Gli eventi si sono sviluppati in prossimità dell'isola di Cipro.
Immagini qui.
Le news del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen/Smart Optical Sensors Observatory.
Alla fine di questa pagina: PERCORSO PER UN BLOG CIPH/SOSO SUI FENOMENI LUMINOSI TRANSITORI IN ATMOSFERA
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Come dicevamo nel post del 31 luglio 2008, "Questo blog si occupa di rado di fenomeni aerei non identificati (UAP)" e "...al più vasto e contraddittorio insieme degli UAP (Unidentified Aerial Phenomena), cui spesso sono stati assimilati quelli che da molto tempo sono noti col nome popolare di “UFO” ed a cui a volte sono stati associati addirittura parte degli LTPA."
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Meteosat 0 degree Multi-Sensor Precipitation Estimate Central Europe, 01.10.2009, 23h30m UT; Copyright 2009, Eumetsat
Meteosat 0 degree Multi-Sensor Precipitation Estimate Central Europe, 02.10.2009, 02h45m UT; Copyright 2009, Eumetsat












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Meteosat 0 degree RGB Composites Airmass Central Europe, 18 ottobre 2009, 19.00 UT; Copyrigth 2009, Eumetsat
Un frame tratto dalla registrazione della stazione automatica di Diego Valeri. Copyright 2009 Diego Valeri/Ita.Tor./IMTN
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Lugano 14 settembre ore 03:45 UTC
Lugano 14 settembre ore 03:58 UTC
Lugano 14 settembre ore 04:00 UTC
Lugano 14 settembre ore 04:04 UTC
Lugano 14 settembre ore 04:06 UTC
Lugano 14 settembre ore 04:09 UTC
Lugano 14 settembre ore 04:12 UTC
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(Copyright Enrico Stomeo/UAI, 2009)

(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)
(Met-9, 11 agosto 2009, 00.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm. Copyright 2009 EUMETSAT)
(Immagini radar meteorologico Monte Grande, range 128 km, 13 agosto 2009, 21h30m-21h50m UT. Copyright CMT-ARPAV, 2009)
(Met-9, 13 agosto 2009, 21h30m UT. Immagine nel canale 10,8 μm + scariche ultimi 15 minuti. Copyright per l'immagine Met-9, 2009 EUMETSAT; elaborazione Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica - Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare)
(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)
(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)
(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)
(Immagini radar meteorologico Monte Grande, range 128 km, 14 agosto 2009, 02h50m-03h00m UT; copyright CMT-ARPAV, 2009)
(Met-9, 14 agosto 2009, 02h45 UT. Immagine nel canale 10,8 μm + scariche ultimi 15 minuti. Copyright per l'immagine Met-9, 2009 EUMETSAT; elaborazione Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica - Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare)
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(Met-9, 10 luglio 2009, 21.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)
(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)
(Copyright Diego Valeri, 2009)
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A sinistra, la sistemazione aggiornata ad inizio agosto della rete automatica di videocamere operative dell'Italian Meteor and TLE Network
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Sono pienamente attive due stazioni radio di monitoraggio EM nella banda VLF.

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(Met-9, 24 luglio 2009, 22h00m UT. Immagine nel canale 3.9 µm su fondo a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)
(field-of-view provvisorio della stazione. Elaborazione di Massimo Silvestri/CIPH su base Ufocapture)
(Copyright CIPH 2009)
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Bolide del 17 luglio. a destra la Luna
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Poggi, Marcello (2009)
I TERREMOTI DEL NOSTRO APPENNINO
La storia, i rischi attuali, la prevenzione
Voghera (PV): CEO - Cooperativa Editoriale Oltrepò
78 pagine, € 10,00
(*) Di Mario Baratta segnaliamo un lavoro dedicato al fenomeno "brontidi" pubblicato nella sessione LTPA del sito web del CIPH sotto il titolo
"Fenomeni acustici in atmosfera conosciuti anche come mistpoeffers scritti di: Adolfo Cancani (1900), Tito Alippi (1904-1911), Mario Baratta (1901), Ulderico Botti (1902), Umberto Pagani (1906) e Luigi Palazzo (1907)"
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La situazione meteorologica sull'Italia di quella sera è suggerita dalla seguente immagine ripresa dal satellite NOAA 17 circa un'ora ed un quarto più tardi rispetto allo sprite catturato.
(NOAA 17, 10 aprile 2009, 20h12m UT. Immagine nel canale 10,8 μm. Copyright 2009 NERC Satellite Receiving Station, Dundee University, Dundee, UK)
Non è stato per ora possibile identificare il parent lightning, la scarica - ben visibile nel filmato di Ferrara, presumibilmente dovuta ad un sistema temporalesco multi-cluster - che ha dato origine al fenomeno nell'alta atmosfera. La rete privata Blitzortung.org, con la quale collabora il CIPH, ha infatti rilevato una sola scarica nel periodo ± 1 s rispetto all'orario dello sprite che risulta dalle registrazioni video: quella delle 18h56m27s,574999 UT alle coordinate 11,944945 43,226150, non compatibile con quanto risulta dall'analisi di Valeri. Ciò è probabilmente dovuto alla non completa copertura dell'area italiana da parte di tale rete.
(Scariche rilevate dal network Blitzortung.org fra le 18h00m e le 19h00m UT del 10 aprile 2009. Copyright 2009 www.blitzortung.org)
Sono in corso tentativi per acquisire i dati delle scariche rilevate dal consorzio EUCLID (EUropean Cooperation for Lightning Detection), rappresentato in Italia dal SIRF (Sistema Italiano di Rilevamento Fulmini) del Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) oppure dalla rete LAMPINET del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana.
(Si ringrazia Ferruccio Zanotti per aver comunicato l'osservazione e per aver autorizzato la pubblicazione delle immagini e del video; Diego Valeri per l'analisi e per averne autorizzato la pubblicazione; Enrico Arnone e Anna Odzimek (EUROSPRITE) per i pareri e la collaborazione prestata).
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Partendo dal concetto che la scossa di terremoto è solo una parte del fenomeno terremoto e che prima, durante e dopo l'evento parossistico avvengono sottoterra una complicata serie di fenomeni elettrici e magnetici che incidono anche sulla normale situazione del terreno, dell'acqua e dei gas, i due autori, il primo, fisico e autore anche di un volume sulle anomalie elettromagnetiche associate ai terremoti, il secondo giornalista, caposervizio del suddetto mensile divulgativo del gruppo Mondadori, ma anche fisico laureato alla Normale di Pisa, passano in rassegna in particolar modo tutti i fenomeni associati ai sismi che cadono nel dominio della percezione sensoriale umana: rombi, fenomeni luminosi, comportamenti anomali degli uomini e degli animali, ecc. Racconti ed esperienze che necessariamente vengono alla luce spesso dopo un po' di tempo dal sisma, anche perché le emergenze causate dal terremoto, che spesso, purtroppo, causano vittime e distruzioni, portano su altri aspetti drammatici l'attenzione anche dei ricercatori.
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(SARM-BR, field of view della camera M1. Elaborazione di Ivaldo Cervini su base Ufocapture. Copyright Ivaldo Cervini, 2009)
(Copyright Ivaldo Cervini, 2009)
(Met-9, 04 maggio 2009, 20.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)
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(Met-9, 02 maggio 2009, 22.00/23.00 UT. Immagini nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)


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Oltre alle risorse strumentali in campo ottico, SOSO e SOSO PH2009 - Progetto He.R.A,. (Hessdalen Research Association) un container - shelter - per l'alloggiamento della strumentazione, in fase di completamento. è già attivo un sistema di rilevamento fulmini, operante nella rete BLITZORTUNG collocato sempre a Idice, ed entro l'anno contiamo nell'operatività di un sistema VLF e uno per la rilevazione di segnali infrasonici e probabilmente una rete sismologica se saranno risolti i problemi di collocazione idonea.
Nel frattemo sono attivi il sito web ufficiale del CIPH , quello dedicato a CIPH-SOSO, con due telecamere on-line, una "paesaggistica" per la visualizzazione anche climatica della località da dove opera SOSO e l'altra con funzione di vero monitoraggio in videomotion; il sito della Bibliografia Internazionale su LTPA, con circa 5000 entrate e il CIPHnewsBLOG, con circa 120 news. Complessivamente i siti pubblicano e hanno in archivio centinaia di pagine di report, articoli, relazioni, e news con decine di link verso altre risorse. Il CIPH ha inoltre quattro ML, due pubbliche, una per le notizie del Comitato e l'altra di annuncio di news, e due interne.
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Hanno perlustrato per ben due ore il luogo dell’incidente alla ricerca di sei frammenti, fino a che non sono riusciti a rinvenirli tutti. Questa volta, però, non si tratta della Polstrada, bensì dei ricercatori dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna e dell’Osservatorio Astronomico di Torino, entrambe strutture dell’INAF (l’Istituto Nazionale di Astrofisica). E il «sinistro» che hanno osservato non ha avuto luogo qui sulla Terra: è quello avvenuto il 10 febbraio scorso, a 800 chilometri sopra le nostre teste, quando il satellite americano Iridium 33 e quello russo Cosmos 2251 sono entrati in collisione. Dando origine al primo «scontro spaziale» tra due satelliti artificiali documentato, nonché a una pericolosissima scia di frammenti di svariate dimensioni.
L’occasione ideale per mettere a punto un progetto italiano per il monitoraggio dei detriti spaziali, finanziato dall’ASI (l’Agenzia Spaziale Italiana), basato sull’utilizzo di due radiotelescopi, strumenti dedicati di solito alla ricerca astrofisica, come se fossero un cosiddetto «radar bistatico»: costituito cioè da un trasmettitore e un ricevitore indipendenti.
«Come trasmettitore abbiamo usato il radiotelescopio di Evpatoria, in Ucraina, e come ricevitore la parabola da 32 metri di Medicina, nei pressi di Bologna», spiega Stelio Montebugnoli, responsabile della Stazione radioastronomica INAF di Medicina. Il test, condotto nel tardo pomeriggio del 23 marzo scorso, ha avuto pieno successo. «Tutti e i sei i detriti da noi scelti», conferma Emma Salerno, ricercatrice presso l’Istituto di Radioastronomia, «sono stati registrati con rapporti segnale/rumore molto elevati. Tutti piccoli frammenti che viaggiano a velocità elevatissime, attorno ai 25mila chilometri all’ora».
«Il problema della spazzatura spaziale è sempre più pressante, come ha dimostrato anche l’episodio avvenuto il 12 marzo scorso, quando il rischio di una collisione ha costretto a evacuare d’emergenza per alcuni minuti la Stazione spaziale internazionale», commenta Claudio Portelli, responsabile del progetto per l’Agenzia Spaziale Italiana. «L’esperimento di Medicina dimostra che i radiotelescopi possono essere un valido aiuto per monitorare i detriti in orbita, destinati a essere sempre più numerosi».
Proprio in questi giorni, tra l’altro, è in corso a Darmstadt, in Germania, la riunione dell’Inter Agency Space Debris Coordination Commitee, che vede riunite 11 agenzie spaziali di tutto il mondo, tra cui l’ASI, per elaborare soluzioni per il problema di detriti spaziali.
Immagini e informazioni sui detriti spaziali
Alcuni membri del team. In piedi da sinistra: Marco Bartolini, Giuseppe Pupillo, Luca Zoni, Salvatore Pluchino. Accovacciati da sinistra: Lorenza Parlante, Stelio Montebugnoli, Emma Salerno
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| PERCORSO PER UN BLOG CIPH/SOSO SUI FENOMENI LUMINOSI TRANSITORI IN ATMOSFERA Nel 2000 il CIPH (Comitato Italiano per il Project Hessdalen) iniziava la sua attività di supporto al Project Hessdalen norvegese, animato da Erling P. Strand e da Bjørn G.Hauge. Il Project Hessdalen attirò davvero la nostra attenzione quando Erling Strand scorse la possibilità di un nuovo salto di qualità nella collaborazione tra l'ØstfoldCollege, dove lavora, ed il team di ricercatori tecnologi del Radiotelescopio di Medicina (Bologna), diretto da Stelio Montebugnoli. Fu così che sorse ciò che allora si chiamava "programma EMBLA", un protocollo di collaborazione al quale partecipava per la parte italiana Montebugnoli, con il suo braccio destro Jader Monari, che agì sotto l'egida dell'Istituto di Radio Astronomia (IRA) di Bologna a quel tempo istituto del CNR, ora divenuto parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF. I tanti tipi di Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera (FLTA), visti con un taglio scientifico e "strumentalista" sono il principale oggetto di studio del CIPH. Fu per questo che esso si offrì ai ricercatori italiani di EMBLA come supporto organizzativo, logistico e, soprattutto, finanziario, consapevole di non essere formato da scienziati, ma da privati interessati ad aiutare lo studio di fenomeni che faticano a crearsi uno spazio tra le discipline scientifiche sia per via della loro asserita rarità e casualità sia per una serie di incrostazioni mitiche che riguardano sia i testimoni sia gli scienziati. Il CIPH sponsorizzò fin dalla la prima missione, EMBLA2000, supportando poi a lungo la costruzione della strumentazione, dapprima destinata soprattutto al campo radio. E siamo giunti all'ottavo anno di ininterrotta collaborazione. Questo supporto e contributo alla ricerca sono continuati fino ad oggi anche grazie ad alcuni appassionati che operano nella ricerca amatoriale dell'ambiente astrofilo ed in quello ufologico, ambienti certo distanti ma composti da attivi appassionati, e sono diventati sempre più rilevanti per la realizzazione delle missioni italiane che si sono succedute dal 2000 fino all'ultima di manutenzione tecnica del 2007 ad opera di Jader Monari, Domenico Caliendo, Stelio Montebugnoli e di Bjørn Gitle Hauge, per il Project Hessdalen/Østfold College. Nel 2006, sull'onda dei suggerimenti del fisico Peter Sturrock e del suo Panel sugli "Oggetti Volanti Non Identificati" tenutosi nel '97 a Pocantico, USA, ribaditi poi dallo storico della fisica Matteo Leone e con l'esigenza di fare il punto della ricerca sulle luci di Hessdalen e su fenomeni ad esse simili, il CIPH ha organizzato un workshop, l'International Project Hessdalen Workshop 2006 (IPHW2006), al quale hanno partecipato coloro che negli anni hanno orbitato attorno all'attività della parte norvegese dello studio e naturalmente intorno al CIPH. Dopo pochi ma intensi mesi di lavoro da parte di Massimo Silvestri, che poteva contare su alcuni sponsor in attrezzature reperiti dal CIPH, la stazione SOSO (telecamere, computer, programmi, ecc.) veniva prima provata al planetario annesso al telescopio di San Giovanni in Persiceto (Bologna) con il supporto del suo direttore, Romano Serra e degli astrofili ferraresi del gruppo Columbia, poi installata in un luogo del tutto casuale per ulteriori prove "sul campo". L'idea, non nuova, era di creare una stazione automatica di rilevamento di allarmi luminosi che in seguito fosse in grado di interfacciarsi con altri strumenti nel campo del non ottico (VLF, ULF, radar, ecc.) e di poter in seguito registrare uno spettrogramma in modo automatico. Quando il nostro sistema SOSO prese a funzionare sul campo iniziò da subito a registrare una serie di eventi luminosi, identificati o ancora in via di analisi. Il 18 luglio 2007 SOSO rilevava e registrava un primo, importante transito di un bolide di grande luminosità. Pur non essendo interessato in modo diretto ai fenomeni meteorici il nostro comitato informava gli astrofili ed i fisici che a quell'area di studio fanno riferimento e dopo poche ore, grazie a SOSO il fisico Albino Carbognani tracciava la traiettoria del bolide indicando la presunta provenienza spaziale di quel corpo. Altre meteore e bolidi sono stati registrati, ma gli eventi più importanti sono stati quelli dei primi fenomeni della classe dei TLE (sprites) registrati sul territorio italiano. I TLE (Transient Luminous Events) sono una serie di fenomeni ionosferici di cui abbiamo una conoscenza strumentale solo dal 1989, a riprova che ancora oggi molte cose che accadono nell'atmosfera sono da scoprire o rimangono poco chiare. Da qualche tempo la nostra opera di supporto al Progetto Hessdalen e lo sviluppo operativo di SOSO sembrano essere soggetti ad una serie di rapidi sviluppi che ci fanno ben sperare. Dal 6 gennaio 2009 il CIPH-SOSO è partner dell' Italian Meteor and TLE Network Qualsiasi collaborazione o commento da parte di chi condivide i nostri interessi sarà graditissimo. |