Il video mostra un elve che attraversa il campo video, e, dopo un lungo periodo di quiete, si possono chiaramente seguire gli sviluppi di uno sprite.
* vedi: Stilo, Giuseppe (2008) LTPA: l'area dei fenomeni d'interesse del CIPH
Le news del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen/Smart Optical Sensors Observatory.
Alla fine di questa pagina: PERCORSO PER UN BLOG CIPH/SOSO SUI FENOMENI LUMINOSI TRANSITORI IN ATMOSFERA
Pubblicato da
Renzo Cabassi
a
14.32.00
| PERCORSO PER UN BLOG CIPH/SOSO SUI FENOMENI LUMINOSI TRANSITORI IN ATMOSFERA Nel 2000 il CIPH (Comitato Italiano per il Project Hessdalen) iniziava la sua attività di supporto al Project Hessdalen norvegese, animato da Erling P. Strand e da Bjørn G.Hauge. Il Project Hessdalen attirò davvero la nostra attenzione quando Erling Strand scorse la possibilità di un nuovo salto di qualità nella collaborazione tra l'ØstfoldCollege, dove lavora, ed il team di ricercatori tecnologi del Radiotelescopio di Medicina (Bologna), diretto da Stelio Montebugnoli. Fu così che sorse ciò che allora si chiamava "programma EMBLA", un protocollo di collaborazione al quale partecipava per la parte italiana Montebugnoli, con il suo braccio destro Jader Monari, che agì sotto l'egida dell'Istituto di Radio Astronomia (IRA) di Bologna a quel tempo istituto del CNR, ora divenuto parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF. I tanti tipi di Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera (FLTA), visti con un taglio scientifico e "strumentalista" sono il principale oggetto di studio del CIPH. Fu per questo che esso si offrì ai ricercatori italiani di EMBLA come supporto organizzativo, logistico e, soprattutto, finanziario, consapevole di non essere formato da scienziati, ma da privati interessati ad aiutare lo studio di fenomeni che faticano a crearsi uno spazio tra le discipline scientifiche sia per via della loro asserita rarità e casualità sia per una serie di incrostazioni mitiche che riguardano sia i testimoni sia gli scienziati. Il CIPH sponsorizzò fin dalla la prima missione, EMBLA2000, supportando poi a lungo la costruzione della strumentazione, dapprima destinata soprattutto al campo radio. E siamo giunti all'ottavo anno di ininterrotta collaborazione. Questo supporto e contributo alla ricerca sono continuati fino ad oggi anche grazie ad alcuni appassionati che operano nella ricerca amatoriale dell'ambiente astrofilo ed in quello ufologico, ambienti certo distanti ma composti da attivi appassionati, e sono diventati sempre più rilevanti per la realizzazione delle missioni italiane che si sono succedute dal 2000 fino all'ultima di manutenzione tecnica del 2007 ad opera di Jader Monari, Domenico Caliendo, Stelio Montebugnoli e di Bjørn Gitle Hauge, per il Project Hessdalen/Østfold College. Nel 2006, sull'onda dei suggerimenti del fisico Peter Sturrock e del suo Panel sugli "Oggetti Volanti Non Identificati" tenutosi nel '97 a Pocantico, USA, ribaditi poi dallo storico della fisica Matteo Leone e con l'esigenza di fare il punto della ricerca sulle luci di Hessdalen e su fenomeni ad esse simili, il CIPH ha organizzato un workshop, l'International Project Hessdalen Workshop 2006 (IPHW2006), al quale hanno partecipato coloro che negli anni hanno orbitato attorno all'attività della parte norvegese dello studio e naturalmente intorno al CIPH. Dopo pochi ma intensi mesi di lavoro da parte di Massimo Silvestri, che poteva contare su alcuni sponsor in attrezzature reperiti dal CIPH, la stazione SOSO (telecamere, computer, programmi, ecc.) veniva prima provata al planetario annesso al telescopio di San Giovanni in Persiceto (Bologna) con il supporto del suo direttore, Romano Serra e degli astrofili ferraresi del gruppo Columbia, poi installata in un luogo del tutto casuale per ulteriori prove "sul campo". L'idea, non nuova, era di creare una stazione automatica di rilevamento di allarmi luminosi che in seguito fosse in grado di interfacciarsi con altri strumenti nel campo del non ottico (VLF, ULF, radar, ecc.) e di poter in seguito registrare uno spettrogramma in modo automatico. Quando il nostro sistema SOSO prese a funzionare sul campo iniziò da subito a registrare una serie di eventi luminosi, identificati o ancora in via di analisi. Il 18 luglio 2007 SOSO rilevava e registrava un primo, importante transito di un bolide di grande luminosità. Pur non essendo interessato in modo diretto ai fenomeni meteorici il nostro comitato informava gli astrofili ed i fisici che a quell'area di studio fanno riferimento e dopo poche ore, grazie a SOSO il fisico Albino Carbognani tracciava la traiettoria del bolide indicando la presunta provenienza spaziale di quel corpo. Altre meteore e bolidi sono stati registrati, ma gli eventi più importanti sono stati quelli dei primi fenomeni della classe dei TLE (sprites) registrati sul territorio italiano. I TLE (Transient Luminous Events) sono una serie di fenomeni ionosferici di cui abbiamo una conoscenza strumentale solo dal 1989, a riprova che ancora oggi molte cose che accadono nell'atmosfera sono da scoprire o rimangono poco chiare. Da qualche tempo la nostra opera di supporto al Progetto Hessdalen e lo sviluppo operativo di SOSO sembrano essere soggetti ad una serie di rapidi sviluppi che ci fanno ben sperare. Dal 6 gennaio 2009 il CIPH-SOSO è partner dell' Italian Meteor and TLE Network Qualsiasi collaborazione o commento da parte di chi condivide i nostri interessi sarà graditissimo. |
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