Le news del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen/Smart Optical Sensors Observatory.
Alla fine di questa pagina: PERCORSO PER UN BLOG CIPH/SOSO SUI FENOMENI LUMINOSI TRANSITORI IN ATMOSFERA
sabato 14 giugno 2008
FULMINI GLOBULARI: ALLUCINAZIONI INDOTTE DA RADIAZIONI EM? PARREBBE DI NO
venerdì 6 giugno 2008
SEGNALI IONOSFERICI PRIMA DEL SISMA DEL SICHUAN?
http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7435324.stm
In esso si riferisce che chiari disturbi elettrici nell'alta atmosfera sono stati registrati nei giorni precedenti il disastroso sisma cinese del 12 maggio scorso.
Stuart Eves si è detto ottimista circa le conseguenze dell'osservazione: "l'evidenza suggerisce che stiamo per passare il limite oltre il quale disporremo di una tecnologia praticamente utilizzabile", anche rimangono se gravi problemi, ad esempio quelli relativi a quanto tempo possa intercorrere fra i segnali ed il sisma. Freund ritiene inoltre che questo tipo di precursore vada integrato con altri, ad esempio con l'aumento delle emissioni IR dalle zone epicentrali - cavallo di battaglia di F. Freund - con le anomalie dei campi elettromagnetici a bassisime frequenze, ecc.
Altri però continuano ad essere prudenti sull'intera questione. Mike Blanpied, dello US Geological Survey (USGS), ha dichiarato alla BBC che il collegamento tra i fenomeni che si producono in laboratorio ed i processi naturali non è ancora stato dimostrato ed ha avanzato due critiche principali al modello di Freund. In primo luogo, ha rilevato che gli esperimenti sono stati fatti su rocce secche a pressioni e temperature ambiente ma che nelle profondità della crosta ogni minima cavità rocciosa è rimpita da soluzioni di minerali e che esse sono soggette ad alte temperature e ad alte pressioni. In secondo luogo, Blanpied ha osservato che l'ipotesi presuppone che alcuni giorni prima dei sismi si verifichino rapidi cambiamenti nelle tensioni e nelle deformazioni crostali. Ebbene, per quanto noto questi rapidi cambiamenti non sono mai stati rilevati prima dei terremoti, cosa che potrebbe indurre a pensare che come precursori siano troppo deboli per essere registrati e dunque utilizzati.
Pur ammettendo che la teoria richiede ancora molto lavoro, Minoru Freund ha aggiunto di star lavorando ad un progetto per mettere in orbita un sistema di pronto allarme basato su almeno tre satelliti posti in orbita terrestre.
giovedì 5 giugno 2008
I PRECURSORI DEL SISMA CINESE DI TANGSHAN (1976)
Esso ha riportato alla luce alcune delle tante testimonianze su fenomeni anomali di vario genere che furono osservati prima dello spaventoso sisma di Tangshan, che secondo le stime più prudenti uccise in quella zona del nord del Paese nelle prime ore del 28 luglio 1976 almeno 240.000 persone, diventando così il peggior terremoto della storia moderna.
Fu Wunran, che a suo tempo era un giovane contadino, ha ricordato per la stampa che prima della scossa i cani presero ad abbaiare ed a guaire in modo straziante, che mucche e cavalli sbattevano la testa contro le pareti delle stalle e che topi e serpenti erano usciti in gran quantità allo scoperto. Nelle settimane precedenti il disastro, inoltre, il livello delle acque dei pozzi era diminuito in modo vistoso per aumentare di colpo poche ore prima della scossa. Alcune sorgenti addirittura produssero degli zampilli d'acqua assai intensi e mai visti prima.
Jiang Mo, 59 anni, ha invece rammentato di aver visto quella notte, insieme a molti altri, delle EQL mentre era sveglio per il gran caldo. Le ha descritte come "simili a delle esplosioni, a dei lampi intensi ed improvvisi, ma del tutto silenziosi".
giovedì 29 maggio 2008
JEM-EUSO: UN OSSERVATORIO SPAZIALE PER I TLE
Si parla del JEM-EUSO, Japanese Experiment Module-Extreme Universe Space Observatory, un modulo-osservatorio che verrà collocato sulla ISS, Stazione Spaziale Internazionale, dedicato in particolare alla rilevazione di raggi cosmici, osservati però in una prospettiva diversa. Non più da terra verso il cosmo, ma dallo spazio verso la Terra.
Durante la missione uno degli obiettivi del JEM-EUSO, sarà la registrazione di TLE (Transient Luminous Events): sprite, elves e blue jet in particolare. L'intenzione è quella di fornire una mappatura di tali eventi possibilmente anche con la registrazione delle brevi emissioni di radiazione gamma, che "potrebbero essere dovute agli elettroni prodotti dalla cascata di un raggio cosmico primario, e venire successivamente accelerati dai campi elettrici associati ai temporali". JEM-EUSO, proseguono gli Autori, "potendo misurare sia i raggi comici che tali lampi (i TLE, n.d.r.) potrà dare risposta alla domanda se i due fenomeni siano realmente correlati tra loro"
Per approfondimenti su JEM-EUSO e gli esperimenti di verifica sui TLE
arxiv.org/pdf/0707.4369
galprop.stanford.edu/elibrary/icrc/2007/preliminary/pdf/icrc1227.pdf
www.apc.univ-paris7.fr/UHECR/Proceedings/2007.05.23_Gorodetsky_TUS.pdf
him.phys.pusan.ac.kr/~kps/kps2007fall/19/1/1Park.pdf
www.icrr.u-tokyo.ac.jp/can/icrc2005/Proceedings/Vol-18/18359-usa-takahashi-Y-abs3-he15-poster.pdf
www.icrr.u-tokyo.ac.jp/infomation/workshop/2006/061215pdf/061215-13.pdf
euso.riken.go.jp/EUSO_2.pdf
Varie registrazioni di eventi sprite osservati in Italia sul sito CIPH-SOSO
martedì 20 maggio 2008
NUBI SISMICHE (EQC) PRIMA DEL TERREMOTO DEL SICHUAN?

- un filmato (di cui è mostrato anche un fotogramma che si riproduce in apertura) poi postato anche su Youtube e che potrebbe mostrare delle EQC (Earthquake Clouds) che si sarebbero manifestate su Tianshui, nella provincia del Gansu, un cui cittadino le avrebbe immortalate due ore prima della scossa principale del 12 maggio;
- una lunga serie di chiare foto di formazioni nuvolose insolite notate da molte persone nel cielo di Linyi, nella provincia dello Shandong, nella Cina orientale, il 9 maggio, meno di 72 ore prima della scossa principale.
venerdì 16 maggio 2008
IL SISMA CINESE DEL SICHUAN ANNUNCIATO DA VARIE ANOMALIE?
- Il 10 maggio migliaia di rane erano state osservate attraversare all'improvviso, tutte insieme, un ponte nella cittadina di Taizhou, nella provincia del Jiangsu.
- Il 26 aprile, invece, un intero laghetto era scomparso in un tempo brevissimo a Enshi, nella provincia dell'Hubei.
Pascal si limita infatti a parlare delle possibilità, "ancora non provate" che gli animali reagiscano a micro-tremori presismici o a movimenti sotterranei delle acque oppure "a cambiamenti della composizione dell'aria". Gli studi cinesi sui precursori, oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche, sono collegati da Bernard al clima antiscientifico degli anni della Rivoluzione Culturale ma essi - secondo l'universitario francese - "non avrebero mai funzionato". Il fatto che nel 1975 gli abitanti di un paesino cinese sarebbero riusciti ad evitare una catastrofe annunciando un sisma sarebbe stato dovuto al fatto di aver loro stessi avvertito dei micro-tremori, non a stranezza notate negli animali.
- Il 12 maggio, giorno del terremoto, anomalie del comportamento animale sono state notate allo zoo della città di Wuhan, a circa 1000 km dall'epicentro, secondo quanto riportato dal quotidiano Wuhan Evening Paper. Le zebre hanno cominciato a battere le teste contro le cancellate e gli elefanti hanno preso ad agitare con violenza dei tronchi con le proboscidi rischiando di ferire un inserviente. Una ventina di leoni e di tigri che in genere a mezzogiorno dormono si aggiravano nervosamente nelle gabbie. Cinque minuti prima della scossa principale dozzine di pavoni avrebbero preso ad urlare.
lunedì 12 maggio 2008
"Bibliografia on line FLTA” del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen

Si tratta di una base di dati, aggiornata in modo costante da un gruppo di collaboratori, il cui intento è quello di consentire un accesso libero e gratuito agli estremi bibliografici, curati con criteri scientifici, della letteratura internazionale sul numero più ampio possibile di Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera (FLTA), definiti secondo i criteri enunciati nel documento introduttivo “LTPA: l’area dei fenomeni d’interesse del CIPH”. La bibliografia on line permette di recuperare i dati in modo semplice e veloce, utilizzando una molteplicità di criteri. Considerata l’estrema dispersione, la frequente precarietà ed in molti casi la non facile reperibilità delle fonti, e constatato che almeno parte dei fenomeni presi in considerazione non gode di piena legittimazione quali oggetti di studio delle scienze fisiche, si è scelto di presentare nel modo più accurato possibile le voci, così da permetterne all’utente una più facile e sicura identificazione. Lo scopo ulteriore di tanta cura è quello di spingere gli utilizzatori della bibliografia a segnalare imprecisioni ed incompletezze e soprattutto a collaborare con l’aggiunta di fonti ancora sconosciute.
In questa prima fase si è proceduto al caricamento dei dati relativi alle fonti sul fenomeno dei fulmini globulari (indicati in sigla nel subject delle voci come BL), mentre è appena iniziato l’inserimento di quelli concernenti i fenomeni di Hessdalen (HP) ed i cosiddetti Transient Luminous Events (TLE). Altre importanti categorie dovrebbero seguire. Una stima prudenziale del numero di fonti già note ai collaboratori del progetto di bibliografia on line indica in oltre 7000 le voci individuate sino all’aprile 2008.
domenica 11 maggio 2008
CIELOSTELLATO 2008
In questa sede, sabato 10, il Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH) ha organizzato un incontro su "TLE (Transient Luminous Events) LTPA (Luminous Transient Phenomena in Atmosphere)". Massimo Silvestri, Nico Conti, Roberto Labanti e Renzo Cabassi, hanno illustrato la filosofia e le tecniche per realizzare la strumentazione automatica che, almeno al momento nell'esclusivo campo ottico, possono contribuire alla raccolta di dati ed informazioni sui più evidenti e relativamente comuni eventi che possono presentarsi in atmosfera.
Il team del CIPH-SOSO (Smart Optical Sensors Observatory) ha ricordato l'attività della strumentazione in questo primo anno di attività: registrazioni di bolidi, meteore, red-sprites, transiti di satelliti artificiali e della International Space Station (ISS) congiuntamente allo Shuttle STS118. Si è posto particolarmente l'accento sui "red-sprite" che all'interno di un vasto insieme di eventi luminosi transitori stanno attirando l'attenzione dell'ambiente scientifico per i possibili sviluppi nella maggior comprensione dei fenomeni che avvengono nella ionosfera che spesso mostrano relazioni e correlazioni con la ricerca sismologica e geofisica più in generale. Argomenti questi di grande interesse per il CIPH che ricordiamo durante il suo primo decennio di attività si è particolarmente impegnato nella realizzazione e nell'uso sul campo di strumentazione radio operante, in ricezione, nel campo delle VLF, ELF e ULF: le onde radio lunghe, lunghissime ed estremamente lunghe che si ritiene possano subire influenze dall'andamento di determinati fenomeni geofisici, quali ad esempio i sismi.
venerdì 25 aprile 2008
INTERVENTO DI ALBINO CARBOGNANI SU "NUOVO ORIONE" E RUOLO DI SOSO NELLO STUDIO DEL BOLIDE DEL 18 LUGLIO 2007

Si tratta dell’articolo, ampiamente illustrato, appena giunto in edicola:Carbognani, Albino (2008, maggio). Bolidi e superbolidi sull'Italia. Nuovo Orione 192, 48-51.
Il 18 luglio 2007, alle 21.21’35", un bolide molto luminoso aveva attraversato i cieli dell'Italia centrale, settentrionale e nord-orientale con traiettoria da nord-est a sud-ovest.
Quella sera in particolare sull'Emilia-Romagna e sul Veneto il cielo era sgombro da nubi e si ebbero diverse testimonianze. Ciò che per noi è più interessante è il fatto che, a parte le numerose testimonianze casuali, Carbognani abbia fatto riferimento all’utilità per il suo lavoro delle osservazioni strumentali fatte a San Lazzaro (Bologna) ed a Monte Baldo (Verona), con particolare enfasi posta sul nostro sistema ottico SOSO.
Carbognani sottolinea: "... la cosa importante non è raccogliere tutte le possibili testimonianze come fossero francobolli, ma trovare quelle veramente utili alla ricostruzione dell'evento".Tra le altre cose Carbognani è riuscito a calcolare il valore del diametro della testa del bolide e cioè quello della bolla di plasma che il meteoroide ha generato con l'attrito in atmosfera.
Per il tracciamento della traiettoria del bolide la stazione SOSO si è rivelata indispensabile.
La registrazione di bolidi non è certo la missione principale del sistema ottico SOSO, ma essi sono comunque eventi che per le loro caratteristiche di casualità, velocità, luminosità, ecc. presentano caratteristiche simili a quelle che assumono almeno alcuni tra i FLTA (Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera), vero oggetto del nostro studio.
In questo caso il lavoro di Carbognani, è stato utile pure al "papà" di SOSO, il tecnico Massimo Silvestri, che tramite questo approfondimento sta sviluppando alcune migliorie al sistema di registrazione degli allarmi. E' anche grazie a questo tipo di sinergie, di cui siamo grati con l'Autore, che sarà possibile fare passi avanti nella ricerca strumentale sui Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera.
martedì 22 aprile 2008
EGU 2008: PROPOSTE SUI FENOMENI LUMINOSI E NON, ASSOCIATI AI TERREMOTI E LUNAMOTI
Esse vengono chiamate fibre scintillanti. La debole luce prodotta dal passaggio delle particelle alfa nelle fibre viene convertita in corrente attraverso un nuovo tipo di fotodiodi
chiamati Silicon Photo Multipliers (SiPM).
a) prima di un forte terremoto vengono emesse radiazioni nella banda ULF dalla regione dell'ipocentro;
b) tali emissioni hanno la capacità di raggiungere la superficie, la ionosfera e le fascie di Van Allen;
c) le particelle cariche delle fasce di Van Allen vengono perturbate da tali radiazioni e assumono traiettorie che le porteranno nella ionosfera;
d) i satelliti NOAA sono in grado di rivelare tali particelle e di misurarne i parametri per capire se entreranno nell'atmosfera (cioè se stanno precipitando).
Quando una particella carica attraversa un campo elettrico o magnetico la traiettoria viene modificata perché sulla particella agisce la forza di Lorentz.
Se la particella è investita da un campo elettromagnetico variabile, l'entità della perturbazione della traiettoria dipenderà dalla frequenza dei campi elettrico e magnetico. La perturbazione è grande quando la frequenza è vicina a quella che caratterizza il movimento della particella. E' questo il caso delle ULF-ELF-VLF le cui frequenze coprono quella di rotazione delle particelle attorno alle linee di campo e di riflessione fra le regioni polari del nostro pianeta.
domenica 20 aprile 2008
NUOVI SPRITES DI PRIMAVERA
La parte superiore dell'area era nel campo inquadrato dalla stazione SOSO di San Lazzaro di Savena (BO); stazione che ha avuto modo di riprendere in 10 minuti a cavallo fra l'una e le due del 19 aprile (a cavallo della mezzanotte del 18 in tempo universale) ben 5 diversi eventi sprites.
Gruppo di column sprites in due frames.


18 aprile, 23h57m38s UTC
Altro gruppo di column sprites

18 aprile, 23h59m23s UTC
Ancora column sprites
(probabilmente fra i più belli della serata),
anche in questo caso in due frames


19 aprile, 00h01m53s UTC
Column sprites e, forse, qualche altro tipo
di sprite non ben identificabile (due frames)


19 aprile, 00h04m55s UTC
L'ultimo evento della nottata, ancora un bel gruppo di column sprites.

sabato 12 aprile 2008
SOSO: REGISTRATO BOLIDE 11 APRILE 2008
E' in corso la raccolta di dati e un report è previsto nei prossimi giorni.
Presentiamo una sequenza di tre immagini


NUBI SISMICHE: OSSERVAZIONI DI SCIENZIATI CINESI
Le manifestazioni di peculiari formazioni di nubi (EQC, Earthquake Clouds) o di nebbie (EQF, Earthquake Fogs) durante o subito prima lo scatenamento di alcuni eventi sismici costituiscono alcuni degli aspetti più sconcertanti dell'intero problema delle anomalie osservabili otticamente in connessione con i terremoti.
Nel numero 2615 dell'11 aprile 2008, il periodico inglese di divulgazione New Scientist ha pubblicato a pagina 12 un breve articolo di Lynn Dicks intitolato "Curious cloud formations linked to quakes". Lo potete leggere a questo link:
Stando agli studi di alcuni geofisici cinesi sarebbe stato possibile individuare un particolare comportamento delle formazioni nuvolose presenti sopra una faglia attiva in Iran alla vigilia di due importanti scosse verificatesi in anni recenti in quel Paese.
Guangmeng Guo e Bin Wang, che lavorano alla Nanyang Normal University di Henan, hanno notato che la coltre nuvolosa presente sull'Iran nel dicembre 2004, coltre rilevata da satelliti meteorologici geostazionari, presentava dei "buchi" di alcune centinaia di chilometri sul sud del Paese. Queste "lacune" non sembravano spiegabili in termini di dinamica atmosferica ed erano rimaste visibili per parecchie ore immobili sugli stessi punti - lungo la faglia più importante di quella regione - sebbene le formazioni di nubi ad esse circostanti continuassero a muoversi.
Allo stesso tempo, le immagini termiche del suolo mostravano temperature assai più alte lungo le strutture tettoniche della faglia che rispetto alle aree circostanti.
Il 22 febbraio del 2005, ossia sessantanove giorni dopo, nella faglia si liberava un sisma di magnitudo 6,4 che provocava oltre seicento morti.
Il fenomeno anomalo si sarebbe ripetuto con caratteristiche simili il 25 dicembre 2005. In quest'occasione, sessantaquattro giorni dopo la regione sarebbe stata colpita da un terremoto di magnitudo 6,0.
La presentazione fatta da New Scientist non è altro che una sintesi del lavoro di Guo e Wang, che sotto il titolo "Cloud anomaly before Iran earthquake" è uscito alle pagine da 1921 a 1928 del vol. 29, n. 7 dell'aprile 2008 della rivista International Journal of Remote Sensing, periodico della "Remote Sensing and Photogrammetry Society", il cui abstract ed i cui riferimenti potete leggere alla pagina:
http://www.informaworld.com/smpp/content?content=10.1080/01431160701373762
Dopo aver ricordato che le prime anomalie termiche e nelle formazioni nuvolose in precedenza ai sismi erano state registrate da scienziati russi negli anni '80 del secolo scorso, gli Autori fanno notare che mentre sono stati fatti progressi nel primo ambito, le EQC sono state descritte assai di rado. Adesso, però, sarebbe possibile ipotizzare lo svolgimento di analisi combinate di dati derivanti da misurazioni geofisiche, da quelli del comportamento termico del suolo e della bassa atmosfera e dalla presenza di anomalie nella copertura nuvolosa, al punto da poter supporre che responsabili del fenomeno delle EQC possano essere emissioni di gas caldi dalle faglie che provocherebbero anomalie strutturali e chimiche delle nubi sovrastanti sino alla loro evaporazione.
Da parte sua, nella presentazione del lavoro dei geofisici cinesi il commentatore di New Scientist segnala come il modello degli ioni carichi positivamente, elaborato da Friedemann Freund, oggi presso l'Ames Research Center della NASA di Moffett Field, in California, modello assai dibattuto negli ultimi tre anni, appaia poco adatto a spiegare fenomeni come le EQC, visto che gli ioni di solito contribuiscono alla formazione delle nubi, non alla loro dissoluzione.
Studiosi come il geologo Mike Blanpied, del programma di studio sui rischi sismici dello US Geological Survey hanno commentato in modo scettico il lavoro dei due cinesi, accennando alla mancanza di un modello fisico in grado di spiegare perché "qualche cosa possa accadere d'improvviso due mesi prima di un terremoto per poi spegnersi e non verificarsi di nuovo".
Fra le numerosi reazioni telematiche da parte dei lettori dell'edizione on line di New Scientist, quella di un utente secondo il quale Guo e Wang avrebbero accumulato dei dati in realtà frutto del caso, "come fanno gli ufologi".
martedì 1 aprile 2008
10 MAGGIO 2008 AD OSTELLATO (FE) INCONTRO CON IL CIPH-SOSO
Sabato 10 per la sessione Conferenze e approfondimenti, alle 10.30 si svolgerà un incontro/relazione con il team del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen - Smart Optical Sensors Observatory sul soggetto "TLE LTPA: dalle segnalazioni visuali alle osservazioni strumentali"
lunedì 31 marzo 2008
NANOPARTICELLE COME SPIEGAZIONE PER I BL?
Potete leggere questo articolo, intitolato "Great Balls of Fire!" al link:
http://www.economist.com/science/displaystory.cfm?story_id=10918140&CFID=386383&CFTOKEN=29303400
Eli Jerby e Vladimir Dikhtyar, fisici dell'Università di Tel Aviv, si occupano di BL da diversi anni ed hanno al loro attivo un'importante pubblicazione scientifica sull'argomento, e cioè "Fireball Ejection from a Molten Hot Spot to air by Localized Microwaves", uscito sulla rivista Physical Review Letters, vol. 96, del 3 febbraio 2006.
Di recente, come seguito a questa pubblicazione, i due scienziati hanno proposto un modello che, per spiegare i BL, fa appello alle nanoparticelle, ossia a parti di materia di dimensioni dell'ordine dei milionesimi di millimetro.
In seguito, però, collaborando con Brian Mitchell, dell'Università di Rennes, e con altri colleghi che lavorano a Grenoble, in Francia, presso l'ESRF (European Synchrotron Radiation Facility), Jerby e Dikhtyar hanno fatti molti progressi nel tentativo di descrivere, grazie ai raggi X, la struttura di questi BL artificiali. La conclusione è che si tratta di conglomerati di particelle del diametro di circa 5o nm.
Le procedure per la produzione di questi BL sono descritte sul sito Internet dell'ESRF, a questa pagina:
http://www.esrf.eu/news/spotlight/spotlight56/fireballs
L'esito di queste nuove ricerche, condotte dai due scienziati dell'Università di Tel Aviv insieme ad altri studiosi, è apparso poco tempo fa ancora nella Physical Review Letters. Si tratta di:
Mitchell, J. B. A., LeGarrec, J. L., Sztucki, M., Narayanan, T., Dikhtyar, V., & Jerby, E., "Evidence for Nanoparticles in Microwave-Generated Fireballs Observed by Synchrotron X-Ray Scattering", apparso sul numero del 15 febbraio 2008 della rivista sopra citata, vol. 100, (6), 065001-1/4.
Potete scaricarne il testo integrale dal sito del dott. Jerby, alla pagina:
www.eng.tau.ac.il/~jerby/Fireballs.html
In esso, gli Autori sottolineano che il lavoro fatto sembra confortare la teoria presentata nel 2000 su Nature da John Abrahamson, ingegnere chimico dell'Università di Canterbury, in Nuova Zelanda, teoria secondo la quale i BL si formerebbero quando i fulmini lineari che toccano terra vaporizzano gli ossidi di carbonio e di silicio che si trovano nel suolo. Il carbonio strapperebbe l'ossigeno al silicio permettendone agli atomi che si raffreddano di raggrupparsi in nanoparticelle. Queste nanoparticelle si ossiderebbero a loro volta in ossidi di silicio prendendo ossigeno dall'aria. Nel farlo, però, emetterebbero calore e luce, ossia produrrebbero quel complesso di fenomeni noti come fulmini globulari.
Tuttavia, secondo l'anonimo commentatore dell'Economist, il lavoro in discorso presenterebbe diversi punti deboli. In primo luogo, i BL artificiali prodotti vivrebbero per soli 30 ms dopo che la fonte d'emissione delle microonde cessa di funzionare. Inoltre, questi BL da laboratorio diventerebbero luminosi per l'eccitazione degli atomi dei materiali vaporizzati piuttosto che per dei processi d'ossidazione.
Infine, il modello proposto, che prende le mosse dal lavoro di Abrahamson, non spiegherebbe come i BL possano penetrare attraverso vetri di finestre o altri oggetti solidi, come parecchi testimoni casuali riferiscono.
Chi ha scritto il pezzo per The Economist pare propendere semmai per qualche meccanismo di tipo laser. In particolare, è menzionata l'idea di Peter Handel, dell'Università del Missouri. Molecole di acqua presenti nell'aria ed eccitate emetterebbero microonde che stimolerebbero l'ulteriore produzione di microonde in quelle vicine. In circostanze adatte ciò porterebbe alla creazione di un'onda stazionaria di energia EM che farebbe diventare luminosa l'aria circostante. Il risultato finale, ancora una volta, sarebbe il fulmine globulare.
giovedì 27 marzo 2008
SPRITE DI PRIMAVERA!

il video
[Eurosprite ha segnalato, in inglese, questa osservazione sul proprio blog qui]
HESSDALEN A ROMA E A BOLOGNA: INCONTRI CON JADER MONARI
Viste sin dai primi anni '80 del secolo scorso da centinaia di persone fra valligiani, turisti e curiosi ma soprattutto da ricercatori, da scienziati e tecnologi, queste "luci" si presentano come sfere a volte paragonabili a poco più di un'emissione di luminosità di varie dimensioni e differenti tonalità di colore, d'intensità modesta o intensa, lente o saettanti... Caratteristiche che, unite all'imprevedibilità della comparsa, rendono difficile la comprensione della loro natura.
Monari ha partecipato ad una decina di missioni nella valle di Hessdalen, iniziate alla fine degli anni '90 con il protocollo di collaborazione italo-norvegese denominato EMBLA2000 instaurato fra il norvegese Østfold University College e l'Istituto di Radioastronomia del CNR di Bologna. Lo studioso è tuttora impegnato nella progettazione, realizzazione ed installazione della strumentazione messa in campo dal Project Hessdalen, animato da Erling Strand e da Bjørn Gitle Hauge (Østfold University College) e dal Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen.
L'incontro romano di Jader Monari precederà una conferenza-relazione pubblica che si svolgerà, sempre a cura di "L'angolo dell'avventura", sede di Bologna, a Borgo Panigale (BO) il 18 aprile, con inizio alle ore 21,00 presso la Sala Polivalente, che si trova in via Marco Emilio Lepido 25/3 - Quartiere Borgo Panigale.
mercoledì 26 marzo 2008
LA TV FRANCESE CANAL+ SI OCCUPA DELLA RICERCA SUI FENOMENI DI HESSDALEN
Il GEIPAN è l'unico ente statale in Europa ad occuparsi di ciò che i francesi chiamano PANs (Fenomeni Aerei Non-identificati), quelli che il pubblico conosce meglio come UFO.
Il Comitato di Controllo del GEIPAN, diretto da Yves Sillard, già all'inizio della trasmissione ha proposto - tra le altre cose - l'idea di collaborare in futuro con realtà di studio quali il Project Hessdalen.
Nonostante si sia trattato di una trasmissione incentrata sulle testimonianze di piloti e di militari, una gran parte di essa è stata dedicata ad un servizio realizzato ad Hessdalen in occasione del campo scientifico organizzato da Bjorn Gitle Hauge, tecnologo del Project Hessdalen, e da una missione italiana di manutenzione della cosiddetta “Blue Box”, missione svoltasi nel settembre 2007 e che è stata gestita da Jader Monari, tecnologo dei Radiotelescopi di Medicina (Bologna).
Nel servizio Erling Strand, fondatore del Project Hessdalen negli anni '80 del secolo scorso, ha mostrato le attrezzature che sono state collocate ad Hessdalen grazie al gruppo italiano di tecnologi coordinato da Stelio Montebugnoli, responsabile della Stazione Radioastronomica di Medicina, e dal CIPH.
Strand non ha fatto ipotesi sulle “luci” anche se a suo parere il fenomeno presenta diversi aspetti e non può essere ricondotto ad altri fenomeni come le aurore boreali o Northern Lights.
Dato che lo spettrogramma di una luce è stato rilevato proprio durante il campo scientifico dagli studenti dell'Østfold College coordinati da Hauge, la trasmissione ha presentato l'ipotesi secondo cui i dati raccolti dal radar costruito e installato dal gruppo di Stelio Montebugnoli sarebbero da ricondursi al fenomeno immortalato con foto in abbinamento con lo spettrogramma.
Infine è stato intervistato l'astrofisico e divulgatore scientifico Massimo Teodorani, che partecipò alle prime missioni in Norvegia e che ha formulato l'ardita ipotesi secondo la quale le luci di Hessdalen sarebbero come delle “stelle in miniatura”.
Potete seguire il programma “Les militaires et les OVNIs” a questo link:
http://ovnis-usa.com/quand-larmee-enquete/
riferimento diretto ad Hessdalen
UN MODELLO GENERALE PER VARI TIPI DI FULMINI
Il punto, ha spiegato Jeremy Riousset, è che le teorie precedenti si trovavano in difficoltà nello spiegare come mai i fulmini possano fuoriuscire dalle nubi riuscendo a liberarsi dagli strati carichi che le caratterizzano. Il problema più grosso, sotto questo profilo, era costituito proprio dall'esistenza di quell'anomalia rappresentata dalle scariche di tipo ascendente.
Il modello di Riousset mostra che quando gli strati di cariche positive e negative presenti nella nuvola si ridistribuiscono, si creano le condizioni necessarie per la fuoriuscita dei fulmini da essa, grazie ad un'amplificazione della differenza di potenziale fra gli strati.
La "direzione" di questa fuga dipende dal modo in cui le cariche sono distribuite all'inizio nella nube, dalla loro intensità ed anche dal fatto che le cariche si muovono verso l'alto più liberamente di quanto non facciano verso il basso.
venerdì 21 marzo 2008
TLE: REGISTRATI EVENTI [SPRITE] IN ISRAELE
Roy Yaniv, Michael Ganot e Naama Reicher alle ore 02:56:51.250 locali del 13 marzo 2008, documentavono un evento ELVE e lo stesso gruppo alle ore 04:04:46.093, sempre locale, un evento SPRITE. Eventi che sono seguiti a quelli registrati il mese scorso, l' 11 febbraio 2008.
Su queste pagine ci siamo poi occupati delle osservazioni del team ILAN nelle news del 26 dicembre scorso.
Il team israeliano ha iniziato la sua attività con un importante progetto denominato MEIDEX (Mediterranean Israeli Dust Experiment) che prevedeva tra l'altro l'uso di strumentazione nel campo ottico a bordo di uno Shuttle durante la missione Columbia. Responsabile della strumentazione a bordo del volo STS-107, iniziato 1l 16 gennaio 2003, come specialista del carico utile dell'Agenzia Spaziale Israeliana, era il colonnello Ilan Ramon il quale il giorno 19 gennaio, durante l'orbita numero 44 poteva registrare le immagini di un "elve" (folletto). A seguire verranno registrati vari "sprites" (spruzzi) che assieme agli "elves" rappresentavano i fenomeni elusivi dell'alta atmosfera documentati per la prima volta pochi anni prima.
Tra le varie immagini, una coinvolgeva anche lo spazio sopra il nord Italia durante l'orbita 239 della stazione spaziale.
I ricercatori potranno, dal quel momento, disporre un totale di circa 7 ore di video registrazioni con alcune decine di TLE registrati
Come si ricorderà la missione spaziale STS-107 ebbe un drammaticissmo epilogo il I° febbraio con la disintegrazione in fase di atterraggio del laboratorio spaziale e la morte dei sette componenti l'equipaggio. All'astronuata israeliano, il gruppo di ricerca dell'Università di Tel Aviv ha voluto dedicare le proprie ricerche ricordando nell'acronimo usato per denominare il team "Imaging of Lightning And Nocturnal flashes", il nome dell'astronauta Ramon: Ilan.
ELVE e SPRITE: vedi scheda
lunedì 17 marzo 2008
AURORE DURANTE TUTTO L'ARCO DEL GIORNO
Osservazioni dallo spazio verso la Terra hanno messo in rilievo che ciò è possibile con l’impiego di particolari filtri per radiazioni ultraviolette.
L'estensione del fenomeno era già stata rilevata dodici anni dalla NASA sopra la regione polare ad una distanza dalla Terra di 57.000 km. Fu allora che si ebbe la sorpresa di scoprire che attraverso filtri UV le aurore erano visibili praticamente senza interruzioni.
Ora cinque satelliti THEMIS equipaggiati con appositi sensori stanno tracciando una mappa del complesso flusso crescente e decrescente di particelle e di campi della magnetosfera terrestre.
[fonte: Phillips, Tony, Auroras in Broad Daylight, 6 marzo 2008, disponibile all'url:
http://science.nasa.gov/headlines/y2008/06mar_polar.htm?list1085368]
martedì 11 marzo 2008
ALTRI TESTIMONI DELLE PRESUNTE EQL INGLESI DEL 27 FEBBRAIO 2008
lunedì 10 marzo 2008
NUOVA STRUMENTAZIONE DI REGISTRAZIONE SEGNALI ELETTROMAGNETICI A BASSA FREQUENZA IN ATMOSFERA
Dal 12 febbraio di quest'anno è attivo anche a Perugia un sistema di registrazione di segnali elettromagnetici a bassa frequenza in atmosfera. Questa iniziativa è stata intrapresa dal dott. Cristiano Fidani (*), studioso della fisica dei terremoti, attualmente collaboratore dell'Università di Perugia nella ricerca degli effetti sulla ionosfera dei fenomeni tellurici.
L'iniziativa è stata motivata dalla mancanza di studi approfonditi dei molti fenomeni elettrici che avvengono in atmosfera e che sono stati osservati in concomitanza con i maggiori terremoti in ogni regione della terra. Obiettivo dell'iniziativa è determinare, se esistono, delle caratteristiche peculiari dei segnali elettrici associati ai fenomeni sismici.
Questo studio è assai antico e risale alla metà del diciottesimo secolo. Esso si sviluppò fortemente in Italia perché durate il 1700 il nostro paese fu ripetutamente colpito da terremoti catastrofici e furono registrate innumerevoli manifestazioni riconducibili all'elettricità atmosferica; d'altra parte l'ambiente scientifico italiano dopo la rivoluzione illuminista costituì un fertile terreno su cui queste ricerche poterono attecchire. Uno dei primissimi ad indagare i fenomeni elettrici in atmosfera, Padre Andrea Bina, fu anche l'ideatore del primo sismografo proprio a Perugia (info: qui).
Le ricerche moderne hanno messo in evidenza la difficoltà di spiegare tali fenomeni attraverso sorgenti elettromagnetiche poste nel sottosuolo. Infatti, le caratteristiche di forte assorbimento elettromagnetico della crosta terrestre sembrano impedire la trasmissione di campi elettromagnetici dalla zona ipocentrale alla superficie se non in particolari condizioni. Inoltre, recenti risultati nello studio di perturbazioni a bassisima frequenza, che dovrebbero essere poco attenuate dalla crosta terrestre, hanno rimesso in dubbio la registrazione che costituisce uno degli esempi più eclatanti di queste misure (info: qui).
Si sono sviluppate, parallelamente alle prime, delle ipotesi sul flusso di gas e cariche eletttriche migranti verso la superficie dalla regione ipocentrale, che offrono nuove possibilità di generazione di segnali elettromagnetici. Ad esempio, il gas Radon in atmosfera produce ionizzazione e questa può dar luogo a scariche elettriche e trasformarsi in una sorgente elettromagnetica su un ampio spettro di frequenze.
Da tali considerazioni sembra possibile ripensare ai fenomeni elettromagnetici associati ai terremoti come verificantesi anche in atmosfera, per questo può essere utile uno studio del campo elettrico su ampio spettro.
Lo strumento attivo a Perugia è capace di monitorare lo spettro elettromagnetico, con maggiore sensibilità sulla componente elettrica, fra 4Hz e 2700Hz. Esso registra su due canali l'ampiezza delle polarizzazioni del campo elettrico approssimativamente nelle direzioni est-ovest e nord sud, con una frequenza di campionamento di 5512Hz a 16bit e ne salva gli spettrogrammi in un hard disk.
La sua attivazione è seguita ad un periodo di circa tre mesi di sperimentazione nel sito di Perugia e in base all'esperienza maturata dall'autore con un altro strumento costruito nelle Marche e in funzione 24 ore su 24 da più di un anno nella zona di Fermo.
(*) Cristiano Fidani è l'autore del volume Ipotesi sulle anomalie elettromagnetiche associate ai terremoti (2005)
NUOVA TEORIA SUI TRANSIENT LUNAR PHENOMENA
mercoledì 5 marzo 2008
01 03 2008: IMPORTANTE BOLIDE REGISTRATO SULL'ITALIA DEL NORD
E' disponibile un primo report di Albino Carbognani, ITAlian Superbolide Network (ITASN)
martedì 4 marzo 2008
EQL: LAMPO SISMICO E FULMINE GLOBULARE DURANTE UNA SCOSSA IN INGHILTERRA?
Un episodio d'ordinaria amministrazione per il resto del mondo e peculiare solo per la zona in cui è insorto, se non fosse che in occasione della scossa principale sono stati segnalati da almeno due testimoni fenomeni luminosi che fanno ipotizzare il manifestarsi di luci sismiche, o EQL.
Il 29 febbraio, sotto il titolo "Mysterious 'lightning' spotted as 'quake hits Louth" ne ha parlato il Louth Leader, un giornale locale, come si può leggere all'url:
http://www.louthleader.co.uk/news/Mysterious-39lightning39-spotted-as-39quake.3831760.jp
martedì 26 febbraio 2008
BOLIDE RIPRESO DAL SISTEMA SOSO IL 24 FEBBRAIO 2008
SOSO era puntato verso Ophiuchus. La stella più luminosa in alto al centro è la alfa, Ras Alhague di mag +2.1. Leggermente in basso a sinistra si vede anche la beta, Cheleb di mag 2.8. La Luna era a 65 gradi verso ovest (a destra nel filmato) con fase 0.9.
La magnitudine del bolide risulta di -10 ma è un valore che va preso con cautela perché l'immagine del bolide e della Luna sono entrambe saturate e sono state riprese in condizioni diverse.
(collaborazione di Albino Carbognani)
Non è stato possibile tracciare la traiettoria atmosferica, come nel bolide del 18 luglio 2007, poiché non ci sono altre osservazioni, né strumentali né oculari.
Il video-filmato è visibile sul sito web di CIPH-SOSO

giovedì 21 febbraio 2008
SCOMPARSO IL CHIMICO STANLEY SINGER, UNO DEI LEADERS MONDIALI DELLA RICERCA SUI FULMINI GLOBULARI
Soltanto con un certo ritardo è stata diffusa pubblicamente la notizia che il piccolo mondo della ricerca sui fulmini globulari ha subito un gravissimo lutto il 16 gennaio scorso, quando a causa delle complicanze di un intervento chirurgico è deceduto in California all'età di ottantadue anni il dott. Stanley Singer.
Nato a North Adams, nel Massachusetts, il 3 ottobre del 1925, ottenne nel 1950 il suo Ph.D. in chimica presso la University of California, Los Angeles (UCLA).
Fra il 1951 ed il 1958 lavorò presso la US Naval Test Station di China Lake, in California, tra il '68 e il '63 fu capo dipartimento presso la Divisione Aeronautica della Hughes Tool Company and Maremont Corporation e nel '64-'65 capo del settore fisica della Dynamic Science Corp.
Nel 1965 diede vita ad una società privata di ricerca, la Athenex Research Associates di Pasadena, California, che si occupa di fisica atmosferica, di fisica dello stato solido, di supeconduttività e dei processi di crescita delle particelle.
Interessato da sempre ai fulmini globulari, il suo primo saggio di rilievo sull'argomento fu pubblicato su Nature nel 1963. Pietra miliare per l'accettazione del problema nella comunità scientifica rimane il suo volume The Nature of Ball Lightning (Plenum Press, New York, 1971).
Malgrado fra le sue numerose pubblicazioni almeno quattordici concernano i fulmini globulari, il suo capolavoro rimane il fondamentale contributo dato alla creazione dell'International Committee on Ball Lightning (ICBL), che dalla seconda metà degli anni '80 del secolo scorso ha cambiato il volto delle conoscenze e degli approcci al fenomeno.
Al momento della morte era ancora attivissimo e stava lavorando a tempo pieno al discorso d'apertura dell'ISBL-08, l'International Symposium on Ball Lightning che si tiene ogni due anni e che questa volta avrà per teatro dall'8 al 12 luglio prossimi la città russa di Kaliningrad.
Singer lascia la moglie e due figli.mercoledì 13 febbraio 2008
FUOCO DI SANT'ELMO FILMATO IN SVIZZERA
Potete trovarlo all'url:
http://atmospherical.blogspot.com/
Il blog è destinato soprattutto a presentare osservazioni di fenomeni di ottica atmosferica o comunque rilevanti per la fisica atmosferica che siano ritenuti rari, insoliti o controversi. Tra quelli elencati a fini esplicativi in una pagina del blog, si indicano osservazioni del raggio verde in cui si manifesti come blu o forme insolite di esso, tramonti ed albe con sfumature rosse del cielo particolarmente accese, fulmini globulari o a rosario ma anche "fenomeni nuovi o rari" o quelli "la cui origine non è ancora nota".
Come si può constatare, una buona sovrapposizione rispetto agli oggetti che rientrano nella definizione di LTPA (Fenomeni luminosi transitori in atmosfera) di cui si occupa il CIPH.
Uno dei collaboratori del blog è lo studioso svizzero di meteorologia Mark Vornhusen, che gestisce una ditta specializzata nelle previsioni meteo, la Meteomedia.
Il 28 novembre 2007 Vornhusen ha postato la notizia, corredata da un'immagine, che il 14 novembre, fra le 18.05 e le 18.50 locali una camera ad alta sensibilità da lui gestita e piazzata su una torre metallica in cima al monte Gäbris (47° 38' N, 9° 47' E, 1241 m s.l.m.) durante una tempesta di neve aveva filmato a più riprese il manifestarsi di vari begli esemplari di Fuoco di Sant'Elmo o scarica a corona (il CIPH etichetta il fenomeno con la sigla SEF).
Ad integrazione di quanto scritto da Vornhusen è intervenuto un commento di Harald Edens, che lavora presso il Langmuir Laboratory for Atmospheric Research, che si trova nel Nuovo Messico. Edens ha fatto notare che dal 2006 presso quell'istituto lui osserva e fotografa con regolarità Fuochi di Sant'Elmo. Vornhusen, infatti, supponeva che le riprese del fenomeno al suolo (non da bordo di aerei in volo dentro temporali) fossero una novità, cosa che in realtà non è.
Una delle foto di Edens è reperibile alla pagina:
http://www.weatherscapes.com/photo.php?cat=photo_month&id=d-060821-corona
Sebbene i Fuochi di Sant'Elmo siano un fenomeno della fisica atmosferica che ormai mostra soltanto limitate aree d'incertezza, rimangono interessanti ai nostri occhi le descrizioni di SEF di grandi dimensioni o dall'aspetto bizzarro, che a volte sembrano rendere difficile distinguerli dai fulmini globulari.
Mark Vornhusen ha fra i suoi interessi anche quello dei fuochi fatui, di cui pure il CIPH si occupa in modo intenso.
martedì 5 febbraio 2008
LTPA: NUOVA POSTAZIONE AUTOMATICA OSSERVATIVA IN EMILIA-ROMAGNA
Dal 2006 Zanotti e Di Giuseppe collaborano attivamente anche allo Smart Optical Sensors Observatory, tanto da installare a Ferrara un sistema automatico di videomotion basato, in questa fase, sul software della giapponese SONOTACO, UFOcapture, software usato da molti astrofili e da astronomi nel campo della strumentazione automatica.
Zanotti e Di Giuseppe si occupano principalmente di meteore (hanno condotto alcune spedizioni all'estero per eventi astronomici e periodi di attività di sciami meteorici: Cina, Mogolia, Sud America, ecc) e di LTPA (Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere), i Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera.
Durante le prime osservazioni, la nuova postazione ferrarese e SOSO, in prossimità di Bologna, hanno registrato simultaneamente uno stesso evento meteorico il 28 gennaio 2008.
Una pagina sulle prime registrazioni della nuova postazione su "Ferrara2008", nel sito web di SOSO.




