venerdì 6 novembre 2009

SPRITE ANCHE DA ISRAELE IN OTTOBRE

Roy Yaniv e Naama Reicher (università di Tel Aviv, Israele) del team scientifico israeliano ILAN - Imaging of Lightning And Nocturnal flashes - hanno registrato 5 eventi SPRITE nella notte tra il 28 e il 29 ottobre scorsi. Alle osservazioni ha partecipato anche il geofisico József Bór (Geodetic and Geophysical Research Institute di Sopron, Ungheria) del team di EUROSPRITE in visita in quei gioni ai colleghi israeliani.
Gli eventi si sono sviluppati in prossimità dell'isola di Cipro.
Immagini qui.

martedì 3 novembre 2009

STAZIONI DI MONITORAGGIO VLF

Sono disponibili su WEB i dati di tre stazioni automatiche di monitoraggio VLF: spettrogrammi e stream audio.
Per la stazione di Pontese, l'ultima in ordine di tempo messa in funzione, le antenne sono installate in un rifugio in alta quota nel parco del Gran Paradiso e tramite fibra ottica dell'ENEL mandano il loro segnale fino al CSP (un consorzio senza fine di lucro per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie avanzate informatiche e telematiche).

La stazione di Caselle, in Sicilia. Caselle è situata alle pendici del monte Etna, il più grande vulcano attivo d'Europa. La stazione di monitoraggio è dotata anche di un sismografo, per correlare ricezioni VLF con l'attività del vulcano.

L'altra stazione piemontese, a Cumiana, puo' monitorare in tempo reale l'attività sismica, grazie ad un geofono, il campo elettrico e le radioemissioni VLF.

Tutte e tre le stazioni sono afferenti al sito web VLF.IT e OPEN LAB rules gestiti da Renato Romero

STATE-OF-THE-ART IN UFO DISCLOSURE WORLDWIDE

Come dicevamo nel post del 31 luglio 2008, "Questo blog si occupa di rado di fenomeni aerei non identificati (UAP)" e "...al più vasto e contraddittorio insieme degli UAP (Unidentified Aerial Phenomena), cui spesso sono stati assimilati quelli che da molto tempo sono noti col nome popolare di “UFO” ed a cui a volte sono stati associati addirittura parte degli LTPA."


Partendo da questa premessa ancora valida, informiamo i nostri lettori che il ricercatore spagnolo Vicente-Juan Ballester Olmos (del quale si veda un lavoro precedente commentato sempre su questo blog) pubblica sul web in questi giorni "STATE-OF-THE-ART IN UFO DISCLOSURE WORLDWIDE" una rassegna abbastanza aggiornata su quanto prodotto dai ministeri (particolarmente della Difesa) di vari stati e nazioni del mondo negli ormai decenni di vita del fenomeno che preferiremmo sempre fosse chiamato "UFO PHENOMENA" Fenomeni UFO.


Vicente-Juan Ballester Olmos


Ad avviso di chi redige questa nota, l'operazione di diffusione pubblica di report UFO, tende a mettere un limite alla speculazione mediatica che vorrebbe esistesse una "congiura del silenzio" attorno alle osservazoni di "Oggetti Volanti Non Identificati", per avvicinarsi a una più precisa realtà scientificamnete valida che farebbe di questi eventi o fenomeni un argomento ancora interessante, ma povero, attualmente, di verifiche dirette a tal punto da interessare ancora poco o niente l'attività di ricerca scientifica, sempre alle prese con problemi assillanti e realmente globali.
Ne deriverebbe, sempre a mio avviso, che i "Fenomeni UFO" per molti governi del nostro pianeta sono un "affare serio", tanto da entrare in un apposito dossier sempre aperto praticamente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e anche una conferma che gli "UFO PHENOMENA", o se si preferisce UAP, non hanno mai perso la loro "dignità" scientifica specialmente se tenuti separati, - ma non necessariamente, a livello di ipotesi, inesorabilmente distaccati - da altri argomenti come l'esobiologia, il SETI, ecc., che hanno già un loro cammino di ricerca ben delineato con le necessarie verifiche, sviluppi ed evoluzioni.

STATE-OF-THE-ART IN UFO DISCLOSURE WORLDWIDE
http://fotocat.blogspot.com/
http://www.anomalia.org/disclosure.pdf

su argomento "UFO e OVNI: interessamento istituzioni governative"
FRANCIA GEIPAN
INGHILTERRA Ministero della Difesa
ITALIA Ministero della Difesa

giovedì 29 ottobre 2009

OTTOBRE 2009: SPRITES DELLA NOTTE FRA IL 1 E IL 2

Questo mese di ottobre 2009 si è mostrato ricco di eventi sprites ripresi dalle stazioni dell'Italian Meteor and TLE Network (IMTN): nel periodo fra il primo e il diciotto di questo mese, almeno 87 diversi eventi sono stati registrati, in alcuni casi contemporaneamente, da sei stazioni in Emilia-Romagna, Lazio e Canton Ticino (Confederazione Elvetica).
Per confronto, nello stesso periodo, negli scorsi anni, quando IMTN non esisteva ancora, non erano stati documentati eventi TLE dall'Italia o dalla Svizzera.

Iniziamo a scorrere queste catture, partendo dalle più remote.

Nella notte fra il 1 e il 2 ottobre 2009, la stazione automatica sperimentale di ripresa collocata nella struttura SOSO_HeRA (Hessdalen Research Association) di Medicina (BO), gestita dal Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen, dotata di una videocamera collegata a due diversi software di acquisizione (Motion e UfoCapture, con soglie di sensibilità di rilevamento diverse), ha ripreso 11 diversi eventi sprite (2 solo dal primo, 7 solo dal secondo, 2 da entrambi i sistemi) fra le 23h30m e le 02h45m UT, in corrispondenza ad attività temporalesca sulla penisola dell'Istria.

Meteosat 0 degree Multi-Sensor Precipitation Estimate Central Europe, 01.10.2009, 23h30m UT; Copyright 2009, Eumetsat

Meteosat 0 degree Multi-Sensor Precipitation Estimate Central Europe, 02.10.2009, 02h45m UT; Copyright 2009, Eumetsat

NB: nelle registrazioni dovute a Ufocapture l'orario indicato presenta un errore, dovuto alla piattaforma hardware, stimabile intorno ai 58 s in più.

01 ottobre 2009, 23h30m43s UT (02 ottobre 2009, 01h30m43s CEST)

Cluster di sprites registrato da Motion (video).


02 ottobre 2009
, ~01h29m01s UT (02 0ttobre 2009, ~03h29m01s CEST)

Cluster di column sprites ripreso da Ufocapture (video).


02 ottobre 2009, ~01h36m04s UT (02 0ttobre 2009, ~03h36m04s CEST)

Come sopra (video).


02 ottobre 2009, ~01h38m48s UT (02 0ttobre 2009, ~03h38m48s CEST)

Come sopra (video).


02 ottobre 2009, ~02h28m22s UT (02 0ttobre 2009, ~04h28m22s CEST)

Ancora un cluster di column sprites, ripreso da Ufocapture (video).


02 ottobre 2009, 02h30m47s UT (02 0ttobre 2009, 04h30m47s CEST)

Cluster di column sprites ripreso sia da Motion (video) sia da Ufocapture (video).




02 ottobre 2009, 02h32m29s UT (02 0ttobre 2009, 04h32m29s CEST)

Altro cluster ripreso sia da Motion (video) sia da Ufocapture (video). Si notano column sprites ed altri di più difficile classificazione.



02 ottobre 2009, ~02h37m37s UT (02 0ttobre 2009, ~04h37m37s CEST)

Nuovo cluster di column sprites sempre con Ufocapture (video).




02 ottobre 2009, ~02h40m06s UT (02 0ttobre 2009, ~04h40m06s CEST)

Come sopra (video).



02 ottobre 2009, ~02h43m07s UT (02 0ttobre 2009, ~04h43m07s CEST)

Un cluster con sprites di forma classificabile con difficoltà, ripreso da Ufocapture (video).


02 ottobre 2009, 02h44m16s UT (02 0ttobre 2009, 04h44m16s CEST)

Altro cluster ripreso solo da Motion (video).


(dove non diversamente indicato, immagini copyright CIPH, 2009; elaborazione immagini, Renzo Cabassi/CIPH; si ringraziano Enrico Arnone (Università di Bologna/Eurosprite), Olivier Chanrion (National Space Institute, Technical University of Denmark/Eurosprite) e Marco Formenton (ISAC-CNR) per i dati delle fulminazioni; Diego Valeri (IMTN/ITA.TOR) per l'analisi degli stessi)

mercoledì 21 ottobre 2009

STADIO CENTAUR E DMSP F18: SPLENDIDO SPETTACOLO

Post aggiornato il 23 ottobre 2009 (hap tip Javier Armentia e Luis R. González Manso)

Alle 16h12m UT di domenica 18 ottobre 2009, il razzo vettore Atlas V 401 AV-017 è stato lanciato dalla Vandenberg Air Force Base in California, negli Stati Uniti, con a bordo il satellite meteorologico DMSP 5D-3/F18. Dopo circa quattro minuti, lo stadio superiore Centaur si è distaccato dallo stadio inferiore, e, intorno alle 16h30m UT, il Centaur ha liberato il DMSP-18 e si è allontanato. Terminata quindi la missione principale, lo stadio è stato quindi utilizzato per alcuni esperimenti sulle capacità tecnologiche dello stesso, prima di iniziare la fase di smaltimento con la conclusione prevista della missione per le 19h57m UT.

Durante queste ultime fasi, il combinato fra il Centaur, il satellite meteorologico stesso e le emissioni, in momenti diversi, dei propulsori dello stadio (questa l'ipotesi avanzata dagli appassionati) ha prodotto spettacolari fenomeni celesti artificiali sui cieli africani (si vedano queste splendide immagini sul Sudafrica intorno alle 18h47m-18h52m UT) ed europei (dalla Grecia alla Finlandia, dalla Spagna alla Germania).

Anche dalla penisola italiana, che presentava un cielo parzialmente coperto e una temperatura che non invitava al trattenersi all'esterno

Meteosat 0 degree RGB Composites Airmass Central Europe, 18 ottobre 2009, 19.00 UT; Copyrigth 2009, Eumetsat

sono state raccolte diverse decine di osservazioni visuali (e fotografiche, a Bodio Lomnago (VA) e Varenna (LC), come documentato da Spaceweather) avvenute a partire dalle 19h12m ca. UT (21h12m CEST).

Anche una delle stazioni dell'Italian Meteor and TLE Network (IMTN), quella gestita da Diego Valeri (ITA.TOR.) a Contigliano in provincia di Rieti, ha avuto modo di registrare, con la videocamera puntata verso Nord-Ovest, il fenomeno celeste.

Un frame tratto dalla registrazione della stazione automatica di Diego Valeri. Copyright 2009 Diego Valeri/Ita.Tor./IMTN

Del resto, anche in Francia, Inghilterra e Spagna, sistemi automatici di ripresa celeste come l'all-sky di Dauban, gestita da Claudine Rinner e François Kugel (gif animata, 2 Mb, immagini a distanza di un minuto), quella del Pumpkin Patch Observatory di Bourn, Cambridge (gif animata) e quella dell'Observatorio Astronómico de Mallorca hanno registrato il singolare fenomeno.

L'evento su altri blog italiani:

- Il Disinformatico


(Si ringrazia Diego Valeri (ITA.TOR.); Giuseppe Stilo; Cristiano Fidani; gli iscritti alle mailing lists SeeSat-L e Meteoros)


domenica 18 ottobre 2009

I FENOMENI CHE HANNO PRECEDUTO IL TERREMOTO DELL'AQUILA

Riceviamo e pubblichiamo ampi stralci di un report di Cristiano Fidani, un fisico che per sei mesi ha attraversato le tendopoli intorno a l'Aquila ascoltando le testimonianze sui fenomeni osservati prima, durante e dopo il terremoto dell'aprile scorso.

"Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutta la popolazione abruzzese della collaborazione a questa impresa, che sarà utile a far conoscere maggiormente le manifestazioni naturali che sempre avvengono in queste occasioni." e prosegue... "Ho potuto raccogliere dettagli su più di un migliaio di fenomeni non usuali, di cui oltre 240 si riferiscono ai soli fenomeni luminosi, circa 80 ai disturbi TV, radio e di telecomunicazioni e più di 70 ai rumori strani. Circa 160, inoltre, ad emissioni di gas o liquidi, più di 30 a deformazioni del terreno, 160 eccessi atmosferici e più di 310 fra anomalie che investono il comportamento umano, degli animali e il mondo vegetale."

Fidani oltre ad articoli su riviste scientifiche, è autore del volume "Ipotesi sulle anomalie elettromagnetiche associate ai terremoti" (L'Aquila, 2005) e collabora con il CIPH attivamente dal 2005. Nel 2006 è stato relatore su invito al workshop IPHW2006 svoltosi a Medicina (BO) presentando una relazione dal titolo "ON ELECTROMAGNETIC PRECURSORS OF EARTHQUAKE MODELS AND INSTRUMENTS" e sul sito web del CIPH sono presenti alcuni suoi lavori e sul tema "luci sismiche" è possibile scaricare "LE LUCI SISMICHE DI REGGIO CALABRIA E MESSINA A CENTO ANNI DAL TERREMOTO DEL 28 DICEMBRE 1908"

Fidani aggiunge e precisa: "Lampi hanno illuminato tutta la città nel momento della scossa, poi bagliori con sfumature dal blu al rosso durati alcuni secondi, fulmini senza nuvole visti partire dal basso e aprirsi nel cielo o coprire con archi elettrici la distanza dal centro città alla collina di Roio, un rossore diffuso delle nuvole o simile all'aurora e anche sfere luminose osservate nel circondario, fiammate alte fino a dieci metri sulla pianura vicino al fiume Aterno e fiammelle viste fuoriuscire fra i sanpietrini delle vie cittadine."

"La raccolta delle testimonianze - conclude il ricercatore impegnato attualmente in Abruzzo - sarà ora sottoposta ad un'approfondita analisi per valutare l'attendibilità delle osservazioni e la loro valenza scientifica. Per ora si può solo sottolineare che forti terremoti, con magnitudo superiori a 6 gradi
Richter, sono stati ripetutamente preceduti dalla manifestazione di fenomeni come quelli visti a l'Aquila. Ad esempio, un rossore diffuso del cielo e nuvole arrossate sono state osservate prima di molti terremoti, lontano dall'ora dell'alba o del tramonto.
Inoltre, bagliori provenienti dal basso e in assenza di nuvole sono stati avvistati le sere precedenti. Anche emissioni acustiche e deformazioni del terreno sono state osservate molti mesi prima del 6 aprile, una fuoriuscita di gas è stata osservata qualche giorno prima.
Molti comportamenti strani degli animali: dal lamento dei cani sentito alcune ora prima della scossa e riascoltato in occasione degli eventi successivi, alla scomparsa dei gatti domenstici o al loro strano agitarsi. Gli uccelli hanno cantato la notte del terremoto ed erano scomparsi da alcune zone prossime all'epicentro. Molti lombrichi sono stati osservati fuoriuscire dal terreno fin da una settimana prima della scossa, anche ad una certa distanza dall'epicentro."

lunedì 21 settembre 2009

S'INCREMENTANO ULTERIORMENTE LE OSSERVAZIONI DI SPRITE SULLA RETE IMTN

Altri due SPRITE sono stati catturati da una delle postazioni dell'Italian Meteor and TLE Network. E, a meno di una settimana dagli ultimi registrati, è ancora la stazione SARM_BR situata a Breganzona, Lugano, Svizzera, gestitata da Ivaldo Cervini.
Il 20 settembre 2009, alle 03:45,04 e alle 03:54,55 (ora UTC) la videocamera 2 della stazione ha ripreso due eventi distinti. Il primo è meglio definito da un punto di vista dell'immagine video. Questi i due frame migliori.

03:45,04
© 2009 Ivaldo Cervini

03:54,55
foto: © 2009 Ivaldo Cervini

_______________________________________

aggiornamento del 22 settembre 2009
ancora dalla Svizzera... Ivaldo Cervini comunica due nuovi SPRITE

21-09-2009 alle ore 04:17,11



21-09-2009 alle ore 04:29,51


_______________________________________

Ricordiamo che una mappa che riporta tutte le postazioni del network ed il loro FOV (Field Of View) attualmente attive è visibile sul forum di IMTN.

E' evidente che l'ampliamento del numero di postazioni sul territorio nazionale e nel contiguo territorio svizzero ha favorito l'aumento di osservazioni e, per almeno un evento, anche la possibilità di triangolare due eventi contemporanei. La presenza, inoltre, di punti di riferimento come possono essere il forum IMTN o il sito www.ciph-soso.net porta anche ad un recupero di segnalazioni magari passate inosservate in un primo tempo, oppure non pubblicizzate adeguatamente e sommerse tra le informazioni in rete. E' il caso ad esempio delle osservazioni, sempre dal territorio svizzero, di Stefano Sposetti di Gnosca, Canton Ticino, il 25 giugno, 17 luglio e 27 luglio 2009 (una serie di 6 eventi) e 17 agosto 2009.


25 giugno e 17 luglio 2009

(video) 27 luglio 2009

(video) 27 luglio 2009



video
17 agosto 2009

foto e filmati © 2009 Stefano Sposetti



Si ringraziano per la collaborazione Ivaldo Cervini e Stefano Sposetti

martedì 15 settembre 2009

AUMENTANO LE REGISTRAZIONI DI OSSERVAZIONI TLE IN ITALIA

Grazie soprattutto al network Italian Meteor and TLE Network, IMTN, continua il trend positivo delle registrazioni di osservazioni di TLE, Transient Luminous Events.
Dai 4 eventi registrati nel 2007 siamo ai 14 SPRITE già catalogati in questo 2009 . Osservazioni alle quali presto si sommeranno quelle che stanno giungendo in questi giorni e di cui daremo un veloce elenco rimandando ad un report più esaustivo nei prossimi giorni.
E' merito delle postazioni IMTN, infatti, se si è allargata la copertura della volta celeste sottoposta al monitoraggio automatico delle telecamere digitali. Oggi il complessivo FOV (Field Of View) di riferimento IMTN copre gran parte dell'Italia del Nord e una discreta parte di quella centrale. Situazione in evoluzione poiché nei prossimi mesi altre stazioni si affiancheranno a quelle esistenti.
Meteore, bolidi (e perché no supebolidi) e TLE sono i target primari di questa rete e gli obiettivi da raggiungere sono quelli dell'astronomia meteorica e della fisica atmosferica e fenomeni ionosferici per i TLE.

Queste le ultime osservazioni TLE

SOSO Medicina (BO) 5 osservazioni

Medicina (BO) 13 settembre ore 21:53 UTC
video

Medicina (BO) 13 settembre ore 22:46 UTC
video

Medicina (BO) 13 settembre ore 23:03 UTC
video
Le altre due registrazioni SOSO sono di qualità troppo bassa per essere pubblicate

**********
SARM_BR Lugano, Svizzera 7 osservazioni

Postazione gestita da Ivaldo Cervini

Lugano 14 settembre ore 03:45 UTC
video camera 1
video camera 2

Lugano 14 settembre ore 03:58 UTC
video camera 2

Lugano 14 settembre ore 04:00 UTC
video camera 1
video camera 2

Lugano 14 settembre ore 04:04 UTC
video camera 1

Lugano 14 settembre ore 04:06 UTC
video camera 1
video camera 2

Lugano 14 settembre ore 04:09 UTC
video camera 1
video camera 2

Lugano 14 settembre ore 04:12 UTC
video camera 1
video camera 2

copyright delle immagini SARM_BR Lugano, © 2009 Ivaldo Cervini
copyright delle immagini SOSO, © 2009 CIPH-SOSO

si ringrazia per la collaborazione Ivaldo Cervini




domenica 13 settembre 2009

SPRITE DEL 5 SETTEMBRE 2009

A due anni dalle prime registrazioni di sprites dall'Italia, alle 03h06m33s UT (05h06m33s ora legale) del 05 settembre 2009 la stazione automatica di ripresa SOSO, attualmente installata sperimentalmente nella struttura dell'Hessdalen Research Association (HeRA) collocata temporaneamente a Medicina (BO) nell'ambito della collaborazione italo-norvegese del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH), ha ripreso un cluster di sprites ai limiti inferiori dell'area inquadrata.

(Copyright CIPH 2009)

In assenza di rilevanti fenomeni precipitativi nell'area interessata, probabilmente il fenomeno registrato è legato a qualche isolata attività elettrica sull'Italia nord-orientale.

domenica 6 settembre 2009

DUE ANNI TRA GLI SPRITE



Il primo TLE ripreso dallo Smart Optical Sensors Observatory

Nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2007, la postazione automatica, solo da qualche mese operativa a Idice di S.Lazzaro di Savena (Bologna), Smart Optical Sensors Observatory del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH) riprendeva per la prima volta dal territorio italiano un TLE (Transient Luminous Events). Dodici eventi Red SPRITE, ovvero "Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification" dalle 01 alle 04 (ora locale) di quella notte erano il risultato documentato dell'incontro di due attività temporalesche sull'Adriatico.

Da quel giorno i nostri strumenti, hanno catturato 47 eventi, più o meno complessi. Su questo blog trovate vari report e sul sito WEB del CIPH-SOSO le annate osservative 2007, 2008 e 2009. E da allora, grazie alla pubblicazione, anche se solo particolarmente su internet, dei dati, sono aumentati i punti di osservazione. Come pure sono aumentate le occasioni d'informazione scientifca (articoli su riviste di divulgazione, seminari universitari, ecc., su questa fenomenologia realizzate in, e con, la collaborazione e di Enrico Arnone (EUROSPRITE).
Oggi possiamo contare per la caccia a questi veloci e imprevedibili eventi, su ulteriori sette postazioni fisse che operano come Italian Meteor and TLE Network (IMTN), quattro delle quali in questi due anni hanno contribuito ad incrementare le osservazioni di TLE dall'Italia con oltre altre 100 registrazioni, due di queste concomitanti e che hanno quindi permesso di effettuare una triangolazione dell'evento registrato.
Il network, inoltre ha favorito l'implementazione, grazie l'associata ITA.TOR di software di analisi, ma anche una maggior diffusione dell'interesse sull'argomento. E', grazie a questo aumentato interesse e attenzione, che pochi giorni fa si è verificato l'emergere di una osservazione SPRITE dal materiale registrato in occasione delle osservazioni strumentali dello sciame meteorico delle Perseidi, ad opera della postazione di Scorzè (Venezia, Enrico Stomeo) della sezione Meteore dell'Unione Astrofili Italiani (UAI).

Sul sito WEB del CIPH-SOSO, oltre che su questo blog e su quello IMTN sono pubblicate le informazioni sulla maggior parte di queste osservazioni.

Il CIPH sta ulteriormente aggiornando la bibliografia sui TLE, come parte della più ampia Bibliografia Internazionale sui Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera e creando anche un elenco della Bibliografia TLE/ON-LINE, ovvero di link verso fonti disponibili in rete.


giovedì 3 settembre 2009

SEMINARIO A BOLOGNA SUI TRANSIENT LUMINOUS EVENTS


Si è tenuto il 3 settembre, presso il Dipartimento Chimica Fisica e Inorganica dell'Università di Bologna, organizzato da Enrico Arnone (EUROSPRITE) il seminario di Fernanda Sao Sabbas dell'ente brasiliano INPE (Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais, Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale) dal titolo "DEELUMINOS project and Future of Transient Luminous Events Research in South America" [DEELUMINOS acronimo di Deposition of Electromagnetic Energy in the Upper Atmosphere Signalized by Sprites and Other Luminous Effects].


Questo l'abstract presentato:

Sprites are one of the optical manifestations of electrical energy deposition in the mesosphere by lightning activity in the troposphere. They were serendipitously discovered in 1989 and are now known to be mesospheric/D-region events associated with positive cloud-to-ground lightning flashes. Sprites are brief (<> structures extending from 50-90 km altitude, with lateral dimensions of 5-30 km. They are predominantly red in color; the predominant emissions are from the first positive bands of N2. They have been usually observed above large thunderstorm systems in association with positive cloud-to-ground (+CG) lightning. Observations obtained from the Space Shuttle, and during ground and aircraft campaigns conducted in the U.S., Peru, Central America, Australia, Japan, Europe, Taiwan, and Brazil have confirmed the global aspect these phenomena. The discovery of sprites initiated a new research area that addresses the electrical coupling of atmospheric layers, from the troposphere to the magnetosphere. A few years afterwards, new lightning induced optical phenomena were observed in the upper atmosphere and received the generic name of Transient Luminous Events, or TLEs. More recently, satellite observations have shown that thunderstorms are also regular producers of gamma ray burst with energies up to MeV, named Terrestrial Gamma Ray Flashes, TGFs, and also Neutral Flashes. This paper will review the current status of TLE research in South America, discussing all the ground-based and airborne observations performed in this continent up to date. It will focus on the results of the field campaigns performed in Brazil and on the characteristics of the TLE generating convective systems and on the meteorological scenario under which these systems developed. The scope of DEELUMINOS project, currently the only one supporting this research in Brazil, and the future perspectives of this new research area, both in Brazil and South America, will also be presented.


giovedì 27 agosto 2009

CINQUE EVENTI SPRITE ITALIANI NELLA PRIMA QUINDICINA D'AGOSTO

Post nuovamente aggiornato il 30 agosto 2009

In un periodo normalmente associato all'osservazione, anche strumentale, dello sciame meteorico delle Perseidi, cinque diversi eventi luminosi transienti (di tipo sprites) sono stati registrati fra il 10 e il 14 agosto 2009 da stazioni automatiche di ripresa localizzate in Italia settentrionale.

Il 10 agosto alle 02h38m51s UT (04h38m51s ora legale) la stazione automatica per lo studio delle meteore sviluppata e gestita da Enrico Stomeo (Unione Astrofili Italiani, Sezione meteore) a Scorzè (VE), equipaggiata con una Mintron con un obiettivo 3,8 mm e software di ricognizione MetRec, ha catturato un bel cluster di column e carrot sprites.

(Copyright Enrico Stomeo/UAI, 2009)

L'evento luminoso transiente era associato ad un sistema precipitante che le immagini satellitari mostrano attivo sull'Italia settentrionale.


(NOAA 17, 10 agosto 2009, 02h17m UT. Immagine nel canale 10,8 μm. Copyright NERC Satellite Receiving Station, Dundee University, Dundee, UK, 2009)

Quasi ventidue ore dopo, nelle prime ore dell'11 agosto, precisamente alle 00h33m46s UT (02h33m46s ora legale), è stata invece la stazione automatica gestita da Ferruccio Zanotti (Gruppo Astrofili Columbia/IMTN) a Ferrara a riprendere (video) un altro cluster di sprites (visibile nei due frames nell'angolo superiore sinistro).


(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)

L'evento era in questo caso associato a sistemi temporaleschi sull'altro lato dell'Adriatico, che avevano prodotto, qualche ora prima, ampie fulminazioni sul Golfo di Trieste (si vedano le splendide immagini di Marko Korošec)

(Met-9, 11 agosto 2009, 00.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm. Copyright 2009 EUMETSAT)

Nella notte fra il 13 e il 14 agosto, individuata un'area temporalesca verso nord, fuori campo per la stazione fissa, Ferruccio Zanotti ne ha attivato una mobile, equipaggiata con una Mintron con obiettivo 4 mm e software di ricognizione UfoCapture.

(Immagini radar meteorologico Monte Grande, range 128 km, 13 agosto 2009, 21h30m-21h50m UT. Copyright CMT-ARPAV, 2009)

(Met-9, 13 agosto 2009, 21h30m UT. Immagine nel canale 10,8 μm + scariche ultimi 15 minuti. Copyright per l'immagine Met-9, 2009 EUMETSAT; elaborazione Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica - Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare)

Con quella ha ripreso due diversi eventi sprites alle 21h32m10s (video) e alle 21h42m58s UT (video) (23h32m10s e 23h42m58s ora legale). La stella appena sopra i fenomeni è α Ursae Minoris (stella polare).

(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)

(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)

Infine, quasi all'alba del 14 agosto, la videocamera, traslata verso Ovest e verso lo zenit rispetto alle precedenti riprese, ha registrato un altro cluster di sprite, quasi puntiforme, alle 02h54m44s UT (04h54m44s ora legale) (video).

(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)

(Immagini radar meteorologico Monte Grande, range 128 km, 14 agosto 2009, 02h50m-03h00m UT; copyright CMT-ARPAV, 2009)

(Met-9, 14 agosto 2009, 02h45 UT. Immagine nel canale 10,8 μm + scariche ultimi 15 minuti. Copyright per l'immagine Met-9, 2009 EUMETSAT; elaborazione Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica - Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare)

(Si ringrazia Enrico Stomeo - cui vanno i complimenti per la sua prima cattura ufficiale - e Ferruccio Zanotti per avere qui consentito la pubblicazione delle osservazioni effettuate dalle loro stazioni; Roberto Gaianigo per l'importantissimo aiuto nel reperimento delle immagini radar e delle fulminazioni della notte fra il 13 e il 14 agosto 2009; si pubblicano le immagini da radar meteorologico in seguito ad un precedente contatto con il dr. Gabriele Formentini (Centro Meteorologico di Teolo (PD) dell'Agenzia Regionale per la Prevenzione e protezione Ambientale del Veneto, CMT/ARPAV): si coglie qui l'occasione per sentitamente ringraziare lui e ARPAV).

martedì 18 agosto 2009

SPRITES DEL 10 LUGLIO 2009

Post aggiornato il 19 agosto 2009

Due stazioni automatiche di ripresa italiane hanno catturato due diversi eventi sprites nella tarda serata del 10 luglio u.s., quando una serie di temporali, anche grandigeni, si stavano spostando dalla penisola italiana all'area balcanica.

(Met-9, 10 luglio 2009, 21.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)


(Met-9, 10 luglio 2009, 22.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

Alle 21h30m03s UT (23h30m03s ora legale italiana) la stazione IMTN di Ferrara, gestita da Ferruccio Zanotti, ha ripreso (video) in direzione della Croazia un cluster di sprites, al di sopra del disco lunare.


(Copyright Ferruccio Zanotti, 2009)

Alle 21h53m32s UT (23h53m32s ora legale italiana), invece, la stazione IMTN/ITA.TOR. gestita da Diego Valeri in provincia di Rieti ha ripreso un altro cluster di column sprites fra E e ESE, ad un'altezza angolare fra 30 e 40°.

(Copyright Diego Valeri, 2009)

(Si ringrazia Diego Valeri e Ferruccio Zanotti per aver comunicato le osservazioni al CIPH e all'Italian Meteor and TLE Network)

domenica 2 agosto 2009

AGOSTO 2009: ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK

A sinistra, la sistemazione aggiornata ad inizio agosto della rete automatica di videocamere operative dell'Italian Meteor and TLE Network
Mentre il forum relativo conta ormai 45 membri registrati con uno scambio in meno di otto mesi di oltre 1470 messaggi, va sottolineato che oltre 360 meteore sono state triangolate in questi ultimi mesi, permettendo così verifiche su sciami meteorici e loro andamento.
Oltre a ciò, IMTN si sta sempre più posizionando come importante rete di registrazione di TLE, Transient Luminous Events, in Europa e nel mondo avendo non solo catturato numerosi SPRITE (Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification) ma messo anche a punto (grazie a ITA.TOR, di Diego Valeri, gruppo del network IMTN) software specifico per il calcolo di diversi parametri degli eventi di questo genere, programmi utilizzati già per triangolare uno di tali rari fenomeni dell'alta atmosfera, registrato grazie alle stazioni IMTN di Ferrara e di Bologna


venerdì 31 luglio 2009

STAZIONI SPERIMENTALI PER IL MONITORAGGIO EM IN BANDA VLF

Sono pienamente attive due stazioni radio di monitoraggio EM nella banda VLF.

Tutte e due collocate sull'appennino tosco emiliano.
La prima installata su Monte del Giogo, nel comune di Comano (MS) nella ex base NATO "ACE High Network" dall'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) RM2 in collaborazione con l'associazione radiantistica ARI, sezione di Parma; la seconda nel comune di Fivizzano (MS) nella frazione di Sassalbo, installata sempre dall'INGV-RM2, Parco Appennino e associazione "Vivi Sassalbo"




Complimenti ad Adriano Nardi e Iacopo Nicolosi
Collaborazione Progetto Sassalbo


lunedì 27 luglio 2009

SPRITE DEL 24 LUGLIO 2009 DA MEDICINA (BO)

La sera del 24 luglio 2009, l'alta Italia settentrionale è stata interessata da fenomeni temporaleschi anche violenti e grandigeni.


(Met-9, 24 luglio 2009, 22h00m UT. Immagine nel canale 3.9 µm su fondo a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

In tale contesto meteorologico, la nuova stazione automatica di ripresa SOSO, in fase di configurazione iniziale ed attualmente installata sperimentalmente nella struttura dell'Hessdalen Research Association (HeRA) collocata temporaneamente a Medicina (BO) nell'ambito della collaborazione italo-norvegese del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH), ha catturato alle ore 22h08m34s il suo primo evento sprite, quando i fenomeni temporaleschi erano attivi sull'Italia nord-orientale, all'interno del field-of-view della telecamera, scelto, su suggerimento di Enrico Arnone (Eurosprite) in quanto corrispondente ad un'area nella quale sono stati documentati, durante le campagne europee, un numero significativo di transient luminous events.

(field-of-view provvisorio della stazione. Elaborazione di Massimo Silvestri/CIPH su base Ufocapture)

L'evento registrato è un cluster di sprites ai limiti dell'area inquadrata, come è possibile osservare nel frame sottostante.

(Copyright CIPH 2009)

venerdì 17 luglio 2009

BOLIDI DI META' LUGLIO

Dal punto sperimentale della postazione provvisoria di Medicina (BO) del container [shelter] di HeRA (Hessdalen Research Association) equipaggiato con un sistema SOSO (Smart Optical Sensors Observatory), in via di completamento dell'installazione, durante i primi test di puntamento e funzionamento in automatico...

Erling Strand, Project Hessdalen
e lo shelter HeRA SOSO


ha registrato il passaggio di due bolidi. Il primo, il 15 luglio alle 23.43 (ora locale), ed il secondo, notevole per luminosità, il giorno 17 luglio, alle 02.46 (ora locale)

Bolide del 17 luglio. a destra la Luna

Molte le segnalazioni e le osservazioni sia strumentali che oculari raccolte da UAI (Unione Astrofili Italiani, sezione Meteore) e anche dalla nostra Italian Meteor and TLE Network (IMTN) che non mancheranno di dar vita a dettagliati report e analisi.

si ringraziano per la collaborazione Stelio Montebugnoli e Jader Monari

mercoledì 1 luglio 2009

FOTOGRAFIA A COLORI DI SPRITE SULL'AUSTRIA

L'astrofila ungherese Mónika Landy-Gyebnár, intenta a riprendere fotograficamente nubi nottilucenti la notte del 19 giugno, ha scattato alcune immagini di una turbolenza temporalesca in distanza, direzione Austria. In un secondo tempo, all'esame delle immagini, ha potuto rilevare la presenza di SPRITE.

Interessanti sono i dati tecnici di ripresa. Pellicola, ISO400 (quindi non rapidissima); la fotocamera una Konica-Minolta Dynax 5D DSLR; l'obiettivo: Sigma 20 millimetri, F1.8.
Il valore F al momento dello scatto era F2,8 e il tempo di posa 13 secondi.

Fonte con dettagli e immagini: EUROSPRITE
http://eurosprite.blogspot.com/

Versione in ungherese
http://hirek.csillagaszat.hu/a_het_csillagaszati_kepe/20090628-hetkepe.html

Credit: József Bór (EUROSPRITE)

lunedì 22 giugno 2009

FIREBALL & SPRITE

La postazione video IMTN (Italian Meteor and TLE Network) gestita da Ferruccio Zanotti, di Ferrara, il 20 Giugno alle 21:10 UT ( 23:10 ora locale ), ha registrato un importante bolide i cui lampi finali probabilmente sono arrivati alla magnitudine -20


Chi dovesse averlo osservato può inserire sul sito IMTN commenti, impressioni o eventuali riprese video-cine-fotografiche.
Qui il filmato IMTN

In particolare sarebbero utili stime di luminosità, luogo d'osservazione, durata, colore, caratteristiche varie, frammentazioni, ecc... Sarebbero graditi anche disegni, schizzi dell'evento e della volta celeste al momento del fenomeno

Durante l'evento bolidare, sono stare registrate anche alcune formazioni SPRITE, ed un report preliminare è visibile qui

Aggiornamento del 24 giugno.
Ferruccio Zanotti ha stilato un report pubblicato sull'Italian Meteor and TLE Network. Nuovi filmati dalla stazione di Ferrara il 20 giugno e del giorno seguente.


La stazione SOSO di Idice non aveva al momento dell'evento bolidare idonee condizione di visibilità, ma ha comunque potuto registrare i flash luminosi finali

martedì 16 giugno 2009

TLE: REPORT SU AGU CHAPMAN CONFERENCE

Dal 10 al 14 maggio scorso si è svolto in Pennsylvania, USA, l' AGU Chapman Conference on Effects of Thunderstorms and Lightning in the Upper Atmosphere
Tra i relatori l'italiano Enrico Arnone (EUROSPRITE) che ci ha inviato un suo report, scaribile qui.
Nella stessa pagina il link verso il programma della Conferenza che contiene anche gli abstract degli interventi.

Ringraziamo Enrico Arnone per la collaborazione



lunedì 15 giugno 2009

OLTRE 50 SPRITES NELLA NOTTE FRA IL 27 E IL 28 MAGGIO

Nella notte fra il 27 e il 28 maggio 2009 sull'Adriatico settentrionale era presente un'area temporalesca in spostamento verso i Balcani.

Animazione MET9
(Met-9, 27-28 maggio 2009, 21h00m UT/03h00m UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

Animazione densità fulmini
(Densità delle scariche rilevate dal network Blitzortung.org fra le 21h00m e le 03h00m UT del 27/28 maggio 2009. Copyright 2009 www.blitzortung.org)

La localizzazione era ideale per la stazione automatica di ripresa di Ferrara dell'Italian Meteor and TLE Network, gestita da Ferruccio Zanotti. Il sistema di cattura è stato attivato per oltre 5o volte fra le 21h10m del 27 maggio e le 02h18m UT del 28 maggio. Il numero di sprites totali raccolti non è stato ancora determinato, ma nel mentre è possibile avere un'idea di quanto avvenuto quella notte attraverso il filmato "somma" prodotto da Zanotti (purtroppo, a causa di un temporaneo problema nel setup della strumentazione, le immagini presentano una fortissima sfocatura).

Da notare il fatto che alle 22h41m23s il sistema ha anche ripreso un bolide di Mv=-5.

Purtroppo non risultano registrazioni dall'altro lato dell'Adriatico, dove lo scorso 22 novembre, nel corso della ricca stagione autunnale sull'area adriatica, due stazioni del Croatian Meteor Network (CMN) erano invece riuscite a documentare alcuni sprites.

(Si ringrazia Ferruccio Zanotti per aver comunicato le osservazioni al CIPH e all'Italian Meteor and TLE Network)

sabato 13 giugno 2009

BOLIDI E METEORE SULL'ITALIA MERIDIONALE

Le molteplici segnalazioni provenienti da una larga fascia delle regioni meridionali il 12 giugno alle ore locali 20.25, inducono a ritenere sia entrato in atmosfera un meteoroide che ha originato un luminoso bolide frammentatosi quasi immediatamente provocando numerosi altri oggetti luminosi.

Questo ha indotto la Sezione Meteore dell'Unione Astrofili Italiani, ad un appello agli osservatori a compilare una scheda scaricabile nel sito http://meteore.uai.it/bolidi.htm e rispedirla all'UAI.

Ricordiamo inoltre che è possibile comunicare informazioni all' Italian Meteor and TLE Network, il forum particolarmente dedito alle osservazioni strumentali ma interessato anche alle osservazioni oculari e alle possibili documentazioni video-fotografiche.

lo staff di CIPH-SOSO NEWS

venerdì 12 giugno 2009

10 GIUGNO 2009: SPRITE OSSERVATI DALL'UNGHERIA

Da Sopron, Ungheria, József Bór (EUROSPRITE) segnala la registrazione di numerosi TLE il 10 giugno scorso.
Vi è stato un forte sistema temporalesco sopra la Romania che ha prodotto eventi SPRITE (Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification) per tutta la notte. Il sistema di cattura e videoregistrazione automatica è stato attivato 111 volte nel corso della notte, partendo dalle 21:02 UTC. Ancora non è stato completato il conteggio dei singoli eventi.
Sul sito EUROSPRITE documenti fotografici e l'augurio di ripetere osservazioni anche nelle prossime nottate, vista la previsione di temporali su vaste zone dell'Europa orientale.

Il ricercatore ungherese informa inoltre sulla assemblea IAGA che si svolgerà a Sopron il prossimo agosto, dove si terrà anche una ricca sessione sui Transient Luminous Events


mercoledì 10 giugno 2009

SPRITE & .... UFO

Sulle pagine del Corriere della Sera di SCIENZE di martedì 9 giugno, Giovanni Caprara, responsabile della redazione scientifica del quotidiano nazionale, pubblica un articolo dal titolo: "Formazioni luminose nei cieli d’Europa: si tratta degli «Sprites». Assomigliano a nubi luminose e talvolta vengono scambiati per UFO".
L'articolo, probabilmente inspirato da quanto pubblicato il 7 giugno sul sito Spaceweather.com sotto al titolo "strani fulmini", è dedicato agli SPRITE (
Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification), meglio ancora alla famiglia dei TLE (Transient Luminous Events), ai quali va da tempo il nostro interesse di osservatori, e con particolare riferimento all'impegno di ricerca di Oscar van der Velde, il ricercatore olandese che vive e lavora in Spagna e che con vari colleghi internazionali si occupa da qualche tempo di questi fenomeni dell'alta atmosfera e fa parte di EUROSPRITE.

Anche se l'accostamento del termine SPRITE a quello degli Oggetti Volanti non Identificati (UFO) risulta scomodo e onestamente troppo forzato, a chi si occupa di osservare e studiare gli SPRITE poiché di UFO se ne parla da sessant'anni ma se ne sparla da almeno tre decenni, e risulta un argomento fortemente degradato da un notevole apporto di "ricerche" che spesso poco o nulla hanno a che fare con le basi scientifiche e metodologiche necessarie a compiere ricerca... Ci pare quindi evidente che Caprara tenti di mettere una giusta separazione tra i due argomenti.
Vogliamo qui appoggiare questo suo tentativo ricordando che con tempi di vita di 1 ms, gli SPRITE non hanno grandi chance di essere osservati ocularmente... e scambiati per UFO. E viceversa.

martedì 9 giugno 2009

NUOVO VOLUME SU TERREMOTI APPENNINICI

Marcello Poggi ha dato alle stampe un volume dedicato all'attività sismica intitolato I TERREMOTI DEL NOSTRO APPENNINO. L'Autore lo ha voluto dedicare alla memoria di Mario Baratta (*), sismologo e geografo che a cavallo del XIX e XX secolo svolse una importante attività non solo in campo accademico (alla prestigiosa università di Pavia, dove fu professore di geografia, dal 1911 al 1935) ma anche della "ricerca sul campo" con un particolare interesse per la ricerca storica sui terremoti tanto da essere considerato uno dei fondatori della Sismologia Storica. E, oltre alla dedica, Poggi evidentemente abbraccia questo interesse dedicando una ricostruzione storica dei sismi nel triangolo incuneato tra Piemonte, Liguria e alta Emilia. Non dimenticandosi, però, di essere soprattutto impegnato nel campo professionale della divulgazione.
Laureato in Scienze Ambientali, con master in Meteorologia, l'Autore suggerisce, in pagine leggibilissime, un approfondimento per ogni argomento affrontato fornendo così le indispensabili basi per seguire al meglio l'esposizione dell'intera monografia. Un capitolo è dedicato ai fenomeni luminosi registrati nel terremoto nell'Oltrepò Pavese del 1828 e riportati anche nei lavori di Baratta.
Il volume e acquistabile contattando l'autore



Poggi, Marcello (2009)
I TERREMOTI DEL NOSTRO APPENNINO
La storia, i rischi attuali, la prevenzione
Voghera (PV): CEO - Cooperativa Editoriale Oltrepò
78 pagine, € 10,00

(*) Di Mario Baratta segnaliamo un lavoro dedicato al fenomeno "brontidi" pubblicato nella sessione LTPA del sito web del CIPH sotto il titolo
"Fenomeni acustici in atmosfera conosciuti anche come mistpoeffers scritti di: Adolfo Cancani (1900), Tito Alippi (1904-1911), Mario Baratta (1901), Ulderico Botti (1902), Umberto Pagani (1906) e Luigi Palazzo (1907)"

martedì 2 giugno 2009

ANCORA SULLO SPRITE DEL 10 APRILE

Come forse i lettori di questo blog ricorderanno (vedi post), lo scorso 10 aprile le stazioni automatiche di ripresa dell'Italian Meteor and TLE Network (IMTN) di Ferrara (gestita da Ferruccio Zanotti) e San Lazzaro di Savena (provincia di Bologna, gestita dal Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen - CIPH) avevano ripreso in contemporanea un column sprite alle 18h56m27s UT (video Ferrara; video San Lazzaro di Savena).



(Lo sprite dalla stazione di Ferrara (due frames). Copyright 2009, Ferruccio Zanotti)


(Lo sprite dalla stazione di San Lazzaro di Savena. Copyright 2009, CIPH)


Diego Valeri (ITA.TOR./IMTN) sta sviluppando in questo periodo un software, ora in versione beta, denominato ITA.SPRITES dedicato appunto agli sprites. L'applicativo triangola da due o più posizioni, individuando e dimensionando il sistema-oggetto ripreso, senza fornire, al momento, stime sulle energie, ma solo sulle distanze e dimensioni. Con l'aiuto di tale software, Valeri ha ora prodotto un'analisi, che si riassume nella tabella riportata di seguito, relativa all'evento ripreso quella sera, il primo ad essere catturato da due stazioni sul suolo italiano.

(Tabella riassuntiva analisi Valeri. Copyright 2009, Diego Valeri. In viola i valori da non considerare in successive analisi: vedi nota 1 e N.B.)

A corredo della sua analisi, Valeri fa notare che, pur tenendo conto dei valori di Ferrara, è "interessante notare come lo sprite presenti una leggera inclinazione rispetto alla verticale e sia apparso a quota sensibilmente più elevate rispetto al valore medio".

La situazione meteorologica sull'Italia di quella sera è suggerita dalla seguente immagine ripresa dal satellite NOAA 17 circa un'ora ed un quarto più tardi rispetto allo sprite catturato.


(NOAA 17, 10 aprile 2009, 20h12m UT. Immagine nel canale 10,8 μm. Copyright 2009 NERC Satellite Receiving Station, Dundee University, Dundee, UK)

Non è stato per ora possibile identificare il parent lightning, la scarica - ben visibile nel filmato di Ferrara, presumibilmente dovuta ad un sistema temporalesco multi-cluster - che ha dato origine al fenomeno nell'alta atmosfera. La rete privata Blitzortung.org, con la quale collabora il CIPH, ha infatti rilevato una sola scarica nel periodo ± 1 s rispetto all'orario dello sprite che risulta dalle registrazioni video: quella delle 18h56m27s,574999 UT alle coordinate 11,944945 43,226150, non compatibile con quanto risulta dall'analisi di Valeri. Ciò è probabilmente dovuto alla non completa copertura dell'area italiana da parte di tale rete.

(Scariche rilevate dal network Blitzortung.org fra le 18h00m e le 19h00m UT del 10 aprile 2009. Copyright 2009 www.blitzortung.org)

Sono in corso tentativi per acquisire i dati delle scariche rilevate dal consorzio EUCLID (EUropean Cooperation for Lightning Detection), rappresentato in Italia dal SIRF (Sistema Italiano di Rilevamento Fulmini) del Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) oppure dalla rete LAMPINET del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana.

(Si ringrazia Ferruccio Zanotti per aver comunicato l'osservazione e per aver autorizzato la pubblicazione delle immagini e del video; Diego Valeri per l'analisi e per averne autorizzato la pubblicazione; Enrico Arnone e Anna Odzimek (EUROSPRITE) per i pareri e la collaborazione prestata).

domenica 31 maggio 2009

TWIN EARTHQUAKE (TERREMOTI GEMELLI): UN MODELLO PREVISIONALE DEI SISMI?

Il tragico terremoto abruzzese all'inizio di aprile di quest'anno, ha sicuramente ridato enfasi al dibattito sulla possibilità di previsione dei sismi.
Un argomento complesso questo e che dovrebbe trovare i suoi momenti di approfondimento non come avviene ora solo a livello mediatico tra un sisma e l'altro, ma con una continuità gestita dai ricercatori e con qualche più possibilità di accedere a maggiori fondi per la ricerca.
Noi possiamo solamente contribuire alla diffusione delle informazioni offerte dalla letteratura scientifica internazionale che abbiano una certa consistenza e soprattutto garantiscano la verifica dei dati e la loro discussione. Ma anche, e soprattutto, dovrebbe allargarsi - su basi almeno regionali, per quanto riguarda l'Italia, nazione a rilevanza sismica - l'installazione di strumentazione per meglio monitorare l'attività sismica, in particolare per le scosse a bassa magnitudo.
Questa nostra opinione pare essere condivisa dal geologo Valentino Straser, di Parma. Straser, che da anni sostiene esservi correlazione tra particolari configurazioni di orbite planetarie nel nostro sistema solare e quelli che sono definiti in letteratura scientifica "Twin Earthquake", "terremoti gemelli": tecnicamente TE, auspica un aumento e una distribuzione capillare di strumenti per la rilevazione dei sismi anche di bassa magintudo
L'ipotesi di Straser, infatti, assume come punto base di partenza che i TE che si ripetono con un intervallo regolare di circa 300 giorni, in coincidenza con particolari configurazioni di orbite planetarie e la loro relativa regolarità permettano, con un margine limitato di errore, di fare previsioni attendibili in termini di latitudine e longitudine dell'epicentro.
Terremoti a bassa magnitudo nell' Appennino emiliano, assicura Straser, sono stati previsti con successo nel periodo dal 2006 al 2008. Le ultime due previsioni, eseguite con successo lo scorso dicembre, hanno riguardato due sismi avvenuti nella zona interessata dalla faglia di San Andreas, in California.

http://www.ncgt.org/newsletter.php
Vedi:
Issue 46 March 2008 (6486 KB)
Straser, Valentino. PLANETARY PERTURBATIONS AND ‘TWIN EARTHQUAKES’: A MODEL FOR THE LONG-TERM PREDICTION OF EARTHQUAKES, p. 35

Issue 48 September 2008 (7,985 KB)
Letters to the Editor Planetary alignment and earthquakes, Valentino STRASER and Martin KOKUS. p.3

mercoledì 27 maggio 2009

FOCUS n° 200 "LE LUCI DEL TERREMOTO"

Il numero 200 della rivista FOCUS, dedica all'argomento "luci sismiche" un lungo articolo di Cristiano Fidani e Andrea Parlangeli.

Partendo dal concetto che la scossa di terremoto è solo una parte del fenomeno terremoto e che prima, durante e dopo l'evento parossistico avvengono sottoterra una complicata serie di fenomeni elettrici e magnetici che incidono anche sulla normale situazione del terreno, dell'acqua e dei gas, i due autori, il primo, fisico e autore anche di un volume sulle anomalie elettromagnetiche associate ai terremoti, il secondo giornalista, caposervizio del suddetto mensile divulgativo del gruppo Mondadori, ma anche fisico laureato alla Normale di Pisa, passano in rassegna in particolar modo tutti i fenomeni associati ai sismi che cadono nel dominio della percezione sensoriale umana: rombi, fenomeni luminosi, comportamenti anomali degli uomini e degli animali, ecc. Racconti ed esperienze che necessariamente vengono alla luce spesso dopo un po' di tempo dal sisma, anche perché le emergenze causate dal terremoto, che spesso, purtroppo, causano vittime e distruzioni, portano su altri aspetti drammatici l'attenzione anche dei ricercatori.
Ma esiste una ricerca internazionale su questi eventi che produce letteratura scientifica, sperimentazione, teorizzazione e ipotesi. Una ricerca che spesso individua qualche interessante ipotesi da verificare anche nel campo dei precursori sismici, e quindi della possibilità, in linea teorica, di creare modelli di predizione degli eventi. Come sempre FOCUS dedica alcuni box sui personaggi principali di queste ricerche (Friedemann Freund, della NASA, ad esempio) e su argomenti che paiono al momento in un qualche modo contigui, se non sovrapponibili, alle cosiddette EQL, o "luci sismiche": fulmini globulari, nubi iridescenti, lampi, fiammelle vaganti ed altre anomalie.

Ringraziamo la rivista FOCUS per aver indicato tra le fonti di rilievo su questi argomenti il nostro sito web

sabato 16 maggio 2009

BIBLIOGRAFIA CRONOLOGICA SU "FUOCHI DI S.ELMO", "FUOCHI FATUI" E "EARTH LIGHTS"

Alla data del 15 maggio 2009 la "Chronological Bibliography on Saint Elmo's Fires, Ignes Fatui and Earth Lights", redatta in inglese da Giuseppe Stilo, coordinatore del progetto CISU "Progetto Earth Lights" e da Roberto Labanti, conta ben 2061 entrate di fonti internazionali in tredici lingue differenti, ordinate in senso cronologico ed in larga misura accompagnate da un breve commento.
Il repertorio bibliografico, che auspichiamo presto sia reso fruibile ai ricercatori di questo vasto soggetto LTPA, copre un lungo arco temporale compreso fra il 1497 ed il 2009.

martedì 12 maggio 2009

2008-2009: UN ANNO DI BIBLIOGRAFIA LTPA ONLINE



Il 12 maggio 2008 iniziava la pubblicazione online della Bibliografia Internazionale su Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera.
A tutt'oggi quasi 5000 entrate coprono i riferimenti bibliografici dei più noti soggetti di questo argomento:
BL: Ball lightning (fulmini globulari)
EF: Electrophonics (suoni elettrofonici)
EL: Earth lights (luci telluriche o terrestri)
EQL: Earthquake lights (luci sismiche)
HP: Hessdalen phenomena (fenomeni di Hessdalen)
SP: Seismic precursors (precursori sismici)
TLE: Transient luminous events (eventi luminosi transienti)
TST: Tectonic strain theory (teoria dello stress tettonico).

La banca dati è stata fino ad oggi interrogata da circa 4300 visitatori e tra questi circa 300 sono visitatori tornati altre volte a cercare fonti bibliografiche. I visitatori, attualmente, provengono da 35 diversi paesi del mondo (ai primi posti USA, Francia, Russia, Giappone...).
Interessante la permanenza dei visitatori sul data base con il 38% che interroga per tempi che vanno dai 5 minuti a oltre un'ora e, a nostro avviso particolarmente interessante, con un 12.1 % del totale per oltre un'ora.

Dobbiamo ricordare, infine, che il data base è pubblicizzato solo nei nostri siti web. Ricercando , però, su motori di ricerca (Google, ad esempio) con il titolo della fonte che vogliamo trovare, spesso appare indicizzato nelle prime posizioni proprio l'URL del nostro database:



Il sito è dedicato a Stanley Singer (1925-2008) che dedicò ad uno dei soggetti del vasto campo dei Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere, quello dei Ball Lightning, i Fulmini Globulari, gran parte della sua vita e della sua scienza.

Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen
Smart Optical Sensors Observatory





lunedì 11 maggio 2009

10-14 MAGGIO 2009, AGU CHAPMAN CONFERENCE SU TLE IN PENNSYLVANIA

Si è aperto ieri 10 maggio questo importante meeting internazionale.
Puntando qui è possibile scaricare il file pdf del programma definitivo e completo degli abstract dei lavori presentati.

sabato 9 maggio 2009

SPRITE LUGANESE DEL 4 MAGGIO

La Confederazione Svizzera non è nuova a riprese di sprites. Nell'ultimo decennio, l'astrofilo e studioso di ottica atmosferica Mark Vornhusen ha infatti all'attivo diverse catture effettuate attraverso la sua stazione automatica di ripresa (a Gais nel Canton Appenzello Esterno) o attraverso la sua fotocamera digitale (alcune immagini sono visibili qui).

Si aggiunge ora agli osservatori elvetici un altro astrofilo, Ivaldo Cervini, nuovo partecipante al network IMTN, con la sua Stazione Automatica di Rilevazione delle Meteore di Breganzona (SARM_BR), attiva dal 17 aprile scorso a Lugano (Canton Ticino) ed equipaggiata con videocamera Mintron MTV-12V6HC-EX e software UfoCapture; la stazione ha un field of view che copre buona parte dell'Italia settentrionale.

(SARM-BR, field of view della camera M1. Elaborazione di Ivaldo Cervini su base Ufocapture. Copyright Ivaldo Cervini, 2009)

Cervini ha infatti ripreso un cluster di column sprites, probabilmente legato all'attività temporalesca che il radar meteorologico dell'Office fédéral de météorologie et de climatologie MétéoSuisse mostrava essere presente sulla Lombardia, alle 19h55m50s UT (21h55m CEST) dello scorso lunedì 4 maggio.

(Copyright Ivaldo Cervini, 2009)

(Met-9, 04 maggio 2009, 20.00 UT. Immagine nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

Complimenti all'Autore per questa sua prima cattura, benvenuto nella comunità di osservatori non professionisti di eventi luminosi transienti e auguri alla sua nuova stazione!

(Si ringrazia Ivaldo Cervini per aver comunicato l'osservazione e per aver autorizzato la pubblicazione dell' immagine)

venerdì 8 maggio 2009

PRIMI SPRITES DI MAGGIO RIPRESI DA SOSO?

Nella notte fra il 2 e il 3 maggio, quando diversi nuclei temporaleschi, con forte attività elettrica, erano presenti sull'Italia centrale, la nostra stazione automatica SOSO di San Lazzaro di Savena (CIPH, aderente all'Italian Meteor and TLE Network) ha ripreso due possibili eventi sprites fra le 22h58 e le 23h20m UT.


(Met-9, 02 maggio 2009, 22.00/23.00 UT. Immagini nel canale 10,8 μm a colori. Copyright 2009 EUMETSAT)

22h58m02s UT del 02.05.2009 (00h58 CEST del 03.05.2009) (video)

Possibile column sprite a bordo campo.


23h20m32s UT del 02.05.2009 (01h20m CEST del 03.05.2009) (video)

Altro probabile cluster di column sprites sempre a bordo campo, visibile in due frames.




Il fatto che i supposti transient luminous events siano collocati in quella posizione del campo di ripresa non permette di escludere che quanto registrato sia dovuto piuttosto ad un riflesso interno all'obiettivo dovuto ad un fulmine fuori campo. Il secondo evento ha comunque le caratteristiche che ci si aspetterebbe di trovare in presenza di sprites e l'analoga collocazione apparente rispetto al primo, parziale, spinge per quest'ipotesi anche per quello.

mercoledì 29 aprile 2009

10 ANNI DEL CIPH E PRIMI 2 ANNI DEL PROGETTO CIPH-SOSO

Si sono conclusi in questi giorni i primi due anni di attività del Progetto SOSO, Smart Optical Sensors Observatory, (2007-2009) e iniziato il decimo anno di quella del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen, CIPH, (2000-2009).
Per SOSO, 730 giorni di attività (anzi 731... Il 2008 era bisestile..) per oltre 8770 ore di monitoraggio. Oltre 2000 tra meteore e bolidi registrati, molti di questi in contemporanea con altre stazioni con possibilità di triangolazione e ricostruzione della traiattoria e dell'orbita del meteoroide generatore, con anche articoli pubblicati su riviste di divulgazione astronomica.
E ancora: un centinaio di registrazioni di SPRITE (Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification) e ben metà di queste riprese da tre postazioni diverse più una stazione mobile (FE2008, occasionalmente in Sardegna) collegate in rete con SOSO, con report apparsi su EUROSPRITE. Una di queste osservazioni in simultanea su due differenti stazioni con possibilità a triangolare questi rari eventi (Transient Luminous Events, TLE) praticamente mai registrati prima del 2007 in Italia.


Vanno conteggiate, per il testaggio delle risorse della stazione, anche decine di riprese di satelliti artificiali e della stazione internazionale ISS.
Grazie alla creazione del network Italian Meteor and TLE Network, IMTN, alla quale ha contribuito il CIPH-SOSO, attualmente utilizziamo due piattoforme operataive diverse (LINUX e WINDOWS).


Oltre alle risorse strumentali in campo ottico, SOSO e SOSO PH2009 - Progetto He.R.A,. (Hessdalen Research Association) un container - shelter - per l'alloggiamento della strumentazione, in fase di completamento. è già attivo un sistema di rilevamento fulmini, operante nella rete BLITZORTUNG collocato sempre a Idice, ed entro l'anno contiamo nell'operatività di un sistema VLF e uno per la rilevazione di segnali infrasonici e probabilmente una rete sismologica se saranno risolti i problemi di collocazione idonea.

Nel frattemo sono attivi il sito web ufficiale del CIPH , quello dedicato a CIPH-SOSO, con due telecamere on-line, una "paesaggistica" per la visualizzazione anche climatica della località da dove opera SOSO e l'altra con funzione di vero monitoraggio in videomotion; il sito della Bibliografia Internazionale su LTPA, con circa 5000 entrate e il CIPHnewsBLOG, con circa 120 news. Complessivamente i siti pubblicano e hanno in archivio centinaia di pagine di report, articoli, relazioni, e news con decine di link verso altre risorse. Il CIPH ha inoltre quattro ML, due pubbliche, una per le notizie del Comitato e l'altra di annuncio di news, e due interne.

Nei dieci anni di attività del CIPH sono state realizzate una decina di missioni in Norvegia con circa una ventina di persone coinvolte. E' stato realizzato un workshop, International Project Hessdalen Workshop 2006, IPHW2006, e pubblicati i proceeding (190 pagine, 25 contributi da 36 autori).


Ottime anche le sinergie con ambienti scientifici e universitari per argomenti non legati ai soggetti di nostro interesse come ad esempio quella con l'Università della Tuscia, dip. Di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile di Viterbo per la caratterizzazone molecolare di funghi melanizzati in rocce provenienti da ambienti estremi con la raccolta di campioni di rocce prelevati al 62 parallelo, nella valle di Hessdalen. Collaborazione referenziata in articoli e poster presentati a convegni e in una tesi di laurea.
Il CIPH ha contribuito anche alla realizzazione di documentari video, ha partecipato a conferenze e prodotto articoli anche di divulgazione, partecipato a meeting internazionali. Ha, inoltre, partecipato concretamente alla realizzazione di strumentazione che ha costituito l'argomento di tre tesi di laurea.

ARTICOLO SU HESSDALEN SULLA RIVISTA NUOVO ORIONE

Sul numero attualmente in edicola del mensile di informazioni astronomiche e spaziali Nuovo ORIONE - maggio 2009 - un lungo e dettagliato articolo di Antonio Lo Campo dal titolo "Le sfere di Luce di Hessdalen". In 6 pagine con molte immagini, l'autore illustra gli oltre dieci anni di attenzione di ricercatori italiani sui fenomeni luminosi in atmosfera riferiti in decenni di cronache e report dalla valle norvegese e alla base della nascita e del Project Hessdalen.
Interviste ai protagonisti di questa impegnativa ricerca ed illustrazione delle ipotesi sulla natura dei fenomeni di Hessdalen introducono il lettore alla necessità di una prospettiva di continuità nella ricerca che vede il Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen protagonista dal 2000 ad oggi.

lunedì 20 aprile 2009

LUCI SISMICHE A L'AQUILA? NON SOLO...

Dal comportamento degli animali alla sensazione di odori di gas e zolfo, molte interessanti testimonianze sono state raccolte dal fisico Cristiano Fidani, esperto di anomalie elettromagnetiche associate ai fenomeni sismici, nella regione del terremoto nell'aquilano.
Più impressionante è l'osservazione riferita dall'Aquila con la segnalazione di fulmini, lampi e bagliori (luci sismiche?), ma anche vere e proprio fiamme e fuochi in una zona tra L'Aquila e Paganica durante la scossa principale.
Ma le persone testimoni dirette degli eventi e coinvolti in prima persona dichiarano anche forti mal di testa e riportano l'abbaiare dei cani, un abbaiare addirittura ad intervalli molto regolari.

Dalle 03:23 di quel 6 aprile a L'Aquila questi fatti aneddotici divengono testimonianze da raccogliere "L'importanza della raccolta di queste testimonianze risiede nello sforzo di comprendere meglio che cos'è il terremoto e quali sono le grandezze fisiche che vi prendono parte", sottolinea Cristiano Fidani e aggiunge "... a cento anni dal catastrofico terremoto di Reggio Calabria e Messina, in occasione del quale osservazioni simili furono raccolte dagli scienziati italiani che si recarono nelle zone colpite, ci si domanda se questi fenomeni sono stati dimenticati dalla scienza".
Forse sono solo stati superati dalle urgenze del momento: i soccorsi alle vittime, la logistica della sistemazione degli sfollati, l'organizzazione del "dopo terremoto".
Ed è relegata al "dopo terremoto" la necessita' evidente di non perdere queste informazioni sulle "luci simiche" (EarthQuake Lights, per gli addetti ai lavori, EQL nell'acronimo ormai accettato e su fenomeni anomali che hanno interessato la zona del sisma.

Il nostro blog è impegnato nella raccolta di questi dati

Richiedere il semplice questionario a info@itacomm.net





sabato 18 aprile 2009

TLE REGISTRATI IN ISRAELE DA ILAN SCIENCE TEAM

Tre eventi SPRITE sono stati registrati dagli strumenti del team dell'Università di Tel Aviv lo scorso 8 aprile. Presente, in quel momento, un sistema di bassa pressione atmosferica sull'isola di Cipro
http://ilan-tle.blogspot.com/2009/04/passover-sprites.html

sabato 11 aprile 2009

ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK: PRIMO CONCRETO RISULTATO SU MONITORAGGIO TLE

Questo flash informativo, in attesa del consueto report, per informare che le stazioni di Ferrara [lat. 44.8181 N long. 11.6167 E], gestita da Ferruccio Zanotti e la stazione SOSO (Smart Oprical Sensors Observatory) di Idice di San Lazzaro di Savena [lat. 44.454720 N long. 11.447780 E], Bologna, ambedue afferenti all'Italian Meteor and TLE Network, hanno registrato la sera del 10 aprile un TLE (Transient Luminous Events) in contemporanea alle ore 18,56 (UT). La prima osservazione simultanea di più strumenti in ambito italiano di un column SPRITE.

Questa le immagini:

SOSO, Idice, San Lazzaro di Savena, Bologna
il filmato VIDEO

Ferruccio Zanotti, Ferrara
il filmato VIDEO






giovedì 26 marzo 2009

SPAZZATURA SPAZIALE: MONITORAGGIO DA TERRA

Comunicato stampa congiunto INAF-ASI: i radioastronomi dell'INAF, nell'ambito di un progetto finanziato dall'ASI, sono riusciti a individuare alcuni frammenti dei satelliti distrutti in orbita qualche tempo fa. 25 marzo 2009

Un "super radar" per la spazzatura spaziale


L’impatto avvenuto nello spazio lo scorso febbraio fra un satellite americano e uno russo ha lasciato in orbita una scia di detriti. Ora i radioastronomi dell’INAF, nell’ambito di un progetto finanziato dall’ASI, sono riusciti a individuarne alcuni frammenti grazie a una sorta di «super-radar»: due radiotelescopi, uno in Ucraina e uno in Italia, utilizzati rispettivamente come trasmettitore e come ricevitore.

Hanno perlustrato per ben due ore il luogo dell’incidente alla ricerca di sei frammenti, fino a che non sono riusciti a rinvenirli tutti. Questa volta, però, non si tratta della Polstrada, bensì dei ricercatori dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna e dell’Osservatorio Astronomico di Torino, entrambe strutture dell’INAF (l’Istituto Nazionale di Astrofisica). E il «sinistro» che hanno osservato non ha avuto luogo qui sulla Terra: è quello avvenuto il 10 febbraio scorso, a 800 chilometri sopra le nostre teste, quando il satellite americano Iridium 33 e quello russo Cosmos 2251 sono entrati in collisione. Dando origine al primo «scontro spaziale» tra due satelliti artificiali documentato, nonché a una pericolosissima scia di frammenti di svariate dimensioni.

L’occasione ideale per mettere a punto un progetto italiano per il monitoraggio dei detriti spaziali, finanziato dall’ASI (l’Agenzia Spaziale Italiana), basato sull’utilizzo di due radiotelescopi, strumenti dedicati di solito alla ricerca astrofisica, come se fossero un cosiddetto «radar bistatico»: costituito cioè da un trasmettitore e un ricevitore indipendenti.

«Come trasmettitore abbiamo usato il radiotelescopio di Evpatoria, in Ucraina, e come ricevitore la parabola da 32 metri di Medicina, nei pressi di Bologna», spiega Stelio Montebugnoli, responsabile della Stazione radioastronomica INAF di Medicina. Il test, condotto nel tardo pomeriggio del 23 marzo scorso, ha avuto pieno successo. «Tutti e i sei i detriti da noi scelti», conferma Emma Salerno, ricercatrice presso l’Istituto di Radioastronomia, «sono stati registrati con rapporti segnale/rumore molto elevati. Tutti piccoli frammenti che viaggiano a velocità elevatissime, attorno ai 25mila chilometri all’ora».

«Il problema della spazzatura spaziale è sempre più pressante, come ha dimostrato anche l’episodio avvenuto il 12 marzo scorso, quando il rischio di una collisione ha costretto a evacuare d’emergenza per alcuni minuti la Stazione spaziale internazionale», commenta Claudio Portelli, responsabile del progetto per l’Agenzia Spaziale Italiana. «L’esperimento di Medicina dimostra che i radiotelescopi possono essere un valido aiuto per monitorare i detriti in orbita, destinati a essere sempre più numerosi».

Proprio in questi giorni, tra l’altro, è in corso a Darmstadt, in Germania, la riunione dell’Inter Agency Space Debris Coordination Commitee, che vede riunite 11 agenzie spaziali di tutto il mondo, tra cui l’ASI, per elaborare soluzioni per il problema di detriti spaziali.

Immagini e informazioni sui detriti spaziali

http://www.asi.it/it/news/detriti_spaziali_che_fare

Alcuni membri del team. In piedi da sinistra: Marco Bartolini, Giuseppe Pupillo, Luca Zoni, Salvatore Pluchino. Accovacciati da sinistra: Lorenza Parlante, Stelio Montebugnoli, Emma Salerno

venerdì 20 marzo 2009

SPRITE-SAT, UN SATELLITE GIAPPONESE IN ORBITA PER I TLE-SPRITE

SPRITE-SAT è stato lanciato con successo dal giapponese Tanegashima Space Center il 23 gennaio scorso. Il satellite è stato inserito correttamente in orbita e i segnali radio dal satellite sono ricevuti presso la stazione a terra di Tohoku.

Sequenza lancio qui

SPRITE-SAT è un micro-satellite di peso inferiore a 50 kg, sviluppato dalla Tohoku University. Il satellite ha per compito l'osservazione di emissioni luminose in atmosfera chiamate "SPRITE" (letteralmente “spiritello”, un acronimo dalle parole Stratospheric/Mesospheric Perturbations Resulting [from] Intense Thunderstorm Electrification) Gli "SPRITE" sono un tipo di TLE /Transient Luminous Event -evento luminoso transitorio- osservati in atmosfera (di solito 40-90 km di altitudine, dalla stratosfera superiore alla mesosfera), scoperte per la prima volta nel 1989.
Il satellite è conosciuto anche con il nikname RISING, un sopranome che gioca sull’assonanza con RAIJIN, il dio della mitologia giapponese del tuono e del fulmine.


Si ritiene che i temporali di grandi dimensioni siano in grado di produrre tali eventi, ma un vero e proprio meccanismo è ancora sottoposto ad intense verifiche e non ha ancora concesso certezze, e questo sebbene ampi studi siano stati effettuati in questi anni. Ad esempio non è ancora chiaro a quale modello si riferisca la loro struttura orizzontale, e questo anche perché è difficile da cogliere da terra con gli strumenti di monitoraggio video come il nostro Smart Optical Sensors Observatory.
SPRITE-SAT potrà, dalla sua orbita polare a 660 km di altezza, individuare la struttura orizzontale e i rapporti fisici tra SPRITE e i lampi nube-terra (CG, Cloud-to-Ground). Il satellite inoltre fornirà una chiara mappatura della distribuzione globale dei TLE.

Oltre al primario obiettivo SPRITE, il piccolo satellite giapponese è incaricato anche dell’osservazione di brevi esplosioni di raggi gamma provenienti dallo spazio osservate dal 1960. Recenti osservazioni suggeriscono, però, che brevi lampi di raggi gamma si verificano anche nell'atmosfera terrestre. Tali esplosioni, chiamate Flashes Gamma-ray Terrestri (TGF), sono considerati generati da fotoni ad alta energia in atmosfera e si suppone possano avere un forte rapporto con gli Eventi Luminosi Transitori (TLE), e tra questi gli SPRITE.
SPRITE-SAT ha sensori adatti anche per osservare e registrare i TGF. Al verificarsi di una osservazione simultanea di TLE e TGF, grazie alla massima precisione nei tempi registrati dagli strumenti, di questi eventi, si potranno rilevare e proporre nuovi modelli per descrivere il rapporto tra questi fenomeni.

INFO DETTAGLIATE