domenica 1 marzo 2009

ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK SUL CAMPO. IL SUPERBOLIDE DEL 13 FEBBRAIO 2009: ALLA RICERCA DI PROBABILI METEORITI

Notte fra il 13 e il 14 febbraio 2009 . Le stazioni di monitoraggio automatico di Ferrara e Rieti della Italian Meteor and TLE Network registrano l'entrata e il veloce passaggio in atmosfera di alcuni bolidi, alle ore locali 21.03, 21.26, 22.52 e 06.16 del 14.
Verranno di seguito raccolte altre segnalazioni, perlopiù di astrofili, che renderanno quella notte, per il momento limitatamente ai primi mesi dell'anno, la "Notte dei bolidi"... Ma anche del "superbolide"!
Più precisamente quello delle 21.03 (ora esatta UTC: 20h.03m.29s±1).

REGISTRAZIONE POSTAZIONE RIETI
video



foto Diego Valeri 2009

Per "superbolide" s'intenda un bolide molto luminoso, nel nostro caso valutato a magnitudine -16.9±2.7 [la magnitudine si esprime su base logaritmica e in senso inverso a quello che la logica delle misure imporrebbe, ovvero più l'oggetto è luminoso più il valore espresso è minore, e così i corpi misurati hanno un valore negativo se luminosi (la Luna è magnitudine m-12,5, Venere al massimo del suo splendore m-4,5, il Sole m-26 e la Stella Polare, tanto decantata come punto di riferimento per viandanti notturni, assai meno luminosa di Sirio (m-1,47) con il suo valore positivo di m2].
A poche ore dalle osservazioni, e, grazie anche ad osservazioni strumentali simultanee, saranno disponibili i primi calcoli e rapidamente disponibili anche la formulazione di una traiettoria con la conseguente ipotesi di un punto d'impatto a terra.
Sarà' quindi possibile disegnare un'area di ipotetico impatto e vista la situazione meteo non negativa, progettare anche una spedizione per tentare il ritrovamento di reperti.
Viene deciso che domenica 22 febbraio, un gruppo di una ventina di persone, con la collaborazione di carabinieri locali e di uomini della protezione civile, batteranno la zona di Rignano Sabino e Calcata, a 40 chilometri a Nord di Roma.

Organizzati in 2 gruppi, con l’aiuto dei carabinieri, seguiti dall'alto da un aeromobile della protezione civile che osserverà per un'ora circa la battuta ed eseguirà una ripresa televisiva dell'operazione. L'ampiezza della zona non ha permesso di controllare più del 15% dell'area di presunto impatto.
Anche se la battuta di caccia al meteorite non ha dato frutti in quanto a reperti, alcune testimonianze oculari sono state raccolte per una migliore collocazione della zona da battere, all'ancor giovane network - ha iniziato la sua attività il 6 gennaio di quest'anno - ha dato importanti indicazioni per il lavoro in futuro. La prima è quella della possibilità di calcolare in tempi rapidi traiettoria e possibile/probabile punto d'impatto, la seconda è che è possibile in tempi veloci mettere assieme un gruppo di intervento da trasferire in zona, chiedere ed ottenere la collaborazione di carabinieri, protezione civile e cittadinanza.
Vi sono poi strumenti che potrebbero agevolare la ricerca di possibili meteoriti generati da meteoroidi osservati nella loro entrata in atmosfera, come i radar civili e militari ed anche sistemi di registrazione sismologica in grado di registrare non tanto il "crash" del corpo cosmico, ma l'onda di pressione del corpo durante il suo tragitto nella parte della bassa atmosfera, cstrumenti che si auspica potranno in futuro essere accessibili all'Italian Meteor and TLE Network.

La stessa notte un altro bolide è stato ripreso dalla stazione di Ferrara e dallo Smart Optical Sensors Observatory a Idice di San Lazzaro di Savena alle 21.52 UTC (ora locale, +1)



il briefing con i Carabinieri


le prime fasi della battuta

* si ringrazia per la collaborazione Ferruccio Zanotti
CIPH-SOSO è partner dell' ITALIAN METEOR AND TLE NETWORK




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