anche una spedizione per tentare il ritrovamento di reperti.
Viene deciso che domenica 22 febbraio, un gruppo di una ventina di persone, con la collaborazione di carabinieri locali e di uomini della protezione civile, batteranno la zona di Rignano Sabino e Calcata, a 40 chilometri a Nord di Roma.

Organizzati in 2 gruppi, con l’aiuto dei carabinieri, seguiti dall'alto da un aeromobile della protezione civile che osserverà per un'ora circa la battuta ed eseguirà una ripresa televisiva dell'operazione. L'ampiezza della zona non ha permesso di controllare più del 15% dell'area di presunto impatto.
Anche se la battuta di caccia al meteorite non ha dato frutti in quanto a reperti, alcune testimonianze oculari sono state raccolte per una migliore collocazione della zona da battere, all'ancor giovane network - ha iniziato la sua attività il 6 gennaio di quest'anno - ha dato importanti indicazioni per il lavoro in futuro. La prima è quella della possibilità di calcolare in tempi rapidi traiettoria e possibile/probabile punto d'impatto, la seconda è che è possibile in tempi veloci mettere assieme un gruppo di intervento da trasferire in zona, chiedere ed ottenere la collaborazione di carabinieri, protezione civile e cittadinanza.
Vi sono poi strumenti che potrebbero agevolare la ricerca di possibili meteoriti generati da meteoroidi osservati nella loro entrata in atmosfera, come i radar civili e militari ed anche sistemi di registrazione sismologica in grado di registrare non tanto il "crash" del corpo cosmico, ma l'onda di pressione del corpo durante il suo tragitto nella parte della bassa atmosfera, cstrumenti che si auspica potranno in futuro essere accessibili all'Italian Meteor and TLE Network.

La stessa notte un altro bolide è stato ripreso dalla stazione di Ferrara e dallo Smart Optical Sensors Observatory a Idice di San Lazzaro di Savena alle 21.52 UTC (ora locale, +1)



il briefing con i Carabinieri


le prime fasi della battuta

* si ringrazia per la collaborazione Ferruccio Zanotti
CIPH-SOSO è partner dell' ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK




sabato 28 febbraio 2009

ALTRO SPRITE DA FERRARA

A completamento di un ricco mese, il 24 febbraio 2009 la stazione automatica di ripresa gestita da Ferruccio Zanotti (Gruppo Astrofili Columbia / Italian Meteor and TLE Network) a Ferrara ha documentato un altro evento luminoso transiente.

Nelle ore serali del giorno in questione, un nucleo di aria fredda ed instabile è entrato sull'Adriatico, portando alla formazione di celle convetttive, con relativa attività elettrica, di fronte alle coste marchigiane e croate.

(Met-9, 24 febbraio 2009, 19.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm + individuazione CB e previsione dello sviluppo a T+15 min (modello Nefodina). Copyright per l'immagine Met-9, 2009 EUMETSAT; elaborazione Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica - Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare)

In tale frangente, alle 19h03m54s UT +- 1s (20h03m TMEC), la stazione automatica ferrarese ha documentato uno sprite verso SE, presumibilmente sul Mar Adriatico.

(direzione dello sprite documentato rispetto alla stazione. Elaborazione di Ferruccio Zanotti con software UfoCapture)

Analizzando frame per frame la registrazione prodotta (video), è possibile vedere che ad un fenomeno più diffuso è poi seguito un singolo column sprite.





(Si ringrazia Ferruccio Zanotti, per aver comunicato, in tempo reale, le osservazioni al CIPH e all'Italian Meteor and TLE Network e per aver fornito il materiale per la pubblicazione, e Diego Valeri [ITA.TOR.] per informazioni sulla situazione meteorologica; ove non diversamente indicato, le immagini sono copyright Ferruccio Zanotti, 2009)

lunedì 23 febbraio 2009

NUOVI SPRITES FERRARESI

Ad appena una settimana da quelli della notte fra il 10 e l'11 febbraio, la stazione automatica di ripresa gestita da Ferruccio Zanotti (Gruppo Astrofili Columbia / Italian Meteor and TLE Network) ha documentato altri sei eventi sprites nella notte fra il 17 e il 18 febbraio.

17 febbraio 2009

La sera del 17 febbraio erano presenti diversi cumulonembi (Cb) su parte della Slovenia e sui Balcani.

(Met-9, 17 febbraio 2009, 20.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

(Met-9, 17 febbraio 2009, 21.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm + individuazione CB. Copyright per l'immagine Met-9, 2009 EUMETSAT; elaborazione Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica - Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare)

19h57m38s UT (video)

Serie di sprites verso NE in due frames.




18 febbraio 2009

Nella notte, la copertura delle nubi è rimasta pressoché la stessa della sera precedente, mentre l'attività elettrica sembra essersi spostata verso Est.

(Met-9, 18 febbraio 2009, 03.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

Nell'ora compresa fra le 02h30 e le 03h30 UT (03h30 e 04h30 TMEC) il sistema ha ripreso cinque eventi sprite.


02h33m51s UT (video)

Column sprite (?) in tre frames.





02h42m36s UT (video)

Bel gruppo di column sprites in tre frames.




02h51m20s UT (video)

Almeno due sprites assai debolmente ripresi in due frames.



02h59m40s UT (video)

Altro gruppo di column sprites in tre frames.





03h30m34s UT (video)

Mezz'ora dopo l'evento precedente, altro gruppo di column sprites più in basso sull'orizzonte, in tre frames.





(Si ringrazia Ferruccio Zanotti per aver comunicato, in tempo reale, le osservazioni al CIPH e all'Italian Meteor and TLE Network e per aver fornito il materiale per la pubblicazione; ove non diversamente indicato, le immagini sono copyright Ferruccio Zanotti, 2009)

giovedì 19 febbraio 2009

BOLIDE DEL 13 FEBBRAIO 2009: CACCIA AI FRAMMENTI

Per il bolide documentato da due stazioni di videoripresa digitale dell'IMTN (Italian Meteor and TLE Network), quelle di Diego Valeri (Rieti) e Ferruccio Zanotti (Ferrara) il 13 febbraio, ci sono buone probabilità che il meteoroide abbia raggiunto, con qualche frammento, il suolo. Il punto più probabile d'impatto è a circa 40 chilometri a nord di Roma in una zona compresa tra il paese di Calcata e Rignano Sabino.
Domenica 22 l'IMTN sarà in zona e con la collaborazione di un certo numero di volontari e l'appoggio dei Carabinieri e della Protezione Civile, batterà la zona alla ricerca di frammenti di meteorite.
La ricerca si svilupperà in una ampia zona, per cui l'Italian Meteor and TLE Network sta cercando volontari che possano aiutare nella ricerca dei frammenti.
La zona per il 70/80% è a prato con delle leggere colline o con vigneti e questo dovrebbe facilitare la ricerca. E' possibile contattare gli organizzatori direttamente al forum del IMTN, oppure andando su FACEBOOK,

Invia una e-mail al CIPH-SOSO, partner del Network, che ha messo a disposizione anche la sua struttura in appoggio a questa iniziativa, se vuoi collaborare.
vedi: il Corriere della Sera Unione Astronomica Italiana sez. Meteore Le Stelle

domenica 15 febbraio 2009

PRIMI SPRITES ITALIANI DEL 2009

Primi sprites italiani del 2009, primi sprites italiani nella stagione invernale nonché primi sprites per il sito quelli documentati dalla stazione automatica gestita da Ferruccio Zanotti (Gruppo Astrofili Columbia / Italian Meteor and TLE Network), già autore delle catture decembrine in Sardegna, a Ferrara (44.8181 N; 11.6167 E; alt. 6 m s.l.m.).

La stazione è equipaggiata con una videocamera Mintron MTV-12V6H-EX con obiettivo Computar 2.6mm F/1.0, integrazione 2x e software di acquisizione UfoCapture.

10 febbraio 2009

La sera del 10 febbraio 2009 un sistema temporalesco era attivo sull'Italia nord-orientale e sull'Adriatico settentrionale.

(Met-9, 10 febbraio 2009, 18.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

La stazione ha documentato tre diversi eventi sprites fra le 17h35m e le 17h59m UT (18h35m e 18h59m TMEC), bassi sull'orizzonte verso N/NE e probabilmente molto distanti.

N.B.: gli eventi di interesse sono visibili nei video indicati a partire dal frame 25, nell'angolo superiore sinistro, come del resto è per i frames estratti. Immagini copyright Ferruccio Zanotti, 2009.

17h35m48s UT [+- 5s] (video)

Sprite singolo in due frames.



17h44m27s UT [+- 5s] (video)

Gruppo di almeno tre sprites in tre frames.




17h59m59s UT [+- 5s] (video)

Gruppo di almeno due sprites in tre frames.




11 febbraio 2009

Nelle prime ore dell'11 febbraio, era ancora presente attività temporalesca, in via di esaurimento, nell'area già indicata.



(Met-9, 11 febbraio 2009, 00.00 UT/03.00 UT. Immagini nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

In tale occasione, altri cinque eventi sono stati ripresi fra le 00h23m e le 03h05m UT (01h23m e 04h05m TMEC), ad un'altezza angolare maggiore sull'orizzonte e spostati verso Est rispetto ai precedenti.

N.B.: gli eventi di interesse sono visibili nei video indicati a partire dal frame 25, nelle vicinanze della cima del secondo albero a partire da sinistra, come del resto è per i frames estratti. Immagini copyright Ferruccio Zanotti, 2009.

00h23m34s UT [+- 5s] (video)

Serie di column sprites in due frames con cielo parzialmente coperto in campo disturbato dal disco lunare.



00h37m37s UT [+- 5s] (video)

Circa 15 minuti dopo, uno degli eventi più belli della notte, con un ampio gruppo di sprites, in due frames.




01h56m15s UT [+- 5s] (video)

Nessun altro evento documentato per oltre un'ora. Mentre il disco lunare, a Sud, sta finalmente iniziando ad uscire dal campo inquadrato, un poco spostato verso Nord rispetto al precedente appare un altro gruppo di sprites, anche in questo caso in due frames.




02h09m17s UT [+- 5s] (video)

Circa 15 minuti dopo, gruppo di column sprites, sempre in due frames.




03h05m20s UT [+-5s] (video)

Ultimi due column sprites della notte, in tre frames, 55 minuti dopo i precedenti.




Complimenti a Ferruccio!

(Si ringrazia Ferruccio Zanotti per aver comunicato, in tempo reale, le osservazioni al CIPH e all'Italian Meteor and TLE Network e per aver fornito il materiale per la pubblicazione; Niccolò Ubalducci [Thunderstorm Team/Meteonetwork] per la collaborazione prestata nella ricerca delle immagini radar)

sabato 14 febbraio 2009

13-14 FEBBRAIO 2009: LA NOTTE DEI BOLIDI

Dalle prime ore della mattinata del 14 febbraio, sono cominciati ad affluire ai più importanti centri privati e raggruppamenti di studiosi e appassionati di fenomeni astronomici e atmosferici segnalazioni di meteore molto luminose e bolidi.
Mentre crescevano le località interessate ai fenomeni, aumentavano le segnalazioni di bolidi e report di registrazione degli apparati automatici di video registrazione di questi centri [Unione Astronomica Italiana, Sezione Meteore, ITAlian Superbolide Network, Italian Meteor and TLE Network], tanto da decretare un "alert" almeno nazionale. Nel pomeriggio di sabato 14 febbraio la situazione era già di un numero di bolidi assolutamente oltre alle medie statistiche per questo periodo.

Altre osservazioni, anche oculari, ci auguriamo, giungeranno nei prossimi giorni, ma già ora è disponibile un primo elenco:

13 febbraio ore: 20.03.29±1
(Diego Valeri, Contigliano, Rieti e Ferruccio Zanotti, Ferrara)

Bolide 2009_02_13_2003 UT -- © D.Valeri

Ferruccio Zanotti VIDEO

13 febbraio ore: 20.26.23
(Stefano Crivello, Genova) UAI FOTO DISPONIBILE

2009.02.13 ore: 21.52.13
(Ferruccio Zanotti, Ferrara e CIPH-SOSO, Idice di s.Lazzaro di Savena, Bologna)

Ferruccio Zanotti VIDEO

CIPH-SOSO VIDEO

2009.02.14 ore: 05.16.31 (Ferruccio Zanotti, Ferrara)

Ferruccio Zanotti VIDEO


seguire gli aggiornamenti dei prossimi giorni...

CIPH-SOSO

domenica 1 febbraio 2009

SPRITES DI FINE GENNAIO DA ISRAELE

Mentre non si segnalano osservazioni di transient luminous events dall'Europa continentale, l'israeliano progetto ILAN ha catturato altri due sprites negli ultimi giorni del mese appena conclusosi.

Il 29 gennaio, alle 22h39m UTC (00h39m ora locale israeliana del 30 gennaio) il gruppo di Tel Aviv ne ha ripreso uno osservando verso Cipro.
Il giorno seguente, il team di Gerusalemme ne ha ripreso un altro, guardando verso il golfo di Iskenderun (situato di fronte alle coste della Turchia meridionale, vicino al confine siriano) alle 19h56m UTC (le 21h56m locali).

In entrambi i casi le immagini sono disponibili sul blog del progetto.

SEMINARIO DI FRIEDEMANN FREUND IL 4 FEBBRAIO

Di Friedemann T. Freund e del suo modello sui precursori sismici avevamo già parlato su questo blog (qui e qui) ed avevamo pubblicato un suo intervento, con Derr, St-Laurent, Takeuchi e Lau, negli atti dell'International Project Hessdalen Workshop del 2006.

Segnaliamo ora che il Visiting Scientist presso l'Astrochemistry Laboratory del Goddard Space Flight Center della NASA terrà, alle ore 19.30 (italiane; 10.30 PST) del 4 febbraio 2009, presso lo US Geological Survey, un seminario intitolato Towards a Unified Theory for Pre-Earthquake Signals.

In contemporanea con l'evento, al link

http://earthquake.usgs.gov/regional/nca/seminars/

dovrebbe essere disponibile la trasmissione in videocast del seminario.

(Si ringrazia Frits Westra e Giorgio Abraini per la segnalazione)

MISCELLANEA GENNAIO 2009

Alcuni importanti aggiornamenti sono stati apportati al sito web di CIPH-SOSO negli ultimi mesi.
Tra questi:

Frequently Asked Questions LUCI DI HESSDALEN

TLE, Transient Luminous Events .... 2008

album fotografico CIPH-SOSO


In queste ultime settimane è diventata definitivamente operativa:


che dal 6 gennaio raggruppa ricercatori e appassionati di meteore, bolidi e TLE (sprites e vari altri Transient Luminous Events). E' un forum di libero accesso che raccoglie attualmente alcune stazioni automatiche di videoripresa digitale dislocate in varie parti d'Italia: Ferrara, Rieti, Roma, Pontedera (PI), Scandicci (FI), Altamura (BA). Non poteva mancare CIPH-SOSO con la sua stazione di Idice di San Lazzaro di Savena (BO).

venerdì 16 gennaio 2009

TLS: TRANSIENT LUMINOUS SPOT

Cose che si vedono in cielo... I Transient Luminous Spot sono "...punti luminosi osservabili in quasi tutte le latitudini e generalmente nel corso della notte. Possono apparire come singoli eventi, o in serie in un limitato intervallo di tempo". Così Diego Valeri, ITA.TOR., in collaborazione con la sezione meteore ed eventi bassa atmosfera, sul forum ITALIAN METEOR and TLE NETWORK, ha definito i TLS (gennaio 2009). Acquisire questa definizione si è reso necessario per le postazioni automatiche di osservazione di eventi astronomici (come meteore e bolidi) o atmosferici (come i fulmini e i Transient Luminous Events - come Red Sprite, Blue Jets, Elves, ecc - al fine di migliorare le procedure di catalogazione delle registrazioni di osservazioni.

La luminosità dei TLS, espressa in forma di magnitudine apparente, varia da -5 a +2 (-4,4 la luminosità di Venere al suo massimo. Più è alto il valore negativo della magnitudine più è elevata la luminosità. La Luna piena è -12,6) ed è "...tipicamente generata dall'orientamento dei pannelli solari dei satelliti artificiali verso una nuova posizione o per effetto della riflessione della luce solare su particolari metallici della struttura".
Inoltre, continua la relazione di Valeri "... Possono essere generati anche per effetto del cambiamento di posizione e quindi per nuovo assetto del satellite (effetto giroscopico)". Quindi, cunclude il documento, "... Sono di origine artificiale e possono essere predetti conoscendo le posizioni orbitali dei satelliti(*), per la zona d'osservazione. Di stessa origine, seppur di maggior durata sono gli spot luminosi dei satelliti per telecomunicazioni IRIDIUM".

Sul sito web CIPH-SOSO oltre alla relazione del forum Italian Meteor and TLE Network sono riportati oltre 130 videoregistrazioni dalla postazione SOSO di Idice (San Lazzaro di Savena, Bologna) di questi eventi.

(*) si possono controllare le effemeridi di satelliti artificiale tramite Heavens Above

giovedì 8 gennaio 2009

CONTRIBUTO DI BJØRN GITLE HAUGE DISPONIBILE ALLA LETTURA

E' liberamente scaricabile dal sito web dei Radiotelescopi di Medicina nella sezione Incontri e Seminari (Medichats) il talk di Bjørn Gitle Hauge - Østfold University College, Project Hessdalen e HE.R.A. (Hessdalen Research Association) - "Last results about Hessdalen phenomena" che contiene in formato PowerPoint la sua relazione "New data April 2008. Optical spectral analysis of Earthlights" relativa ad un evento LTPA (Luminous Transient Phenomena in Atmosphere) registrato durante lo Science Camp 2007, ad Hessdalen, Norvegia.
Ulteriori informazioni anche sul sito web del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen

SPRITES DI GENNAIO SUL MEDITERRANEO ORIENTALE

Post aggiornato l'11 gennaio 2009

Primi transient luminous events sul Mediterraneo orientale del 2009.

Roy Yaniv e Shalem Cohen hanno comunicato sul blog della campagna israeliana ILAN che i team del progetto hanno ripreso da Tel Aviv e da Gerusalemme, nella notte fra martedì 6 e mercoledì 7, 39 sprites, 3 elves e 2 halos associati ancora una volta ad un sistema temporalesco legato ad una depressione nell'area cipriota. Il post di Yaniv e quello di Cohen presentano anche in questa occasione diverse immagini di quella che è, ad oggi, la più numerosa serie di eventi documentati in un'unica occasione da quel progetto.

TERREMOTO DI MESSINA (1908) E FENOMENI DI LUCI SISMICHE (EQL)

Sono passati cento anni dal catastrofico terremoto che il 28 dicembre 1908 alle 5:21 colpi lo stretto calabro-siculo devastando le città di Reggio Calabria e Messina. Anche in quella occasione venne osservato un fenomeno luminoso insolito la sera prima del terremoto:

Dalle memorie del canonico Villardi. Il pomeriggio del 27 dicembre 1908 egli insieme a un confratello passeggiava in Via Marina e si godeva il tramonto, ma osservò che il rosso del cielo era troppo intenso, troppo strano. E commentò così: 'Cosa giusta non è'.
(cit. da Mosino, Franco (2008, luglio-settembre). Profezie sui terremoti di Reggio Calabria. Calabria sconosciuta 119, 7).

Questa osservazione come fenomeno elettromagnetico premonitore va aggiunta a quella già conosciuta della deviazione dell'ago di una bussola effettuata da un agrimensore alcune ore prima della scossa.
D'altra parte se si cerca nella storia dei terremoti della Calabria si scopre che analoghe osservazioni furono fatte da Giovanni Vivenzio in occasione del terremoto del 1783. Ma ancor più sorprendente è il caso del terremoto del 1905 che qualche anno prima della catastrofe aveva sconvolto le stesse terre, numerose osservazioni di fenomeni luminosi sono segnalate nel numero 60 dei Quaderni di Geofisica pubblicato dall'INGV e scaricabile qui.
A che punto sono gli studi dello stretto di Messina e dei processi che generano i terremoti?
Un convegno dedicato a questo argomento si è svolto dal 10 al 12 dicembre 2008 a Reggio calabria. E' possibile leggere i vari contributi delle differenti aree di ricerca qui.
Nessuno dei contributi era purtroppo dedicato allo studio dei fenomeni luminosi in relazione ai terremoti, nonostante le ripetute osservazioni. Per questa occasione Cristiano Fidani ha presentato un poster sulle previsioni di Raffaele Bendandi.
Infatti, gli studi del sismologo faentino sono partiti proprio da quell'evento drammatico. Puoi scaricare il poster qui.
La descrizione delle numerose previsioni di Bendandi è riportata in uno scritto di Cristiano Fidani dedicato al catalogo da lui creato dopo una lunga ricerca degli scritti di Bendandi di prossima pubblicazione sul sito web del CIPH.